Annoni, l'«uomo nuovo» che vuole salvare Imperia

Un nome a sorpresa per i più. Un nome «nuovo», nel senso che di politica non si è mai occupato. Imperia riparte da un uomo del fare, perché il Pdl ha scelto l'avvocato Erminio Annoni per riconquistare il Comune crollato con la giunta Strescino e attualmente governato da un commissario. A fine maggio sarà Annoni a rappresentare un centrodestra che non riesce proprio a superare vecchie ruggini interne. L'avvocato sessantaduenne presenta proprio la sua novità come garanzia di superamento di ogni possibile disputa. «Sono nato in Lombardia, vivo sul versante alto di Capo Berto, in comune di Diano Marina, quindi non sono né di Imperia né di Porto Maurizio - scherza Annoni -. In politica non ho mai avuto esperienza. Mi hanno contattato tre settimane fa l'onorevole Claudio Scajola e Luigi Sappa per chiedermi se ero disponibile a dare qualcosa alla mia città. Ho chiesto loro di spiegarsi meglio, mi hanno proposto un impegno diretto in vari modi e ho dato la mia disponibilità. Dopo 15 giorni in cui hanno verificato le valutazioni sul mio nome, mi hanno scelto».
Non sul candidato ma sul metodo, si sono riaperte vecchie divisioni nel Pdl locale. Con Eugenio Minasso, vice coordinatore regionale, che minaccia di negare il simbolo del partito per ripicca contro Scajola. Frizioni mai sopite che però non fermeranno l'avvocato. «Ho detto di essere disponibile prima che ci fosse il simbolo del Pdl e sono abituato a rispettare la parola data. Il simbolo non sarebbe certo un problema», garantisce Annoni. Che dal suo vivere quotidiano pesca tutti i «fatti» che possono rispondere a dubbi e domande. Lui, avvocato da oltre 30 anni, sposato, ex ufficiale di complemento, ora ha uno studio legale associato. Ed è impegnato nel processo sul porto di Imperia, difendendo Domenico Gandolfo e Paolo Calzia. Conflitto di interesse? «Faccio parte del consiglio dell'ordine degli avvocati dal '95 e mi occupo di disciplina e deontologia professionale. Lungi da me l'idea di trovarmi in una posizione di imbarazzo», spiega il professionista che è pronto a rimettere il mandato di difensore.
Ma per risollevare Imperia non basta evitare le polemiche. «C'è tanto da fare. Qui c'è una doppia crisi - incalza Annoni -. Oltre alla crisi strutturale nazionale ed internazionale, ce n'è una tuta locale. Qui si sono fermate tutte le opere pubbliche, in città ci sono serrande abbassate, negozi chiusi, cartelli con offerte di affitto di locali». Grandi temi, sui quali un sindaco difficilmente può incidere. Almeno apparentemente. Perché il candidato Pdl è convinto che ci sia invece grande spazio di manovra. «Un sindaco può trovare denaro e investitori, può agevolare il turismo e il commercio, aiutare i giovani che vogliono provare ad aprire un'attività. Può favorire nuovi insediamenti. Ho appena appreso che arriveranno 700 barche nel porto di Imperia. Dobbiamo dare il benvenuto a chi arriva, parlare con la gente, organizzare incontri con le categorie, confrontarsi anche con le altre forze politiche. Imperia purtroppo si è fermata con Strescino ed è rimasta ferma con il commissario. Non ci si può permettere di stare ancora al palo».
Annoni non sembra spaventato dall'incarico. Aveva chiesto due giorni per riflettere sull'offerta, gli sono bastate 24 ore. Ma soprattutto punta ad affrontare i problemi come si fa nella vita di tutti i giorni. «Nella nostra piccola università di Imperia di cui mi onoro di essere vicepresidente abbiamo risolto tanti problemi senza ricorrere mai a uno scoperto di bilancio - spiega fiero -. Anzi, siamo persino in attivo di 1500/2000 euro a fine anno. Per questo ci hanno addirittura negato i finanziamenti che avevamo chiesto, dicendoci che non avevamo bisogno. Ma certi risultati si ottengono con il lavoro, in università controlliamo anche gli acquisti della cancelleria».