Amt paralizza prima la città, poi il Comune

Prima hanno paralizzato Genova, mandando in tilt il traffico genovese con il 98 per cento di adesione allo sciopero dei mezzi pubblici. Poi hanno fatto «irruzione» a Tursi con l'invasione della tribuna della Sala Rossa e hanno interrotto il consiglio comunale. Fuori le camionette di polizia e carabinieri. Intorno, in centro città, migliaia di automobilisti che imprecavano per il caos e le lunghe code ai semafori. Dentro il palazzo di via Garibaldi ancora una volta un centinaio di «ferrotranvieri né rossi né neri» in apertura dell'assemblea, alle 15, hanno zittito Marco Doria che non è riuscito a parlare: «Voglio poter dire» continuava a tentare di dire Marco Doria, che è stato «salvato» dall'interruzione del presidente del consiglio Giorgio Guerello. Pesantissime e stavolta messe anche sul personale, le contestazioni e le aggressioni verbali al capogruppo del Pd Simone Farello, il quale venerdì aveva rilasciato alcune dichiarazioni a un'emittente locale ribadendo che non ha «nessuna posizione ideologica contro le privatizzazioni» come peraltro è previsto nella delibera approvata alcune settimane fa in Sala Rossa. Gli autisti dei bus hanno srotolato uno striscione: «Farello Renzi dei poveri», lanciato volantini tra i seggi: «Farello nemico dei lavoratori» e urlato di tutto: «Farello sei la vergogna del comunismo», «Farello sei una m....», «Buffone», «Farello a casa», «Chi vuole la famiglia Farello? Nessuno», «Stai attento Farello, Genova è piccola», «Ti sei venduto i nostri voti».
Alle antidemocratiche, intolleranti minacce famigliari e personali lanciate dai tranvieri sotto l'occhio vigile degli agenti della Digos, ieri sera si sono accompagnate le parole (...)