Capurro allarga la cerchia dei suoi fedelissimi

«Un fatto di una gravità inaudita». La prima polemica del nuovo consiglio comunale rapallese porta un marchio di fabbrica d’eccezione: quello dell’ex sindaco, oggi consigliere comunale di opposizione, Mentore Campodonico. Tutta colpa della scelta di due revisori dei conti, troppo vicini alla maggioranza; uno, Paolo Covre, è il fratello di un consigliere comunale; l’altro, Riccardo Repetto, è stato candidato nelle lista del Circolo via della Libertà 61.
«Non ho nulla contro questi due professionisti, ma il collegio dei revisori dei conti è un organo che deve essere autonomo e indipendente. Così facendo questi requisiti verrebbero a mancare». È la prima bordata, con susseguente abbandono dell’aula, che Campodonico riserva al suo successore. Un po’ di sale in un consiglio comunale, fino a quel momento, insipido. Costa tira dritto e risponde per le rime: «Non capisco perché si metta in dubbio la serietà dei revisori. Sono candidati seri, capaci e in grado di garantire tutta la loro esperienza».
Alla fine i due vengono confermati con l’aggiunta di Laura Mastrangelo, scelta da una parte della minoranza. E dire che il primo cittadino, a inizio seduta, riceve un assist inaspettato dall’opposizione. A servirgli una palla comoda da spingere in rete è Pier Giorgio Brigati. Sì proprio lui, il candidato sindaco arrivato terzo che in campagna elettorale definì Costa «una protesi di Armando Ezio Capurro». Quando arriva il momento di votare per il presidente del consiglio, Brigati che fa? Spiazza tutti e annuncia il suo voto proprio per il «meritevole Capurro». Se già si paventava di un futuro passaggio in maggioranza, il suo intervento, salutato da un applauso dei fedelissimi capurriani in consiglio, è una prova che qualcosa nei prossimi mesi potrà davvero accadere. In attesa che le rose virtuali tra lui e Brigati sboccino, Costa fa il galantuomo e ne regala un mazzo vero a tutte le donne-consigliere, anche a Paola Tassara, prima quota rosa in giunta nella storia di Rapallo.
Un’aula piena, con posti esauriti già a venti minuti dall’inizio, fa da contorno alla prima uscita del consiglio. La prolusione del sindaco tocca alcuni dei punti programmatici, non scioglie i dubbi sugli incarichi dei consiglieri, ma fa capire che lavori pubblici, bilancio e personale saranno affar suo e non di Capurro come ipotizzato inizialmente.
Gli aspetti più importanti, però, vengono toccati proprio dal consigliere regionale. Nella sua lectio magistralis il professore promette la garanzia dei diritti della minoranza e punta sulla spending review: il primo punto per abbattere le spese del Comune sarà la convocazione dei consigli comunali al sabato mattina, così da evitare dispendiose sedute notturne. Una mano al portafoglio e una sul cuscino.