il derby dei lettori

2ORGOGLIO BLUCERCHIATO
Le vostre ipocrisie,

le nostre realtà
Caro signor Gavotti, sinceramente non ho letto la sua lettera perché non mi importa leggere le solite leggende metropolitane del Genoa prima squadra d'italia ecc. ecc. scritte da persone che non conoscono la «vera» storia e parlano perché così si racconta da anni (Sampdoria formata da «più» squadre di delegazione: falsità e ipocrisia l'Andrea Doria come società genovese è la prima a Genova voi siete nati inglesi e ancora oggi vi chiamate all'inglese Genoa, ma voi da quest'orecchio non ci sentite...
Altro che la storia non è un'opinione!!!); quindi rispondo solo al titolo: «la storia non è un'opinione, il presente è il baratro della B», vero, ma perché non è un fatto e non un'opinione che noi in vent'anni - che sarà anche età del ferro, ma mai età della pietra - abbiamo vinto uno scudetto, varie coppe Italia, una supercoppa italiana, una coppa delle coppe e voi niente (dal 1924!!!) godendo solo delle nostre (poche) disgrazie, fra cui una sconfitta nella finale di coppa campioni (intanto noi ci siamo arrivati, mentre voi siete arrivati solo a sfotterci per questo persino durante un vostro raduno - tanto perché siamo sempre noi a pensare a voi - non avendo niente di vostro da festeggiare?).
Non è un fatto e non un'opinione che siamo nelle classifiche mondiali anni luce sopra di voi, nonostante la prossima B? Quindi il signor Caccavale, ha scritto bene, forse lei non ha voluto capire, allora glielo ripeto sono «fatti» tanto quanto la sua storia non si nasconda dietro ad un dito, c'è poco da obiettare. Ora andremo in B, pace, voi ci siete stati per anni, anche in C e ora avete tanta boria...
P.S. Ne avete ingoiata di bile in tutti questi anni per fare tutte le scene che avete fatto dopo il derby, e questa è proprio la dimostrazione pratica che voi non vincete mai e godete delle nostre sconfitte... chi si accontenta gode e questo è un «fatto».
2DOPPIO RIMPROVERO
La storia non cambia

