Burlando butta nel Fereggiano i soldi promessi agli alluvionati

(...) generosità attraverso le sottoscrizioni lanciate in ogni parte d’Italia. Un vero inganno nei confronti di chi si aspettava un aiuto concreto, anche se inevitabilmente piccolo. Un vero inganno soprattutto nei confronti di chi quei soldi - tanti - li ha offerti.
Occorre tornare un attimo indietro nel tempo. Dopo le devastanti alluvioni che tra ottobre e novembre 2011 avevano sconvolto Liguria e Toscana, il «Corriere della Sera», in collaborazione con il Tg de «La 7» avevano lanciato una delle tante sottoscrizioni attraverso la raccolta di uno o due euro tramite messaggi con il cellulare. Il comitato aveva chiesto «un aiuto subito per le popolazioni colpite dalle alluvioni». Un messaggio esplicito: c’è bisogno di arrivare con fatti concreti e diretti a chi ha perso tutto, non aspettare ricostruzioni e interventi pubblici, ricostruzioni e appalti. L’obiettivo che ha toccato il cuore di tantissimi italiani è risultato vincente proprio per la sua semplicità e la garanzia che i soldi sarebbero arrivati ai cittadini, e non nei soliti calderoni.
Invece no. Invece quei soldi non sono andati ai genovesi, ai residenti delle Cinque Terre, agli abitanti della Toscana. Perché Claudio Burlando, il presidente della Regione Liguria, in qualità di commissario straordinario per l’alluvione, ha deciso diversamente. E pazienza se quei soldi erano stati chiesti e dati con ben altre promesse. La denuncia, tra l’altro, arriva da persone insospettabili. Non sono i «soliti» consiglieri di centrodestra che vogliono fare polemica a tutti i costi. A chiedere conto a Burlando di questo suo atteggiamento sono esponenti della sua stessa maggioranza. Dell’Italia dei Valori, in particolare. Il capogruppo Nicolò Scialfa e i consiglieri Maruska Piredda e Stefano Quaini ieri speravano di avere già una risposta alla loro interpellanza, ma il governatore non era in aula e la discussione è stata rimandata.
Certo non si può rimandare il problema. Perché Burlando, come commissario, è stato chiamato a indicare come distribuire i soldi raccolti, tenendo presente che era stato deciso di destinare 3,5 milioni alla Liguria e 2.5 alla Toscana. Ebbene, il presidente della giunta ha stabilito che 2 milioni vengano usati a Cassana, frazione di Borghetto Vara e 1,5 a genova per la messa in sicurezza del Fereggiano davanti alla scuola Giovanni XXIII e per alcuni lavori nello stesso istituto. Soldi offerti per i danneggiati che invece verranno usati per infrastrutture. Usati per fare cose che invece dovrebbero essere fatte con soldi e finanziamenti pubblici. «Significa ingannare la gente che ha donato soldi - insiste Maruska Piredda -. Trovo davvero sgradevole che si chieda di mandare messaggi con l’intento di raggiungere subito e direttamente dei cittadini colpiti e che invece poi non si dia un solo euro agli interessati».
Che ai veri alluvionati non sia ancora arrivato neppure un euro è stato denunciato tra l’altro anche in occasione dell’evento «Insieme si può», il quadrangolare di calcio benefico organizzato sabato scorso a Marassi. Francesco Gullo, l’ideatore della serata, aveva anche invitato il neo sindaco Marco Doria ad andare con lui, una volta raccolto l’incasso, a consegnare personalmente qualche piccolo assegno a tanti cittadini. Ma il sindaco non s’è neppure fatto vedere alla partita. Confermando ancora una volta le sue parole d’insediamento: «Non sarò il sindaco di tutti i genovesi». Evidentemente neppure gli alluvionati fanno parte di coloro che lui rappresenta.