Costa, gli stessi valori per famiglia e impresa

I valori, le battaglie, le sconfitte e le conquiste di una grande famiglia di imprenditori che rappresentano una parte importante nella storia di Genova: c’è tutto questo e molto altro nelle pagine del libro di Erika Dellacasa, dedicato a «I Costa. Storia di una famiglia e di un’impresa», Marsilio Editori, che verrà presentato martedì 26, alle 17 e 30, a Palazzo Ducale. All’incontro, moderato da Franco Manzitti, è previsto l’intervento del cardinale Angelo Bagnasco, del sindaco Marco Doria, del presidente della Fondazione Cultura Palazzo Ducale, Luca Borzani, di Alessandro Pansa per la Fondazione Ansaldo, di Giuseppe Costa, presidente di Costa Edutainment, del professor Sergio Maria Carbone, e della stessa autrice, la giornalista Dellacasa, oltre a parte della famiglia Costa, «per ripercorrere le principali tappe della storia imprenditoriale descritta nel volume».
Nato per iniziativa di Giuseppe Costa, il libro ha ricevuto un significativo contributo di idee e testimonianze da parte di Andrea, Nicola e Piero Costa, e illustra il percorso di una famiglia che, nel corso delle generazioni, «ha cercato di coniugare etica e valore imprenditoriale nella consapevolezza della responsabilità che un’impresa ha anche nei confronti della società».
Ne ricorda il percorso Giuseppe Costa: «Una storia di famiglia e d’impresa che ha l’obiettivo non solo di ricostruire la memoria della nostra famiglia, ma anche di condividere le vicende di chi, attraverso le generazioni, non ha mai perso di vista i propri valori pur nelle vicende avverse. Una storia - conclude il presidente di Costa Edutainment - legata a un concetto ampio di responsabilità imprenditoriale che ha sempre coinvolto famiglia, dipendenti e società. Valori che ancora oggi perseguiamo attraverso Costa Edutainment con l’obiettivo di essere motore turistico creando un modo innovativo di fare cultura e un valore aggiunto per la città di Genova».
I Costa - è sottolineato, fra l’altro, nel volume di Erika Dellacasa - rappresentano un caso di capitalismo familiare dalle caratteristiche uniche «con la loro determinazione a preservare insieme all’originaria forma societaria a responsabilità illimitata, che coinvolgeva direttamente nelle sorti della ditta tutti i componenti della famiglia, i dettami morali dei testamenti degli anziani e anche uno stile di vita comune».