il derby dei lettori

2COL NUOVO MISTER
Ai giocatori rossoblù:

sbagliate di meno
Che dire. Non si può mai stare tranquilli. Era un po’ di tempo che se ne sentiva parlare, in borsa li chiamano rumors e sui rumors gli indici traballano. Sui rumors anche il calcio e nella fattispecie il Genoa ha traballato. Certo qualcosa non andava e certamente non va, non vanno per esempio i continui spostamenti sulla fascia di Mesto, Destro, Boyakie, Rafinha e Rossi visti ieri quando annaspavano per recuperare un Palermo non certo stellare ma non va neppure che un giocatore costato 24 miliardi delle vecchie lire ceffi un gol fatto da 6 mt dalla porta e solo perché la palla non è sul suo piede preferito. Non va che il portiere di una nazionale capace di parare tutto ieri, non ha parato una delle due palle che doveva prendere contro l’Inter. Risultato due 1 a 0, zero punti in classifica e Gasperini a casa. Ma sembra tanto un pretesto, e lo era stato anche quel Genoa Chievo con telefonate dei colonnelli ai giornalisti.
Anche io che non frequento i salotti rossoblù, preferendogli i prati o i sintetici 105X60 mt sempre tinti di rossoblù odierno o futuro, avevo capito/sentito di due primattori che ormai non avrebbero recitato lo stesso copione per lungo tempo, e lo avevo sentito già alla fine della stagione passata.Eppure delle volte si continua insieme anche quando tutti i sentori consiglierebbero di no.
È chiaro che Gasperini non è stato esonerato in seguito a Inter e Palermo, due risultati che ci stanno, più il primo del secondo, visto anche l’occasionalità della rete subita, ma che è arrivato il momento della somma che fa il totale, come direbbe Totò, cosa voglio dire?, è evidente si aspettasse l’opportunità anche se credo che tutti s’augurassero non arrivasse mai quel momento.
Va via il miglior allenatore del Genoa da quando io vedo il Genoa, per me meglio di Bagnoli e pure del Professore e anche del mitico Gigi Simoni. Saranno contenti in tanti, arriva Ballardini.
Oggi non smentisco certo quanto ho sempre sostenuto e cioè «chiunque arriverà dopo Gasperini avrà un’eredità con cui fare sempre i conti», bene questa non è una cosa solo Genoana, basta pensare ai problemi a Firenze e nello specifico alla Fiorentina nel gestire il dopo Prandelli.
Ma le mie sono esternazioni e pensieri da tifoso, magari che ha da un poco d’attenzione alle cose di campo e allora devo dire che ieri a Palermo il Gaspe non ha certo brillato per lucidità, soprattutto quando ha cercato di recuperare il risultato, esagerati rimescolamenti continui soprattutto utilizzando giocatori molto giovani, vedi Boyakie, che a un certo momento non ci hanno capito più nulla. Ci sta, però e non è certo questo che ha fatto pendere la bilancia verso la dolorosa scelta.
Non la discuto, saluto l’arrivo di Ballardini come avrei salutato chiunque vestirà il rossoblù, gli auguro buon lavoro e gli auguro un forza Genoa che estendo ai calciatori ai quali rinnovo la richiesta di sbagliare di meno, perché sarebbero bastati un errore di meno di Eduardo con l’Inter, ieri salvatore della patria, e un Veloso onorante il costo del suo acquisto con una rete già fatta e sbagliata ieri per procrastinare ancora per un po’ questo addio, tutto meno che imprevedibile.

2OBIETTIVI DIVERSI
Il Grifone ormai volava

troppo in alto
Tanto galeotto fu il tuo articolo di un po’ di tempo fa su Gasperini tale da aprirne un dibattito quasi infinito! Forse sarai stato anche critico negativamente nei confronti del Mister, tanti sono stati i pareri molto interessanti e si sperava che la relativa discussione si fosse fermata o si fosse solo prorogata. Al contrario, tu sei stato molto lungimirante, infatti pare che il dibattito debba continuare in quanto alla decima partita di serie A, nonostante che il Genoa si sia rafforzato, si stesse ben compattando, continuasse a fare dei buoni propositi, promettendo chissà quali prestazioni, notizia di oggi è che purtroppo Gasperini è stato esonerato. La sua unica dichiarazione è stata che «non se l'aspettava, c'è amarezza e che preferisce non dire nulla finché la notizia non è ufficiale».
In realtà, pare che il tempo per il Genoa non sia più passato, pare di essere rimasti sempre allo stesso punto, pare di trovarci di fronte allo stesso dibattito lanciato da Massimiliano Lussana in quanto i rossoblù stanno perdendo sempre più punti in classifica (che è la cosa più importante) ed in fatto di buoni propositi e di speranze. Probabilmente è stata la prima decisione azzeccata assunta dalla classe dirigente del Genoa fino a questo momento, quella di sostituire Gasperini, in quanto ci aspetta ancora un mese di novembre ricco di incontri strategici che possono determinare per il Genoa un banco di prova, un mese in cui si spera possano rientrare molti attaccanti e tanti infortunati che contribuiscano a dare supporto a Luca Toni che da solo non riesce a segnare, un mese in cui sarebbe meglio mettere da parte le dichiarazioni di Gasperini per cui bisogna prendere atto che «questa è una squadra che dà garanzie sotto l'aspetto dell'impegno» e che quindi debba darci ancora tante gioie e soddisfazioni. Forse sarebbe bene dimenticare l'abituale refrain che recita: «C'è voglia di rifarsi subito» dopo essersi appellati ad ogni partita «all'ultima spiaggia».
Forse è giunto il momento di avere un minimo di senso critico in più e di dimostrare una maggiore volontà rispetto a quella mostrata finora da parte di Gasperini che potrebbe non aver mai spronato abbastanza i propri calciatori. Forse sarà bene abbandonare i presupposti di un allenatore abituato a lavorare con squadre più provinciali e più piccole, non dimentichiamoci che Gasperini stesso ha sempre sostenuto che con squadre minori si è sempre trovato bene, ma il Genoa di adesso è forte, può usufruire di un'ampia rosa di giocatori molto competitiva con gli altri team di serie A e di conseguenza forse anche il gioco e gli schemi applicati potrebbero non essere più stati sufficienti da andare avanti con Gasperini.
Ovviamente, l'amarezza esiste per tutti, tuttavia occorre essere pratici, obbiettivi, critici, pronti ai cambiamenti in prospettiva di miglioramenti, volenterosi e grintosi per riuscire a farcela, il mitico allenatore Capello docet.
Roberta Bartolini