Confronto e metodo Meloni Così si muovono i giovani Pdl

(...) prendere in considerazione nel Pdl e affini: «È la triste realtà - spiega Lorenzo Pellerano, ventinovenne consigliere regionale della Lista Biasotti -. Bisogna svegliarsi e ci vuole una presa di coscienza soprattutto da parte dei ragazzi che si impegnano nella nostra parte politica. I posti bisogna guadagnarseli: dimostriamo di saperci fare senza aspettare i grandi». La voce è quella di uno dei pochi giovani che si sono distinti nel panorama del centrodestra: Pellerano, appena ventiseienne, riuscì a centrare l'elezione in consiglio regionale ma resta una mosca bianca nel panorama politico locale. Tanto da voler contrastare il suo “isolazionismo” rilanciando una piattaforma dei giovani di centrodestra: «Per settembre sto pensando a promuovere un incontro che possa mettere a confronto i giovani di tutto il centrodestra: non per forza solo Pdl ma anche Lega Nord, i delusi dell'Udc, la Lista Musso e tutti i movimenti civici che vedono impegnate le nuove generazioni. Voglio chiedere a tutti di fare squadra dimostrando che siamo più maturi di quanto pensino: se in questa città negli ultimi vent'anni la proposta alternativa alla sinistra ha sempre fallito è perché è sempre stata poco credibile». L'idea di un incontro trasversale per i giovani piace anche a Davide Rossi, consigliere municipale della Lega Nord e segretario dei giovani del movimento: «Una proposta intelligente che cinque anni fa era già stata sperimentata con buoni risultati e va ripresa» commenta il leghista che fa un distinguo tra il suo partito e il Pdl: «Noi siamo più simili alla sinistra: puntiamo sul radicamento nel territorio e ai giovani diamo spazio anche perché lo Statuto lo impone. Così chi vuole può crescere. Nel Pdl non funziona allo stesso modo, sembra esserci un filtro otturato che non permette alle nuove generazioni di emergere».
Valutazione che trova d'accordo Enrico Bocca, coordinatore cittadino del Popolo della Libertà che nell'ultima seduta del coordinamento cittadino lo ha detto chiaro: «Dateci in mano per un mese il partito e vedrete come saremo in grado di far cambiare le cose. Noi un progetto lo abbiamo - spiega Bocca - e cerchiamo di camminare con le nostre gambe. A destra manca un progetto in grado di valorizzarci e la mancanza di responsabilità fa calare la voglia di partecipazione». A gravitare nell'orbita del partito a Genova ci sono appena una cinquantina di ragazzi sotto i trentadue anni: segno che la proposta politica sta interessando poco e l'azione politica è spesso inquinata da chi nei giovani rappresenta la voce di qualche eletto sia parlamentare, sia consigliere regionale. Una situazione che si può arginare secondo Simone Torello, ultimo segretario di Azione Giovani, che punta soprattutto sull'autocritica e sui limiti del Popolo della Libertà: «A Genova non siamo stati ancora in grado di unirci tra An e Forza Italia. La verità è che tra i giovani ci sono tanti indolenti e tanti segretari “di qualcuno” che bloccano tutto il resto. Ma dobbiamo fare lo sforzo di capire che con l'attuale classe dirigente non c'è futuro». La dura critica di Torello è però anche costruttiva e pensa a nuove generazioni pronte ad una spallata decisiva per far emergere gli under 40: «Il mio modello di riferimento è Giorgia Meloni, una che è arrivata dove è arrivata per l'impegno, le capacità e la competenza. In Liguria persone come lei, che facciano politica innanzitutto per i valori, ce ne sono e possono emergere. Chi? Egle De Ferrari e Alessandro Rivetti».