Bormioli, il maestro che trasforma il vetro in opere d'arte

Le origini risalgono al Medioevo, a quando i frati Benedettini del Monastero dell'Isola di Bergeggi individuarono in Altare, tra i fitti boschi dell'Appennino Ligure, un sito ideale per la lavorazione del vetro. Da qui nacque la tradizione vetraria che portò fece di Altare uno dei posti più rinomati per la lavorazione del vetro, portata al successo dalle numerose maestranze che si succedettero nel tempo e consacrata dall'attività produttiva della Società Artistico-Vetraria, cuore pulsante del paese per oltre un secolo. E proprio alla luce del progetto «La Città del Vetro» pensato per riqualificare l'ex Savam - Vetrerie in Altare, su iniziativa dell'assessore ai servizi sociali del Comune di Bergeggi, Carlo Galletti e Vincenzo Ricotta per l'Associazione «Terra e Mare», insieme al Gruppo «ARTEIMPRESA», nasce la mostra «Da Bergeggi ad Altare Percorsi di vetro del Maestro Gino Bormioli».
L'esposizione ha come obiettivo quello di recuperare la memoria storica di questo percorso del vetro, premessa dello sviluppo e del successo della tradizione vetraria altarese, qui rievocata e celebrata attraverso l'opera di Gino Bormioli, l'ultimo - e il più grande - dei Maestri Vetrai ancora attivi sul territorio, depositario delle tecniche artigianali della lavorazione del vetro, di quel prezioso saper fare che ormai sta andando perduto.
Ripercorrere l'opera e l'arte di Gino Bormioli significa raccontare la storia del vetro altarese all'interno della fabbrica che ne ha decretato la sua fortuna a livello europeo, la famosa Società Artistico-Vetraria dove ha lavorato per trent'anni, realizzando i suoi capolavori.
Una cinquantina di queste opere, i noti Vasi di Gino, fino al 22 agosto saranno esposti a Bergeggi, a testimonianza di quanto seminato tanti secoli fa dai frati Benedettini del Monastero dell'Isola. Cinque sale oscurate, allestite all'interno dei locali della Scuola Elementare, accoglieranno cinque diverse collezioni del Maestro altarese, realizzate dagli anni Quaranta ad oggi: gli oggetti in vetro saranno presentati all'interno di teche illuminate, facendo delle opere le reali protagoniste dello spazio - tra giochi di materia, trasparenza, volume e colore.
Ma non è tutto. A far da cornice alla mostra ci sarà un vero e proprio festival del vetro, l'Altare Glass Fest. A partire dalle collezioni storiche del Museo - tra vetri d'uso, da farmacia e oggetti artistici - l'Altare Glass Fest offrirà ai partecipanti la possibilità di osservare dal vivo le antiche tecniche di lavorazione del vetro eseguite dalle mani di artisti vetrai, diversi per formazione e padronanza della tecnica: da Gino Bormioli ai Maestri provenienti dai centri italiani di Murano e Colle Val d'Elsa e dalla cittadina francese di Biot.