il derby dei lettori

2 ANCORA STADIO
Un prezzo «politico»

per il Ferraris
Caro Massimiliano, la vicenda dello stadio di calcio a Genova è finita come doveva finire. L’arbitro, il sindaco Marta Vincenzi, fischia la fine della partita e tutti negli spogliatoi giocatori, dirigenti e presidenti più o meno appassionatamente. Il girone d’andata è finito, ci si rivede in quello di ritorno. Questa potrebbe essere la metafora calcistica della sintesi delle partite fin qui tenute dove, onestamente non si è mai ben capito fino a che punto la Vincenzi sia stata un po’ arbitro ed a tratti giocatore. Ma questo, ora, non conta. Quello che contano sono i fatti: Genova non si candida per gli europei del 2016 come città sede per degli incontri e la scelta sul come, cosa e dove fare lo stadio è rimandata a data da destinarsi con la buona pace di tutti, o quasi. La Vincenzi è politico troppo esperto e scafato per non capire che lo stadio è materia da bollino rosso dove si ci può scottare e tanto. Ma quale è il dato politico che emerge? Le problematiche della città che da anni attendono una soluzione dall’amministrazione comunale, lo stadio è certamente una di queste, vanno in putrefazione se non intervengono i privati mettendo capitali e rischiando in proprio. Personalmente credo che la ristrutturazione dello stadio sia la cosa giusta, come base il progetto della Fondazione Genova va bene, ma che il valore dello stadio secondo i parametri attuali degli impianti sportivi di ultima generazione sia ben poca cosa. Questo dovrebbe capire il Comune di Genova. Pretendere di uscire dalla partita con un guadagno «vero» è cosa che non sta in piedi. Piuttosto sta in piedi invece e qui faccio la mia proposta che il Comune venda lo stadio Luigi Ferraris ad un prezzo «politico» ma che possa partecipare agli utili che la Nuova struttura è in grado di generare negli anni. In sostanza si «regala» lo start Up al privato che fa e gestisce l’opera con la parte pubblica che partecipa con una percentuale «interessante» agli utili derivanti. Una società dove tutti remano dalla stessa parte e dove tutti sono motivati per la crescita e lo sviluppo dell’opera e del quartiere dove essa è collocata. Certo, i quartieri che interagiscono nel territorio dell’opera (sono almeno tre), la gente in buona sostanza, sono l’assicurazione del successo o meno dell’impianto. Cari amici, basta polemiche e rimbocchiamoci le maniche nella speranza che anche Genova diventi una città normale.

Membro del coordinamento Pdl Genova
2 LA POESIA
Amara Genova

senza l’Europa
Vessilli / coccarde / cori / di cuore, / l’ennesimo / rito / a crogiolarsi / di gioia. / La Lanterna / detta le / leggi / non scritte / del rito, / austero / pazzesco / così / unico / al mondo. / Ancora ragazzi / si gridi / si canti / amara / Genova / senza / l’Europa, / e la sindaca / impettita / ha perso / ancora / la rotta. / Il rosso / a casa, / si gridi / vittoria / del nuovo / scudiero / che sa / un po’ / d’azzurro / e sia!
Mario Sciacca