Bike sharing, un progetto senza le ruote

In principio doveva essere il sistema innovativo su cui puntare per un trasporto pubblico integrato e competitivo. Poi sarebbe dovuto servire più che per gli spostamenti dei genovesi per i turisti in visita alla città. Quindi l'idea era di collegare più quartieri possibili creando un grande anello per lo spostamento sulle due ruote. In realtà il bike sharing genovese, progetto di sviluppo dell'uso della bicicletta per muoversi in città, dopo ormai quasi quattro anni dalla sua partenza sembra un disastro totale. Poche biciclette, nessuna è più a pedalata assistita ma tutte tradizionali, e mancanza cronica di corsie dedicate nelle quali transitare.
Eppure, sull'operazione, il Comune sotto la giunta di Marta Vincenzi sembrava aver investito: prima fu l'assessore alla mobilità Paolo Pissarello a sfruttare un primo contributo europeo per avviare il progetto; poi l'assessore al traffico Simone Farello aveva promesso rivoluzioni epocali sfruttando un milione e duecentomila euro di finanziamento stanziati dal Ministero dell'Ambiente per realizzare piste ciclabili. Ma, ad oggi, il servizio è sostanzialmente inutilizzato e preda dei vandali che continuano a rompere le colonnine per il deposito bici e danneggiare i mezzi stessi.
Recentemente il neo assessore al Traffico Anna Maria Dagnino ha promesso l'arrivo di sessanta nuovi veicoli e nuovi bike park cittadini dove poter prendere il mezzo per spostarsi. Quello che però manca ancora è una strategia su come e dove muoversi in bici per Genova. Inizialmente il collegamento partiva dal Matitone a Sampierdarena, percorreva via Milano per entrare nell'area del Porto Antico, spostarsi in via San Lorenzo interrompendosi però in via Buozzi e in via Venti Settembre, poi fino a ponte Monumentale dove poi il percorso riprende in via San Vincenzo per raggiungere Brignole. Ad oggi il tratto di pista ciclabile tra il Matitone e l'area del Porto Antico è interrotta a causa dei lavori per la nuova officina dei mezzi della metropolitana di Genova in via Milano a Di Negro che rende il collegamento ancora più monco. Così come non esistono i lavori promessi dall'ex assessore comunale Farello per nuove piste ciclabili forse nemmeno immaginate. Eppure, nel maggio 2010, sembrava imminente l'avvio della realizzazione di un percorso ciclabile tra via Galileo Ferraris e corso Italia e il prolungamento della pista di via Milano per tutta via Buozzi. Niente da fare, il bike sharing resta una chimera irraggiungibile per Genova. Discorso a parte meriterebbe la prima pista ciclabile cittadina realizzata a Bolzaneto intorno ai Mercati generali: 268mila euro di investimento per un corridoio di pochi centimetri e vero percorso ad ostacoli visto che la pista è anche intervallata da panchine.
Ad oggi, in consiglio comunale, ci sono due mozioni presentate da consiglieri di maggioranza e di opposizione, Franco De Benedictis per l'Italia dei Valori ed Edoardo Rixi della Lega Nord, che chiedono un impegno da parte dell'amministrazione comunale perché si decida di impegnare i fondi ricevuti per proseguire nel progetto bike sharing, oppure lo si accantoni in maniera definitiva senza mantenere pseudo piste che assomigliano a percorsi da ciclo cross.