il derby dei lettori

L’ALLENATORE DEL GENOA/1
Diamogli una prova d’appello

prima di metterlo in croce
Caro dottor Lussana, meno male che Lei non è il presidente del Genoa, altrimenti offuscherebbe la fama di Zamparini. Il più noto «mangia allenatori» di Italia. Anch’io, per la verità, non sono un grande estimatore di Malesani, ma da qui a volerne pretendere la sua cacciata ce ne passa...e tanto. Capisco benissimo che lei è un «vedovo» di Ballardini, come io lo sono stato di Gasperini (ora... un po’ meno) tuttavia, mi perdoni, perché dichiarare, come fa Lei, che non può essere l’allenatore da Genoa, solo per aver perso due partite, dopo averne vinto altrettante e pareggiata una quinta? Non ritiene sia possibile dargli ancora una prova d’appello e ponderare bene un’eventuale nuova scelta?
Che, me lo lasci dire con tutta sincerità, non dovrebbe essere, a mio modesto parere, quella da Lei tanto auspicata, in quanto il pur bravo Ballardini non è che abbia dato ampie dimostrazioni di essere il vero «allenatore da Genoa». Anch’io, amante del bel gioco oltreché dei meravigliosi colori rossoblu, mi rendo conto che il «nostro» Malesani sinora non ci ha fatto vedere molto, anch’io, per ora non posso paragonare il gioco del Genoa a quello visto ed apprezzato in un recente passato, per opera di chi (io mi permetto di dire purtroppo) è stato mandato via, ma non posso affermare, come fa Lei, che un calcio così brutto non si è mia visto! Sapesse quanto ne ho visto io di calcio «inguardabile» veramente, nella mia lunga vita di genoano!
Quindi, caro dottor Lussana, aspettiamo ancora un po’ prima di gettare la croce addosso al Mister.
Con la solita stima.
Tonino Torre
L’ALLENATORE DEL GENOA/2
È vero: con Malesani andiamo dritti in B
Caro Massimiliano, finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo: con Malesani andiamo dritti in B.

L’ALLENATORE DEL GENOA/3
Quella moda di attaccare subito società e tecnico
Caro Massimiliano e caro Diego, ed eccoci qui dopo un anno «calcistico» a ridiscutere del possibile esonero di un allenatore o di un altro del Genoa, attraverso un acceso dibattito che come sempre diverte ed entusiasma i lettori de il Giornale. Ma allora è da considerare proprio uno «sport» quello di pensare alla cacciata dei mister che si succedono nel Genoa (pensiamo prima a Gasperini sostituito poi da Ballardini), esattamente all’inizio del campionato, dopo cinque giornate di cui le prime tre hanno portato il Genoa in vetta alla classifica con i migliori punti in assoluto. Purtroppo le ultime due partite contro il Chievo e il Parma sono state due sconfitte, due spine nel cuore che hanno preoccupato i tifosi genoani e non solo e che hanno iniziato quell’iter in salita fatto di critiche e di analisi negative che a mio avviso non portano a nulla salvo a insidiare cattive pulci nell’orecchio anche dei meno attenti tifosi, quelli che gioiscono se il Genoa vince e che dicono pazienza se perde.
Mi ha sempre fatto riflettere la moda degli ultimi tempi per cui se una squadra non fa punti o improvvisamente perde come il Genoa, anche ad inizio di campionato, si attacca subito la società parlando di esonero immediato dell’allenatore - come se la causa fosse sempre e soltanto da ricercare in lui - instaurando inevitabilmente un clima ansioso e teso nelle file del Grifone, nella squadra, nella panchina, nella tifoseria. Tutto materiale utile per far crollare psicologicamente dei miti e delle speranze.
Cito la frase di Pistacchi, piena di saggezza, che approvo in toto: «Nessuno intende assolvere Malesani da ogni colpa. L’infallibilità non fa parte del bagaglio professionale. È un uomo che fa, quindi che sbaglia come tutti». Forse Malesani, come ci ricorda Pistacchi, ha avuto il torto, oppure ha preferito fare una scelta da signore di tenere e puntare su giocatori ancora senza una perfetta forma fisica, ha voluto credere in essi accettando anche quello che la società gli ha offerto. Ritengo che se di colpe si possa parlare queste non stanno da una parte sola, come in tutte le cose. Certamente i giocatori «in prova» dovranno conquistarsi la piena fiducia di Malesani dimostrando di saperci fare e bene con il pallone. Tuttavia, discutere già di un eventuale esonero dell'allenatore potrebbe essere un errore o una mancanza di tatto proprio in un momento delicato e particolare in cui occorre ricompattarsi con fiducia e volontà reciproche.
Grazie e affettuosi saluti.
Roberta Bartolini
L’ALLENATORE DEL GENOA/4
Che errore ha fatto Preziosi ad esonerare Ballardini
Caro Lussana, ha ragione lei. L’esonero di Ballardini è un errore di Preziosi più grave addirittura della «valigetta» con il Venezia.
Franco Muzio
L’ALLENATORE DEL GENOA/5
Un catastrofismo eccessivo per un Genoa in serie A
Caro Massimiliano, ho 47 anni e 36 abbonamenti nel cassetto, ho visto tutto e di tutto.
Il Genoa domenica è stato molto brutto, d’accordo, ma, credimi, con immutata stima ti dico il tuo articolo dei giorni scorsi è esile come una piuma, suffragato dal nulla e catastrofista all’eccesso. Non si può con un Genoa in serie A nella parte sinistra della classifica, leggere quello che scrivi, parole che hai riservato solo agli strisciati nella loro lenta agonia della primavera scorsa.
Non è accettabile, non è proporzionale a quando finora abbiamo visto.
Attualmente il Genoano, tifoso vero, non te lo concede, semplicemente perché sappiamo tutti noi con certezza che Malesani e Ballardini sono due signori allenatori «da Genoa» con caratteri opposti, ma degne guide della nostra Panchina, fondate sulla competenza tecnica e non su come si allenano i tifosi. Dunque il tuo descrivere l’attuale nostro allenatore solo come un buon compagnone, non fa onore alle tue apprezzate, in passato, competenze calcistiche e ti fa apparire immeritatamente come il classico «Mezzobicchierista vuoto» tipico di questa città mugugnona e in declino.
Un abbraccio sincero.
Armando Tagliavacche