ATTENTI A QUEI DUE

Premessa metodologica: questo Giornale, unico nel panorama dei media genovesi, si sta spendendo moltissimo per Enrico Musso e Renata Oliveri. Non perchè ci interessi fare politica, non è assolutamente il nostro mestiere. Ma perchè ci interessa una Genova nuova, un cambio in un sistema di potere dell’Unione ormai avvolto su se stesso. Persino, più minimalisticamente, perchè ci piacerebbe spezzare una rete di governo che è tutta di centrosinistra: dal governo centrale a quello regionale a quello provinciale a quello comunale a quello di otto circoscrizioni su nove. Ed è qualcosa che non fa bene a nessuno. Non lo farebbe nemmeno se, anzichè il centrosinistra, fosse il centrodestra a detenere tutte queste posizioni. É una questione di democrazia.
Addirittura, i due veri colpi o colpetti alla credibilità del centrosinistra - al di là delle ricerche di responsabilità giurassiche dell’Ulivo - sono arrivati da queste pagine, peraltro nel silenzio assoluto e assordante dei rappresentanti del centrodestra: prima il finanziamento della Provincia al giornalino blasfemo denunciato da Andrea Macco; oggi la scoperta dei brani del programma di Marta Vincenzi presi pari pari da quello di Italia Nostra raccontati da Riccardo Re. Nessuno scandalo, per carità. Una curiosa storiella, però sì.
Detto questo, però, mi sembra giusto e onesto dire che sia Marta Vincenzi che Alessandro Repetto sono ottimi candidati. E che mi pare autolesionista, pericoloso e miope sottovalutarli, come sento fare da tanti elettori di centrodestra, convinti di avere la vittoria in tasca. Questo è il modo migliore di perdere e di piangere fra un mese.
Cerco di spiegarmi meglio. Sono ottimi candidati, beninteso, nel quadro di un’Unione divisa, spaccata, inconcludente e che sta regalando al Paese quello che è probabilmente il peggiore governo della storia d’Italia. Ma occorre essere onesti: Marta Vincenzi, ad esempio, è riuscita davvero a far passare il concetto della «discontinuità» e della «nuova stagione», addirittura rispetto alle giunte di cui lei era assessore. Una che riesce in un’impresa simile è un genio. Ma, obiettivamente, Marta è riuscita a mangiarsi la nomenklatura diessina. Lei, intanto, parla per ore dicendo poco, ma sa incartare benissimo i suoi pacchi, anche quelli vuoti. Poi, sa battere le zone popolari come nessun altro e ha dalla sua la rete storica della sinistra genovese. Insomma, è la peggiore delle avversarie possibili. Proprio perchè, in qualche modo, «la migliore dei peggiori». Di gran lunga.
Idem Repetto. Non è un trascinatore, ha qualche difetto, non ha dimostrato un grandissimo coraggio in tante questioni decisive per la Provincia. Ma dire che è stato un cattivo presidente sarebbe dare uno schiaffo alla verità. Anche e soprattutto perchè, da vecchio democristiano, si è sempre tenuto aperte tutte le porte. Insomma, uno tosto, uno duro.
Attenti, davvero, a quei due.