il derby dei lettori

2QUEL COLLOQUIO
Ci vorrebbe il «sonoro»

per dare un giudizio obiettivo
Bisognerebbe avere il «sonoro» del colloquio avvenuto fra Garrone e Cassano. Molte cose, anche sgradevoli, si dicono ma il tono ed il volume possono contare molto sul giudizio finale.
2QUEL CHE CI CONVIENE
Maleducato, ingrato e volgare...

ma teniamoci il calciatore
Ho letto con interesse le lettere a firma del dott. Lussana e del dott. Sessarego sul «caso Cassano». Ecco alcune considerazioni personali:
1) Cassano è indifendibile. È un maleducato, ha offeso pesantemente il suo (e nostro) Presidente, suo mentore, suo salvatore dalla melma sportiva in cui da solo si era ficcato, ciò che rappresenta della Società che lo ha assunto e lo retribuisce, lasciandosi andare a un turpiloquio da strada, lontano mille miglia dal potersi sostenere che «è cambiato».
2) Ammesso che forse possa essere stato un errore concedere troppo a questo personaggio che ha mostrato ancora una volta di non meritare «carezze» sotto il profilo umano, è altresì vero che «si sapeva» ciò a cui si andava incontro, e probabilmente è stato dall’inizio illusorio pensare di redimerlo. Il Presidente con grande generosità d’animo gli ha donato spontaneamente amicizia e confidenza, e purtroppo sta assaporando il gusto amaro dell’ingratitudine, se non dell’irriconoscenza condita con la volgarità. Per questo – io credo – ogni sampdoriano gli è un po’ vicino moralmente.
3) Spiace e molto a chi ama la Samp tutto quanto è accaduto, sia sotto il profilo sportivo che per umana condivisione di una sorta di sconfitta da parte del Presidente. Su chi abbia ragione la discussione non può neppure iniziare per mancanza di indizi a difesa dell’imputato.
4) Però, mi viene da dire, però… Cassano non dobbiamo mica portarcelo a casa a cena, né dobbiamo condividere con lui il tempo libero in compagnia delle nostre famiglie… è soltanto un calciatore della Società che amiamo, e allora mi viene da pensare che la delusione sul piano umano resta per tutti – per il Presidente senz’altro un po’ di più...- ma in fondo è meno grave sotto il profilo «penale» di uno che frantuma il setto nasale di un cameriere e – guarda caso proprio la domenica successiva – si «riabilita» tornando in campo, dopo essere stato a giusta ragione squalificato a lungo per avere assunto ogni maleficio di sostanza proibita, anche dal buon senso. Cassano è molto meglio di questo qua…
5) E allora… mi dico io, uomo della strada con i colori blucerchiati impressi, che non fosse Mancini o Vialli o Cerezo o Invernizzi (e quanti ancora…) quanto a comportamento lo sapevamo, e mai li raggiungerà nel nostro affetto, ma è in fondo sempre e solo un calciatore… Che sia punito a dovere (squalifica temporanea, batosta economica etc etc) e se contribuirà a fare bene per i nostri colori, forse non lo ameremo più se non lo merita, ma che beneficio ci porta «sprecarlo», regalarlo a un’avversaria, depauperare un patrimonio sportivo e sociale? Piuttosto vendiamolo e col ricavato sostituiamolo degnamente.
6) Di primo acchito ho pensato anch’io «che vada via…» poi però ho riflettuto… un dipendente antipatico e zotico che porta profitti perché non tenerlo…?? Sia giustamente punito severamente, non abbia più le concessioni di prima (più biglietti per il derby rispetto agli altri tesserati, parcheggio interno etc etc) né l’affetto “particolare” del Presidente che evidentemente non merita, si alleni meglio e di più, si riduca l’ingaggio, ma le sue giocate continuiamo a godercele noi piuttosto che farne dono agli spettatori del Franchi o della Favorita….
7) In ultimo mi viene da dire «Smettiamola di preoccuparci se è cambiato o no» (chi se ne importa, se la butta dentro o la fa buttare dentro e si comporterà meglio a noi va bene… problema casomai di sua moglie se è cambiato o no…) «Applaudiamo quando segna e fischiamo quando è indolente» (non è nostro amico o confidente dai tempi delle medie, né ci usciamo al sabato a mangiare la pizza...) «Campioni con la C maiuscola ne abbiamo conosciuti parecchi (e sappiamo che si comportavano meglio di lui, e qualcuno lo abbiamo ancora) lui non lo è, è solo un ottimo calciatore», «Ha deluso il presidente, vediamo se saprà dare il massimo per fare ammenda» (ci sono ancora 29 partite mi pare… c’è spazio per aiutare la memoria a perdere qualcosa per strada…).
Si punisca, e severamente per l’irriguardoso modo di fare, ma se penso che si superano i tradimenti delle mogli (o dei mariti, a seconda…) e si digeriscono le delusioni che portano, a volte, i figli nei quali hai profuso ogni energia per farne uomini probi, retti, onesti e responsabili, forse anche qua c’è via d’uscita. Questo è solo un calciatore, maleducato, irriconoscente, ingrato e volgare, ma soltanto un calciatore. Cordialmente.
Alberto Zucchi