Il «Cargo» porta a Borgio la tragedia delle donne

New York, sabato 25 marzo 1911, alle 16 e 40: manca un quarto d'ora alla chiusura della fabbrica Triangle Waistshirt Company, produttrice di camicette. Sono al lavoro circa 600 persone, per lo più donne giovanissime. La maggior parte sa a malapena l'inglese: sono immigrate italiane o dall'Europa dell'Est. La protagonista Laura Curino rievoca questa giornata dal punto di vista di una madre e due figlie, emigrate dall'Italia in cerca di fortuna. A un certo punto una scintilla. Forse è scaturita da una delle fioche lampade a gas che illuminano le file di cucitrici, chine sulle loro macchine. In un attimo, all'ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, prende fuoco tutto. Le operaie dell'ottavo, nono e decimo piano sono imprigionate dalle fiamme. Cercano di scappare con il montacarichi: crolla sotto il peso eccessivo dei corpi. Un gruppo di studenti che assistono alla scena dal grattacielo accanto, creano una passerella sul tetto e riescono a salvare moltissime ragazze. Ma presto la passerella cede. Molte restano asfissiate. Non rimane che saltare giù. O morire bruciati. Cento metri dalle finestre al marciapiede. Una cascata di corpi.
La tragedia si svolge in 18 minuti: 146 morti, quasi tutte ragazze. Seguiranno una serie di processi, da cui i proprietari della fabbrica usciranno impuniti. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata da questa terribile vicenda, che diventerà uno dei precedenti storici per la Festa della Donna. Sabato e domenica «Scintille» produzione del Teatro cargo, con la regia di Laura Sicignano andrà in scena al Festival di Borgio Verezzi alle 21.30.