Barista denuncia l'usuraio: risarcito con 14 euro al mese

Ha avuto la forza di denunciare l'usuraio che lo teneva in pugno e dopo un lungo iter processuale è riuscito a ottenere per lui una condanna. Ma probabilmente non rivedrà i 18mila euro pagati allo strozzino. Quest'ultimo, infatti, beneficiario di una pensione al minimo, è stato condannato a risarcire la sua vittima, sì, ma solo con 14 euro al mese. E con questo ritmo ci vorranno 107 anni per riavere l'intera somma. Succede a Genova, dove un barista a cui la banca aveva negato i finanziamenti, si era rivolto, tramite in amico nelle stesse sue condizioni, a un cravattaro. «Inizialmente si era fatto prestare 7mila euro in due tranche, con un interesse del 20 per cento - racconta l'avvocato Massimo Gazzolo, che ha difeso il barista con il gratuito patrocinio -. In pochi mesi la somma era già lievitata, visto che il meccanismo è che quando non si riescono a pagare gli interessi mensili, 1400 euro in questo caso, gli interessi si sommano al capitale e quindi aumentano vertiginosamente».
Dopo un certo tempo la vittima non ce l'ha fatta più e ha denunciato l'usuraio alla polizia, che lo ha incastrato tramite la registrazione delle conversazioni tra i due, fatte tramite cimici piazzate nel bar. Alla fine l'usuraio ha patteggiato la pena e non è mai andato in carcere.
«Siccome risulta nullatenente ed è solo intestatario di una pensione di invalidità di 637 euro al mese, non abbiamo potuto fare molto per riavere i soldi - continua il legale -. Infatti la legge prevede che in questo caso si possa pignorare una minima parte dell'assegno dello Stato. Noi abbiamo pignorato il quinto di 77 euro, quindi circa 14 euro al mese».
«Mi sembra evidente che quest'uomo, che ha prestato soldi a usura ad altre persone oltre che a me, dei soldi ce li ha, certo non in banca o comunque non intestati a sé - dice la vittima -. Io invece non li rivedrò più il denaro che gli ho dato. E vi sembra questa giustizia?».