secondo le necessità
Carissimo direttore, dissertiamo un poco sull’anzianità delle due squadre genovesi. Il signor Nello Caccavale, con una specie di gioco delle «tre tavolette» viene a dimostrare che la sua squadra, la Doria (Andrea Doria?) sarebbe più anziana del Genoa. Chiariamo.
L’Andrea Doria? In tempi lontani navigava nelle divisioni inferiori. Giocava (io, ben lo ricordo dato che c’ero) in Piazza della Vittoria, lato Carignano, lungo, misero steccato attorno al campo.
Aveva la maglia, mezza bianca, mezza azzurra, con stemma di Genova.
La Sampierdarenese, giocava in Cornigliano. Maglia bianca, con striscia rosso-nera e stemma di Genova.
Nel caos sorto nell’immediato dopo guerra (1945) la Federazione, per motivi che definirei logistici, divise il campionato di serie A in due gironi Sud e Nord. Vennero a giocare, così, in serie A, squadrette che l’avrebbero sognato. Poi si tornò al girone unico.
Fu allora, che dissidenti genoani, pensarono di creare una squadra locale da contrapporre al Genoa.
Sorse la fusione tra Andrea Doria e Sampierdarenese e si formò un ibrido sia di nome che di maglia. Ma la nuova squadra, la Sampdoria, raccolse solo una parte delle vecchie squadrette. Vi affluirono dissidenti genoani ed altri che, quando vedono il «nuovo», ci si buttano subito sopra.
Ora, estendere un’anzianità che solo qualche «brandello» della squadra avrebbe potuto vantare, ad una nuova compagine molto eterogenea, mi pare un vero assurdo. Ma per chi, accecato dall’amore per la propria squadra, ignora la realtà, tutto è possibile. E, sostenuto, logico.
Il giochetto che fa il signor Caccavale è simile a quello della nostra Federazione Calcio che, immette, nella Nazionale, tale Thiago Motta la cui italianità risale a diverse generazioni.
Allora, una gran parte di giocatori latino americani, potrebbero essere immessi nella nostra Nazionale.
Per primo un certo Messi che sta oscurando la fama di un certo Pelè.
Cambiamo invece argomento per un giudizio sull’incontro Genoa-Sampdoria. È stata, davvero una brutta partita che non fa onore al gioco del calcio. E, purtroppo, essendo l’unica gara in serata, l’avranno vista alla tv Sky, molti in tutta Italia, facendo poi negativi commenti sul calcio delle genovesi.
Nessuna azione manovrata, palle buttate via «alla diavola», palla avanti «e pedalare», passaggi all’avversario, tiri in porta sballati e così via. E poi, continui falli, ed accenno di rissa.
Se questi fattori negativi potevano essere capiti da parte di una Sampdoria, disperatamente tesa per un risultato utile, non erano ammissibili per un Genoa che nulla aveva da perdere ma, solo vincere la partita, sportivamente, così come aveva battuto Brescia e Lecce. Invece si è comportato peggio dell’avversario, rischiando la sconfitta che non è venuta solo per la incapacità dell’avversario nel tirare a rete. Ha trovato il gol del vantaggio da parte del Flores che si è venuto a trovare solo davanti alla porta avversaria. Si è fatto poi raggiungere rischiando grosso per cui deve ringraziare il portiere Eduardo che ha salvato la porta in varie occasioni.
Poi il Ballardini ha avuto il lampo di genio. Ha messo in squadra il troppo negletto Boselli il quale, pur giocando pochi minuti, gli ha dimostrato quello che potrebbe essere (se l’avesse fatto giocare di più) e ha segnato il gol della vittoria.
Una «tiratina di orecchio» al Ballardini, che si è ben guardato di cercare di valorizzare questo giocatore.
Il presidente dovrebbe chiedergliene conto.
PS. Caro direttore, è notorio che «stravede» per l’allenatore Ballardini e che gli attribuisce un pozzo di meriti per avere battuto quest’anno una Sampdoria quasi inesistente e portato il Genoa ad un posto in classifica, piuttosto modesto, passi. Ma che gli attribuisca anche il merito di aver quasi «segnato» lui il gol di Boselli è un po’ troppo. Ma se l’ha sempre tenuto in panchina? È Boselli che gli ha dimostrato, con quel gol, che se l’avesse impiegato di più, avrebbe forse segnato altri gol potenziando un attacco piuttosto anemico... È proprio il caso di parlare di «miracoli» e di «magie»? Lasci che di miracoli se ne parli a Udine.
Elio Rosi
2IL PASSATO INSEGNA
Non a caso Mantovani

aveva scelto noi
Caro Massimiliano visto che la firma del Sig. Puppo non era in calce, ma all'inizio, ho temuto che non fosse un lettore ma un personaggio legato in qualche modo alla testata. Poi mi avete detto che si trattava effettivamente di un lettore e mi sono tranquillizzato. Del resto, la cosa non mi avrebbe stupito più di tanto alla luce delle scene isteriche fatte da molti giornalisti in tribuna stampa al 96' del derby (tanto perché mi devo rilassare io). Vorrei che il dottor Garrone (come fece all'epoca Mantovani) proibisse l'ingresso a Bogliasco a costoro (che dovrebbero essere super partes).
Ribadisco le accuse di meschinità, livore, invidia, provincialismo e complesso di inferiorità a tutti costoro, come traspare chiaramente dalla lettera in questione. Se noi abbiamo avuto un Garrone... abbiamo avuto anche un Paolo Mantovani che scelse (dopo aver conosciuto bene il Genoa) la Sampdoria e ricordo che le accuse di piccineria arrivarono anche da un grande tecnico come Bagnoli. Come faranno, poveri pianeti spenti, a brillare di luce riflessa l'anno prossimo senza derby e la speranza di finire davanti a noi. Li compatisco.
Nello Caccavale