Amt annuncia tagli per 430 dipendenti E turni più lunghi

(...) «Nel piano - si legge in una nota dei sindacati, che hanno convocato per lunedì 15 aprile un'assemblea generale alla Sala chiamata del porto - è prevista la possibilità di utilizzare i contratti di solidarietà per la gestione degli esuberi indicati dall'azienda. Inoltre - prosegue la nota - la stessa ha dichiarato che, qualora non si raggiungesse un'intesa con le organizzazioni sindacali, procederebbe alla disdetta degli accordi aziendali».
I sindacati, «nel prendere atto di quanto consegnato dall'azienda, ritengono - conclude la nota - che il piano industriale presentato gravi totalmente sulle condizioni economiche e normative dei lavoratori». Per discutere della situazione di Amt oggi è in programma un incontro tra le organizzazioni sindacali e il sindaco di Genova, Marco Doria.
I sindacati hanno anche confermato lo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico già proclamato per il 23 aprile. «Non si possono lasciare in mezzo alla strada 430 famiglie, di 230 impiegati e 200 autisti, come ci ha proposto il presidente Livio Ravera per risanare i conti aziendali - ha denunciato il segretario della Filt Cgil Genova Andrea Gamba -. È un piano industriale basato sui licenziamenti, dunque irricevibile. I contratti di solidarietà che sono una possibile soluzione devono avere delle garanzie di copertura economica. Domani (oggi ndr) incontreremo il sindaco Doria per capire l'impegno del Comune a favore dell'azienda». Per frenare anche proteste dei pendolari l'azienda ha comunicato che non ci saranno tagli alle corse, ma che verranno potenziati i servizi di controllo sul pagamento dei biglietti, sulle linee collinari bisognerà salire davanti e far vedere il biglietto all'autista e anche in metropolitana i biglietti verranno controllati dal personale al momento della salita a bordo. Inoltre i verificatori saranno formati ad aggiustare le obliteratrici rotte. «Bisogna avere certezze sulle risorse stanziate dal Comune - ha annunciato il segretario Filt Cgil Liguria Camillo Costanzo - Se non c'è più la cassa integrazione in deroga, siamo disponibili a nuovi strumenti purché siano finanziati, non siamo disponibili a licenziamenti».