In corteo per difendere i manifestanti violenti

Alcune centinaia di lavoratori metalmeccanici (circa un migliaio secondo gli organizzatori) hanno preso parte ieri mattina a Genova al corteo indetto dalla Fiom Cgil per testimoniare solidarietà nei confronti dei 18 operai dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente a giudizio per i disordini scoppiati davanti alla prefettura del capoluogo ligure nel maggio del 2011 durante un corteo di protesta contro il piano industriale presentato dall'azienda che prevedeva la chiusura del cantiere genovese e di altri siti produttivi del gruppo.
Il corteo e la manifestazione di ieri sono stati criticati dal sindacato di polizia Coisp che ha voluto ricordare come nell'occasione degli scontri del maggio 2011 erano rimasti feriti diversi poliziotti e che dunque manifestare in favore dei lavoratori violenti è come istigare chi durante i cortei lancia pietre contro le forze dell'ordine. Ieri il corteo si è comunque svolto pacificamente e dietro ad uno striscione con scritto «Siamo tutti Fincantieri», i manifestanti hanno sfilato per le strade del centro cittadino, scandendo più volte lo slogan «Siamo lavoratori, non siamo criminali».
Il corteo, che era partito intorno alle 9 dalla stazione Principe, si è concluso in largo XII Ottobre, a poche decine di metri dal tribunale. «Questa non è una manifestazione contro la magistratura ma - ha precisato l'ex segretario genovese della Fiom, Franco Grondona - di solidarietà nei confronti dei lavoratori che quel giorno difendevano il loro cantiere». Il bilancio dell'udienza è di 13 rinvii a giudizio, tre posizioni da rivedere per un difetto di notifica, un patteggiamento a un anno e due mesi, un proscioglimento. - Secondo la ricostruzione della procura un gruppo di anarcoinsurrezionalisti si era infiltrato tra i manifestanti e aveva dato vita a scontri con la polizia che si era schierata a difesa del palazzo della prefettura, all'interno del quale erano in corso trattative tra i rappresentanti dei lavoratori ed il prefetto.
C'erano stati lancio di oggetti e cariche, alcuni poliziotti erano rimasti feriti. Era stato sospinto anche un cassonetto per la raccolta dei rifiuti verso il cordone di agenti in assetto antisommossa. L'identificazione dei manifestanti violenti era stata effettuata dagli agenti della Digos attraverso fotografie e filmati. Proprio un'identificazione ritenuta erronea ha portato al proscioglimento dell'indagato. Tre persone hanno registrato difetti di notifica a la loro posizione è stata stralciata. I restanti tredici indagati andranno a giudizio davanti ai giudici del tribunale penale di Genova il 4 dicembre.MBott