Costretti a comprare la strada per poter entrare in casa propria

«La Provincia prima ci vende le case, poi la strada per arrivarci». Non usano mezzi termini gli abitanti di via Enrico Raimondo, a due passi dall'ospedale pediatrico Giannina Gaslini, accorsi lunedì sera alla riunione del consiglio del Municipio Levante di via Pinasco.
All'ordine del giorno dei lavori del parlamentino la vendita dell'area dell'ex manicomio con la votazione all'unanimità di una mozione che impegna la Azienda sanitaria locale e la Regione a evitare la vendita del complesso monumentale. Perché: «Considerato che la vendita dell'area serve semplicemente a ripianare il bilancio della Regione, è ragionevole - non ha dubbi il capogruppo del Pd, Giovanni Calisi - chiedere che lo sforzo sia distribuito su tutto il territorio regionale».
Parole sante per gli abitanti di via Raimondo che invece, in nome della spending review, si sono visti recapitare un conto di 345mila euro dalla Provincia. E per cosa? Per acquistare la strada che confina proprio col muro esterno dell'ex manicomio. Una strada senza sbocco veicolare che le circa 40 famiglie della zona percorrono da decenni per accedere ai loro appartamenti distribuiti su una fila di piccoli edifici.
«Un piccolo quartiere costruito proprio dalla Provincia molti anni fa», ricordano i residenti. Peccato che l'ente pubblico si sia dimenticato di cedere anche la proprietà della strada. E di fare, in questi anni, la pur minima manutenzione, come dimostrano le ringhiere divelte e pericolanti, i muri di contenimento che cedono, i buchi nella pavimentazione. «Abbiamo anche provveduto a illuminare la strada con contatori privati pagati dai residenti», aggiunge Luigi Possenti che sta organizzando un consorzio tra le 40 famiglie per acquistare il tratto di strada largo poco più di tre metri. Perché «è nostra intenzione voler procedere all'acquisto del relitto stradale», ha scritto Possenti al Servizio Patrimonio della Provincia invitandola a «procedere a una perizia estimativa» per definire il valore del tratto di strada che porta ai portoni dei caseggiati.
Pochi giorni e il conto è fatto: «Andare con la macchina sotto casa costa 569mila euro», spiega un residente mostrando la stima elaborata da un geometra incaricato dall'amministrazione provinciale. In realtà, il tecnico ha riconosciuto la necessità di fare i lavori di manutenzione per mettere in piena sicurezza la via. Lavori stimati in oltre 200mila euro. Per cui «in effetti all'inizio dovremo pagare poco meno di diecimila euro a famiglia, ma dovremo accollarci tutti i costi di manutenzione che sono almeno il doppio di quelli stimati», spiega ancora Possenti.
D'altra parte, racconta una signora, «ci hanno detto che nei punti più larghi della via si possono realizzare 15 posti auto. Se non acquistassimo - ed è questo che allarma maggiormente i residenti della via - andrebbe a finire così: che noi dovremo andare a casa a piedi e ci troveremo davanti al portone tante strisce blu ornate con le casse automatiche di Genova Parcheggi».