Città cancellata dalle scritte che il sindaco non cancella

Le priorità dell'amministrazione Doria sono ormai note. Ai primi posti ci sono sicuramente la questione degli accordi politici nazionali e le grandi strategie (?) della sinistra. Il fatto che la città sprofondi sempre più nel degrado non sembra essere un problema del sindaco. E questo nonostante molti consiglieri comunali facciano regolarmente il loro lavoro, segnalando con interrogazioni e mozioni la situazione genovese.
Ancora recentemente, il capogruppo della Lega Nord, Edoardo Rixi, è tornato su uno dei motivi di maggior degrado. Le scritte sui muri e il deturpamento con ogni genere di disegno o di messaggio delle facciate di palazzi anche pregiati, sono state più volte oggetto di lagnanze da parte di cittadini e turisti. Ma evidentemente la cosa sembra non preoccupare l'attuale amministrazione. Rixi rivolge al sindaco un particolare appello, partendo dal fatto che recentemente sono apparsi nuovi sfregi in differenti zone della città. La «firma» dei gesti appare quasi costantemente la stessa e assai vicina alle organizzazioni dell'estrema sinistra e del mondo dei centri sociali, che spesso «dedicano» i loro interventi ai nemici politici.
Nella fattispecie messa in evidenza da Rixi, Sampierdarena è finita nel mirino di questi vandali ideologizzati, che in via Rolando e in via Gioberti non hanno lasciato un muro libero da scritte. La Lega Nord e il suo stesso capogruppo sono stati insultati e minacciati con frasi vergate con bombolette spray. «Il biglietto da visita di Genova è ormai impresentabile - si legge nella mozione rivolta al sindaco -. Ma un'amministrazione non può neppure fingere di ignorare ciò che è visibile a chiunque e perseverare nel silenzio e nell'indifferenza». Buona parte dei murales abusivi hanno ormai preso il sopravvento anche nella centralissima e storica via Balbi che, oltre ad essere il cuore universitario della città, è anche zona di passaggio per molti turisti perché ricca di palazzi e monumenti di pregio. Le fotografie allegate alla mozione mostrano proprio l'assoluta mancanza di rispetto e di senso civico di chi imbratta ogni spazio libero.
Rixi si rivolge dunque al sindaco che meno di tutti sembra occuparsi del problema. Persino Marta Vincenzi aveva avuto negli scorsi anni un sussulto, ordinando la rimozione delle scritte e la pulizia dei muri, in particolare nelle zone più frequentate e importanti di Genova. Invece Doria, «a quasi un anno dal suo insediamento, non ha messo in atto alcuna politica volta a cambiare il volto della città partendo dalla pulizia della stessa, a cominciare dal cuore del suo centro storico».
La mozione ha però soprattutto uno spirito positivo. Il capogruppo leghista spera che qualcosa possa cambiare e così, quando il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello vorrà inserire la questione all'ordine del giorno, conta di ottenere altri voti a sostegno della sua iniziativa in modo da approvare il documento. La mozione infatti impegnerebbe «il sindaco a riferire in consigli comunale quale sia la sua posizione circa il non intervento della giunta nonostante il triplicarsi delle scritte violente e oltraggiose sui muri cittadini e se ritenga che una città deturpata già nel suo aspetto esteriore rappresenti un'immagine stimolante per il turismo».
Un'altra forma di degrado che, al pari della violenza e della criminalità in aumento, sta rovinando ancor più Genova. La parola passa al sindaco.