Chiavari, via libera alla vendita dell'ex Colonia FaraSemaforo rosso al park in piazza Nostra Signora dell'Orto

Una nuova asta per vendere l'ex Colonia Fara. Il Consiglio comunale di Chiavari accende il semaforo verde per l'alienazione definitiva della struttura di via Preli, realizzata nel 1935 per volere del Partito nazionale fascista ed esempio del razionalismo italiano.
Si partirà da una base d'asta di 10milioni e 900 mila euro. Si apre così un capitolo nuovo di una vicenda assai tormentata, cominciata nel 2008 quando la società «Centro Arte srl» si aggiudica la gara mettendo sul piatto 17 milioni di euro, cinque in più dei 12 da cui si partiva.
Una serie di ricorsi, terminati poi con diverse vittorie dell'ente, blocca tutto, rinviando di anno in anno la firma del contratto.
Poche settimane fa, in compenso, è arrivato quello che può considerarsi un vero e proprio colpo di scena: la società «Centro Arte srl» chiede al Comune di Chiavari la restituzione della cauzione di 400 mila euro versata nel 2008. «Questo atto, per i nostri avvocati, significa rinunciare ufficialmente all'acquisto», spiega il sindaco Roberto Levaggi.
I soldi incassati, si fa presente subito, saranno utilizzati per coprire gli oltre nove milioni di euro di debiti nei confronti dei fornitori lasciati dalla precedente amministrazione.
Destinazione, questa, che non va giù a Silvia Garibaldi, consigliere di minoranza, che parla di «svendita» e di occasione persa per riqualificare palazzo Rocca e la piscina del Lido.
Anche Giorgio Canepa, capogruppo di Partecip@ttiva non ci sta e chiede il rinvio della pratica per discuterne in commissione; al momento di votare, però, l'opposizione si divide: Garibaldi esce dall'aula, Canepa e Alessandra Stagnaro si astengono, mentre Giorgio «Getto» Viarengo esprime il suo parere favorevole.
Nuove prospettive pronte ad aprirsi, dunque, a questo punto, e altre prospettive ipotizzate da tempo che invece si chiudono definitivamente.
Come il contestato progetto del parcheggio interrato in piazza Nostra Signora dell'Orto che non si farà: il parlamentino chiavarese ha revocato ufficialmente le delibere e gli atti della precedente amministrazione.