«Da capogruppo parto con gli “Amici del Giornale”»

Forte delle preferenze da record in un partito precipitato nelle preferenze, Lilli Lauro riparte dal ruolo di capogruppo del Popolo della Libertà a palazzo Tursi e lo fa con una proposta che coinvolge i lettori del Giornale invitati a prendere visione del bilancio per aiutare il gruppo consigliare nella battaglia in aula.
Lauro, parte dal basso, dunque. Segno che la politica si adegua davvero al momento?
«Personalmente non ho mai trascurato il territorio e credo che il mio risultato lo dimostri. Però vorrei che andassimo anche oltre e propongo agli “Amici del Giornale” di venire nella nostra sede in via Macaggi per prendere visione del bilancio e a tutti, giovani, professionisti, persone qualificate e competenti sulla materia, chiediamo di darci spunti e contributi»
Un modo nuovo di aprirsi alla città dopo le critiche ricevute al Teatro della Gioventù sull’assenza del Pdl dal territorio?
«Quando si è all’opposizione è difficile trovare spazio sui mass media per dimostrare che lavoro stiamo facendo. Ma vi posso assicurare che l’impegno è stato massimo in passato e lo sarà in futuro»
E il rapporto con i vostri consiglieri nei Municipi?
«Tutti e cinque andremo sul territorio ad incontrare e parlare con loro. Dobbiamo creare un rapporto costante e costruttivo»
Veniamo all’aula. Il Pdl farà opposizione isolata o concordata con mussiani e Lega Nord?
«Noi guardiamo a meno tasse e più servizi. Alle infrastrutture. Dialoghiamo e lavoriamo con quanti hanno i nostri obiettivi per la città»
Bilancio, Imu, linee programmatiche: Marco Doria ha fatto i primi passi...
«È convinto che aumentando una tassa odiata come questa si possa risolvere il problema, ma non basta. Vanno tagliate consulenze e società partecipate. Continuiamo a creare posti solamente per fornire stipendi a qualcuno. E perdiamo soldi»
Del discorso fatto in aula durante il primo consiglio comunale?
«Ha detto cose che direbbe qualsiasi cittadino che incontri per la strada. Quello che fa scandalo è che prima di settembre non si possano discutere le linee programmatiche».