«Basta fango sul nome del mio Genoa»

(...) finalmente si possa mandare a giudizio qualcuno solo con prove certe, dimostrate. Non con frasi dette, accennate».
Non dire nulla può apparire un segnale di preoccupazione?
«No, ma neppure vorrei rischiare che una mia frase possa essere il giorno dopo strumentalizzata. Ad esempio non credevo che Sculli avesse tanti contatti con quella gente. Ancora qualche giorno prima che scoppiasse tutto gli ho detto: «Dai, ci vediamo”. Meglio che lasciamo fare gli inquirenti. Ma che lo facciano bene».
Non le piace come lavorano?
«Vorrei chiedere in che paese viviamo. Alle 4.50 del mattino sono state mandate 12 persone ad arrestare Milanetto, a buttare all’aria tutto. Con i bambini disperati. E Criscito svegliato alle 6 meno un quarto per portargli via i computer».
Ma ogni giorno a Milanetto contestano un fatto nuovo.
«Appunto, si interroga una persona per un altro motivo e improvvisamente gli si dice che c’è un’altra cosa che può avere effetti devastanti. E io cosa dovrei dire?»
Ad esempio, perché tutti parlano sempre e solo di Genoa?
«L’Espresso avete visto cosa ha fatto, no? Anche altri giornali in effetti scrivono parecchio male sul Genoa. Ho anche già chiesto perché i giornalisti fanno “politica” anziché riportare i fatti».
I tifosi si sentono attaccati.«Ho deciso di andare a Sky, in studio non in collegamento. Per chiedere che la si smetta di attaccare il Genoa. Dirò: “Adesso basta con il Genoa. O avete delle prove e le mettete sul tavolo. Ma che siano prove, oppure basta parole”. Voglio mettere un punto fermo. Sì, lo farò».
Oltre al calcioscommesse però esce sempre il Genoa. Ci sono procure che lavorano anche su intrecci tra malavita e calcio. E parlano del Genoa. Perché?
«Ecchenesò? Tra l’altro sono l’unico presidente che ha detto a chiare lettere che certa gente deve andare in galera. Sono stato l’unico. E mai come in questi anni il Genoa ha lavorato per costruire un modello adeguato alle nostre esigenze. Abbiamo lavorato sui giovani, abbiamo costruito strutture per il settore giovanile».
Il «palazzo» è sempre contro?
«Preziosi non lo avete più sentito parlare male degli arbitri anche di fronte a direzioni come quelle di Tagliavento a Udine. O a San Siro, ve lo ricordate Nesta che fa una parata in mezzo all’area mentre la palla stava per finire dentro. E invece perdiamo la partita a 5 minuti dalla fine. Eppure non ho detto niente».
Non sembra però un presidente sul punto di mollare?
«La gente non ha capito che normalmente un amministratore deve fare il bene della propria società. Credo di aver fatto un grande servizio al Genoa con questo mio gesto. Tra l’altro ora c’è una persona che viene dal mondo del calcio, che sa di calcio. Lasciare? Se mi sono riservato qualche decisione su acquisti e cessioni... vorrà dire qualcosa?».
Diego Pistacchi