Bufera giudiziaria sugli ex sindaci

Nuove tegole sulla politica imperiese, già falcidiata dagli scandali sul porto in costruzione: gli ex sindaci Luigi Sappa (attuale presidente della Provincia) e Paolo Strescino, insieme al dirigente del settore Ambiente, Giuseppe Enrico, sono indagati per abuso d’ufficio; gli amministratori, secondo la procura di Imperia che coordina le indagini, non avrebbero chiesto le autorizzazioni nonchè le procedure necessarie per il trattamento delle acque reflue fognarie. Non basta: nella serata di ieri è arrivata la sentenza del processo di appello a carico dell’ex sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino. Che è stato condannato ad una pena di 2 anni e 3 mesi per concussione. Il fatto risale all’acquisto nel 2004 di un garage a Ventimiglia di cui Scullino (all'epoca dei fatti consigliere regionale) avrebbe acquisito la proprietà con un prezzo di favore, sfruttando cosi il suo ruolo istituzionale. Nel 2006 Scullino venne assolto in primo grado in tribunale a Sanremo, in quanto il giudice sentenziò che il fatto non sussisteva. Ieri invece una seconda mazzata per l'ex primo cittadino di Ventimiglia, dopo lo scioglimento della sua amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. Scullino presenterà, tramite il suo legale Alessandro Moroni, ricorso alla Corte di Cassazione.
Per quanto riguarda, invece, Strescino e Sappa, ieri mattina i Carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) si sono recati in Municipio per visionare e prelevare alcuni documenti nell'ufficio del commissario prefettizio Sabatino Marchione e all'interno dello stesso era presente il dirigente Enrico, oltre che alcuni dirigenti dell'Arpal. In un secondo momento è giunto a palazzo civico Strescino, convocato dalla segreteria del commissario che regge le sorti della città di Imperia, dopo lo scioglimento del consiglio comunale del maggio scorso. Ai due politici e al dirigente municipale è stato notificato un avviso di garanzia firmato dal gip Massimiliano Botti. La motivazione: «Omettevano di richiedere la necessaria autorizzazione nonché di procedere al trattamento delle acque reflue fognarie, determinando una situazione di inquinamento». Inoltre i Carabinieri hanno disposto il sequestro dei cosiddetti «sfioratori» siti nei pressi delle ex ferriere foce Impero, San Lazzaro, foce torrente Caramagna, Barbarossa ed ex ferriere Argine Destro. Lo sfioratore è un dispositivo usato per separare una parte delle acque da una canalizzazione (delle acque reflue in caso di una condotta fognaria appunto). L'indagine avrebbe preso spunto dai controlli effettuati dall'Arpal che ha constatato negli anni livelli di inquinamento superiori alla norma, oltre al blitz della Goletta Verde di Legambiente. Dopo aver bocciato il porto, i biologi di Goletta Verde, durante i loro campionamenti sullo stato delle acque del mare imperiese, analizzarono una situazione allarmante, con valori oltre la media prestabilita.