il derby dei lettori

2 INCUBO BLUCERCHIATO
Mi auguro che al peggio

ci sia una fine
Carissimo Massimiliano, permettimi di dissentire dalla tua considerazione secondo cui il giorno della Befana hai visto la peggiore Sampdoria di sempre. A cospetto delle vane speranze e di chimeriche illusioni, di annunciate rivoluzioni e di esplosioni ampiamente «ciccate» (speriamo di non fare la fine di Pietro Micca...), temo fortemente che al peggio non vi sia mai fine!!! Ovviamente, mi auguro di sbagliarmi. Per ora, non ci resta che piangere!!!!
Molto cordialmente
2 MA SPERO CHE RESTI
L’errata premonizione

del presidente Preziosi
Caro dottor Lussana, un anno fa circa, il presidente Preziosi diceva di non vedere l'ora che finisse il campionato in corso, dando - penso - per scontato che il campionato successivo, cioè questo, sarebbe stato molto meglio.
Vorrei sapere che cosa pensa adesso. Comunque, meno male che ci sia! Cordiali saluti.
Alberto Solano
2 IL PROBLEMA È UN ALTRO
Squadra senz’anima

pur cambiando mister
Caro Massimiliano, rieccoci dopo una lunga pausa natalizia con il nostro Genoa ma con un nuovo percorso condotto dal nuovo allenatore Marino e rieccoci con un'altra pesante sconfitta questa volta non firmata Malesani. E allora cosa succede? Vogliamo essere critici nella misura in cui lo siamo stati nei confronti di Malesani? Se si, come dovrebbe essere di logica, siamo costretti a parlare molto male dell'esordio di Marino. Prudenza potrebbe essere la parola d'ordine della partita Cagliari-Genoa e dell'esordio del nuovo allenatore. Ovvia prudenza dopo le feste, dopo il periodo nero del Genoa culminato nell'esonero di Malesani, ma la prudenza non deve essere troppa. Nei due tempi abbiamo testimoniato una squadra rossoblù senza anima, incapace di reazione, una squadra che ha permesso al Cagliari di capire che aveva tutte le possibilità di chiudere il match, caratterizzata da un atteggiamento scolastico difensivo e con tutti i maggiori giocatori assenti. Queste caratteristiche si sono viste soprattutto nel primo tempo (si pensi al gol incassato su rigore dal bravo Cossu), mentre all'inizio del secondo tempo il Genoa si è dimostrato più sveglio e grintoso forse alla ricerca del gol del pareggio, anche per far salvare la faccia a Marino che una se ne è comunque accostata al pallino: il fatto di aver tolto Kuzca dopo 30 minuti da dimenticare. Tuttavia, questo atto era doveroso. E tuttavia, il resto del secondo tempo è stato solo deludente e preoccupante soprattutto per il fatto che Marino avrebbe dovuto rappresentare una sorta di salvezza per il Genoa sin dal suo primissimo esordio, ma così non è stato dato che ha presentato una squadra tutta ripiegata su se stessa e non combattiva come durante gli allenamenti. Peccato per il bravissimo Frey e per l'esordiente Gilardino che purtroppo non ha potuto contare sull'appoggio di Palacio, ancora infortunato.
Poi ho ascoltato a caldo l'intervista a Pasquale Marino dopo lo squallido 0-3. Marino era atteso come il salvatore della patria, il padreterno che sarebbe riuscito a far collimare tutto e a risollevare le sorti di una squadra in una sola partita e dopo le feste natalizie. Tutto questo non è apparso contro il Cagliari. A Marino possiamo dare tutte le possibili attenuanti dato che è al suo esordio genovese e che ha preso una squadra non al massimo fisico. Ma dell'intervista non mi è piaciuto l'atteggiamento dell'allenatore tutto in attacco e senza un accenno ad un minimo di scuse nei confronti di una società per lui nuova e di una tifoseria che è ai minimi termini a livello di sopportazione. Infatti, troppe ne sta subendo il Genoa per non stare zitti e per stare alla finestra. Ma vogliamo renderci conto che il Genoa non è l'Inter o il Milan o la Juventus, ma è una squadra mediocre con giocatori bravi ma non eccezionali, una squadra che deve pertanto accontentarsi di un posto tranquillo in classifica e che deve accettare il proprio allenatore a meno che questo non sia molto gramo? In passato Gasperini non è piaciuto anche a livello umano, è stato sostituito da un Ballardini che ha compiuto un buon lavoro ma che non è stato promosso per il nuovo campionato in corso e cambiato con Malesani che a mio avviso erroneamente è stato preso troppo di mira fino al suo definitivo esonero, per poi passare a Marino. Errare è umano ma perseverare è diabolico. Non cadiamoci ancora una volta.
Grazie e affettuosi saluti.
Roberta Bartolini
2 VIZIO RIPETUTO
Questo Grifone

non sa fare gioco
Carissimo Direttore, il Genoa di quest’anno si può configurare come una costruzione incompleta che si cerca di ultimare ma non ci sono i mezzi sufficienti. Ha anche del materiale pregiato ma o viene impiegato male o rimane in magazzino. Il Genoa non sa giocare all’attacco. Una squadra che attacca, deve portarsi contro il «muro» avversario con continui passaggi laterali, aspettando un varco per puntare la rete; passaggi, sia ben chiaro, con palla a terra. Nello stesso tempo, deve spostare a destra ed a sinistra due uomini, quelli che una volta si chiamavano le «ali» e costringere i difensori a disunire la barriera posta davanti. Queste «ali» o tenteranno di aggirare la barriera o effettueranno «cross» davanti al portiere.
Il Genoa quando giunge alla metà campo avversaria si cade nel «buio pesto». Qualcuno corre avanti giocando da «attaccante», ma quell’uno o quei due che lo fanno sono facile preda dei difensori avversari. Perché l’attacco va portato sempre con palla a terra e triangolazioni visto che ci sono alcuni davanti «palla lunga e pedalare». Caro direttore, i miei più sinceri saluti.
Elio Rosi