Il derby dei lettori

2 Una favola senza lieto fine
La ballerina sampdoriana

bisognosa di cure
C'era una volta, in un paese lontano ma molto lontano, una ballerina bellissima e molto ma molto brava, però era anche molto ma molto ammalata, senza esagerare stava quasi morendo. Fortunatamente un giorno, prima che avvenisse l'irreparabile, si imbattè casualmente in un luminare della medicina, il Dottor «one», che non era solo un dottorone, ma proprio il n° 1. Il dottor «uan» con le sue cure amorevoli, dolci e continue le ridiede la vita, la dignità, la addobbò di vesti eleganti e con grandi maestri la riportò agli onori del mondo.
Così la ballerina riprese a ballare meravigliosamente e la sua bravura la portò a calcare i migliori palcoscenici italiani e, udite-udite, europei. Tutto ciò, tuttavia, la portò lontano dal Dott. «one», che divenne follemente geloso al punto che incominciò a strapparle tutti i gioielli; prima il collier di «storari» poi i «cassani d'oro» e infine i «pazzini d'argento» dicendole in maniera severa: «basta Europa», ora solo in Italia a guadagnarti il pane. Non sei più «Marotta». La ballerina allora, senza più amore e con dei cattivi maestri, cominciò a zoppicare al punto che il dott. «one» infuriato le disse: da domani i grandi teatri (San Siro, l'Olimpico etc) scordateli, avrai solo palcoscenici di serie B in mezzo ai pagliacci a fare l'avanspettacolo.
La ballerina allora si ammalò nuovamente e nel tentativo di accumulare qualche soldo per mangiare si mise a fare qualche marchetta che le fece contrarre una malattia gravissima, la «comitatostrategite acuta» che è rarissima ma pericolosissima, e per tale motivo venne più volte ricoverata nella clinica del «dott. Disastroni» dove la stanno curando con flebo di «avasin con vitamina B», iniezioni di «tzori» e dosi robuste di «maccortisone». Dicono le cronache che un luminare poco sensibile è già pronto a farle una «chemioterapia con vitamina C» ed ha dichiarato in termini perentori: «Se fallisco è finita e non facciamoci illusioni nessun organo sarà espiantabile». Questa favola è stata scritta da un anonimo tifoso sampdoriano, non ancora rincoglionito, e dedicata a quei ventimila che credono ancora alle favole.
P.S. Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale.