Burlando libero di insultare chiunque

(...) E perché se c'è uno che ama raccogliere gente intorno a tavole rotonde è proprio lui. È fin troppo fresca l'eco dei cori plaudenti che descrivevano il convegno da lui organizzato al Ducale, al quale erano presenti alcuni industriali (pur se erano molte più le defezioni che le presenze) e che veniva descritto come il simbolo della Liguria del «fare». L'«idiosincrasia», insomma, è semmai solo per le tavole rotonde che non lo vedono protagonista.
«L'ho detto davanti a tutti - spiega poi al Secolo XIX sempre nel suo tentativo riparatorio -. D'ora in poi voglio confrontarmi solo con persone impegnate sul campo, gente che fa cose pratiche, che porta avanti progetti». Appunto, con i giovani industriali non ha ritenuto di confrontarsi. Inutile cercare di smentire. Tanto che a Santa Margherita la cosa non passa sotto silenzio. Ufficialmente il compito di rispondere alle parole del governatore viene lasciato al presidente dei giovani industriali liguri, Nicoletta Viziano, ma le risposte di chi da anni sceglie la Liguria e Santa Margherita come sede del convegno annuale sono tutt'altro che morbide.
In fondo la stessa Viziano sceglie di moderare solo i toni, ma a Burlando non le manda a dire. Con una nota scritta prova a sperare che «si sia trattato di una boutade». Poi però accetta di scambiare anche qualche parola in più. «Non siamo fancazzisti, in questi giorni ci sono a santa Margherita tanti giovani imprenditori che portano idee e contenuti, ma soprattutto che hanno già fatto qualcosa di concreto nella loro vita. Qui c'è gente che ce l'ha fatta - risponde con cortesia alle domande -. Forse il messaggio è passato in modo sbagliato. Mi stupisco, perché la Regione ci ha sempre supportato in questa nostra organizzazione».
Nicoletta Viziano prova a lasciare sempre aperta l'uscita di sicurezza per Burlando, ma mette paletti ben piantati. Anzi, li fissa con alcuni spilli acuminati. «Qui ci sono più di duemila persone accreditate, anche solo questo appuntamento per Santa Margherita credo sia un bel business - lancia un messaggio chiaro -. I contenuti poi ci sono, eccome. Così come l'evento ha una copertura nazionale e internazionale a livello mediatico. Il tutto è stato organizzato da 100 giovani imprenditori che ci hanno lavorato da mesi». Insomma, alla faccia dell'aria fritta. Inutile provare a metterci una pezza. «Le smentite a volte amplificano - concede una battuta ancora la presidente dei giovani industriali -. Credo, voglio credere che si sia trattato di una svista da parte del governatore Burlando. Ho visto il giornale la mattina alle sette, ma non ho ancora parlato con lui. Ho altre cose da fare».
La replica è servita. A sorpresa, a tacere è invece la politica. Ad eccezione dell'europarlamentare che invita il governatore a scusarsi: «Lui è il leader ligure del Pd, Partito della Distruzione. Deve .imparare a guardare alla propria inerzia». La gravità delle affermazioni di Burlando, che peraltro confermano il suo disinteresse per le problematiche del lavoro giovanile dopo il consiglio regionale monotematico disertato pochi giorni fa, è assoluta. Dopo una sua frase su Marco Biagi, confidata ad alcuni giornalisti 11 anni fa, Claudio Scajola si dimise da ministro dell'Interno. Se il giudizio però riguarda i giovani industriali, e soprattutto se è firmato Burlando, va tutto bene.