Bandiere bruciate, la condanna non «si accende»

(...) Sono stati otto i vessilli dati alle fiamme, tre dell'Italia e cinque del Popolo della libertà. L'azione è stata portata a termine all'alba, da parte di ignoti vandali che si sono fatti proteggere coraggiosamente dall'anonimato in un'ora in cui sono ovviamente sempre pochi i passanti in zona. È stato un attimo: il tempo di accendere il cerino e compiere il gesto dissacrante, rivolto evidentemente contro l'«odiato» partito berlusconiano, ma anche contro l'intero Paese. Non si spiega altrimenti l'incendio dei Tricolori che sono - dovrebbero essere - il simbolo della nazione, senza distinzioni di parte.
È proprio questo che sottolineano gli esponenti del Pdl, nel condannare l'episodio. A cominciare da Gianni Plinio, vicecoordinatore metropolitano del partito, che dichiara: «È un fatto assai grave! Voglio sperare che venga condannato da tutte le forze politiche genovesi senza se e senza ma. Invito le Forze dell'Ordine a fare di tutto per individuare i responsabili di questo vile e squallido misfatto. Già durante il comizio di Silvio Berlusconi a Brescia - ricorda inoltre Plinio - abbiamo visto militanti dell'ultrasinistra bruciare bandiere del Pdl. Quanto a Genova, non è la prima volta che si registrano atti di intolleranza e di intimidazione nei confronti di iniziative ed esponenti del centrodestra. Ora - conclude il vicecoordinatore del Popolo della libertà - è necessario interrompere questa pericolosa spirale prima che provochi danni ancora più gravi. Non oso immaginare l'indignazione e il chiasso che si scatenerebbero se fatti analoghi fossero indirizzati contro partiti e gruppi di sinistra».
Analoga esecrazione arriva dal consigliere regionale Roberto Bagnasco, che è stato fra gli organizzatori della manifestazione in piazza Galileo Ferraris e ha provveduto a sporgere denuncia ai carabinieri: «L'atto compiuto dai vandali è tanto più vergognoso - spiega l'ex sindaco di Rapallo - se solo consideriamo l'importanza della ricorrenza del 2 Giugno, e il fatto che siano stati colpiti i simboli dell'Italia oltre che del nostro partito». Sintomo anche questo, pare proprio, della tensione che sale nel Paese e di cui possono approfittare i movimenti estremisti e antidemocratici, in mancanza di una risposta coerente da parte dei partiti e delle istituzioni. Aggiunge Guido Grillo, consigliere comunale del Pdl e anch'egli impegnato attivamente nell'allestimento dell'iniziativa di Marassi che vanta ormai un decennio di «edizioni» consecutive: «Abbiamo organizzato, come in passato, un po' di musica, intrattenimenti per giovanissimi e meno giovani, banchetti di prodotti tipici e un incontro-dibattito con i nostri rappresentanti politici». La festa, insomma, è stata fatta lo stesso e bene. «Le bandiere bruciate - precisa ancora Grillo - sono state immediatamente sostituite con altre nuove di zecca. E siamo andati avanti benissimo». Ci vuole altro, insomma, che quattro deficienti per cancellare i simboli e i valori fondamentali.
È la democrazia, bellezza!