il dibattito

2 VALORI A RISCHIO
Integrazione forzata?

I genovesi non la vogliono
Caro Direttore, In merito alla costruzione della Moschea a Genova, ho notato con piacere che il primo cittadino ti ha informato direttamente dell’iniziativa. Il Giornale e la famiglia del centrodestra non possono più essere considerati entità trascurabili dalla sinistra (ben lontani, per fortuna, i tempi in cui Prodi definiva il nostro schieramento come «il nulla»). Tu e Diego Pistacchi, partendo da posizioni apparentemente contrastanti, avete di fatto fotografato efficacemente gli aspetti positivi (probabilmente pochini), negativi (piuttosto inquietanti) e dubbi (altrettanto numerosi) legati alla nascita del luogo di culto islamico nella zona del Lagaccio. Oggi leggo il fondo di Gian Luca Fois che mette il dito nella piaga riguardante la mancanza di identità culturale che pure non ci mancherebbe e, se ben vissuta e difesa, farebbe fare alla Superba un salto di qualità gigantesco. Sono d’accordo sui contenuti ma un po’ meno ottimista sulla speranza del signor Fois riguardo la riscoperta della nostra terra e dei valori identitari da parte dei genovesi. Da collaboratore giornalistico ho avvicinato molte persone che, a qualsiasi domanda sui problemi cittadini, rispondevano mugugnando che non c’era niente da fare, la cosa in fondo li toccava poco e anche disarmanti affermazioni del tipo: «Basta che mi diano la pensione, il resto non mi riguarda». Non tutti ragionano in questo modo, ovviamente, ma l’inerzia è la rassegnazione sono ancora radicate in una città così poco desiderosa di cambiare che, non a caso, ha premiato per decenni una sinistra che l’ha condannata all’immobilismo. Paradossalmente, la molla che può risvegliare la fetta di genovesi poco incline ad aprire gli occhi, la offre proprio la sinistra, che tra accoglienza indiscriminata, inefficienza nel governare e ostentata superiorità democratica e culturale, ha tirato talmente la corda, da essere riuscita a far votare per disperazione molti suoi elettori per il centrodestra, alle politiche dello scorso anno, spaventati da tasse molto alte e dai problemi di ordine pubblico. La mobilitazione che sta avvenendo al Lagaccio e in tutta la città, dovuta ad un’integrazione forzata e anche rischiosa, può risvegliare energie positive che non escludono una futura convivenza civile con gli immigrati islamici o di altra religione e cultura, ma in base a regole di totale rispetto verso la nostra cultura, e non solo di quella altrui, che i genovesi dovranno avere la forza di fare valere, come il Fois auspicava. Magari proprio con «l’aiutino» involontario della sinistra.

2 EDUCAZIONE
Basta all’intolleranza

verso chi contesta Marta
Egregio Dottor Lussana, con il suo tramite una domanda alla comunista Vincenzi, sindaca di Genova, rivolta nella medesima forma con cui la stessa si è espressa in consiglio comunale: «uei, sindaca, chi l'autorizza a dire di buttar fuori dall'aula dei Cittadini che la contestano?!? Non perda mai di vista la buona educazione, da lei doppiamente dovuta in quanto figura istituzionale (...)».
Cordialmente.
Luigi Parodi
2 ASSOLUTISMO
Tursi non vuole sentire

alcun parere altrui
Non mi interessano né il parere dei cittadini né tantomeno quello dei Municipi (sfavorevoli all'iniziativa) in quanto la moschea si deve fare e si farà in quanto io sono la sindaca e la città è la mia.
Questa in somma sintesi la conclusione dello sproloquio della Vincenzi ascoltato ieri in sala consiliare sostenuta da tutte le truppe della coalizione che la incolla alla sua carica che dovrebbe essere istituzionale. La cosa tragica è che in nome della Costituzione e dei principi cristiano/cattolici anche il Pdl è favorevole ai piani della maggioranza (vero Gagliardi?) che parla non solo a nome proprio ma anche a nome del prof. Musso (Musso se ci sei batti un colpo) arrivando a fare battute poco risibili come:
- non dovremmo più fare la spesa al mercato «orientale»
- perché non andiamo a piedi e stiamo al freddo evitando in tal modo di approvvigionarci di petrolio «orientale»
Queste amenità, caro Gagliardi, proprio potevi evitarcele.
Arriva anche una dichiarazione di un consigliere laureato in filosofia il quale, perorando la causa Vincenziana, arriva a dire (correttamente) che Islam significa sottomissione ma qui si ferma invece di continuare e sviluppare il concetto Islamico di sottomissione cioè di battaglia e distruzione di tutti coloro che non condividono i loro stessi principi che non si possono considerare meramente religiosi bensì politic/teocra-tici e la differenza è abissale.
Ancora una volta la sinistra si dimostra, soprattutto nelle decisioni infauste, forte e coesa mentre la minoranza denuncia una debolezza congenita che forse è figlia di ideali veri che risultano inutili ragionando con i sordi. Vorrei ricordare a tutti, destra - sinistra e centro, che l'Islam da tempo ormai immemorabile è convinto, e va dicendolo quasi quotidianamente, che espugneranno l'Occidente grazie alla prolificità delle loro donne ma, soprattutto per la debolezza delle sue leggi e dei suoi etici principi.
Per terminare le sinistre si gettano come mosche(a) sul miele di un possibile serbatoio di voti che in un prossimo nero futuro potrà essere il popolo islamico.
Adolfo D’Alessandro
2 CITTÀ DEI DIRITTI
Ma sappiate che ci vuole

anche il rispetto del dovere
Caro dott. Lussana, a proposito di rom, gay, lucciole, moschea e chi più ne ha più ne metta. Genova, da parte del continuo blaterare della sinistra, si autoproclama capitale di un sacco di cose ma soprattutto «dei diritti». Ciò premesso, mi farebbe tanto piacere sapere, magari da qualcuno della predetta sinistra, se esista e dove si trovi anche la capitale «dei doveri» in cui mandarci, seppur per un breve periodo di tempo, qualche amministratore cittadino per «studiarne i contenuti» ed aprire qualche immancabile «tavolo». Forse scoprirebbero che ,fortunatamente anche per loro, esistono moltissime persone che operano per il bene comune, con encomiabile spirito di sacrificio ed in anche troppo dignitoso silenzio, sorrette soltanto dal loro poco celebrato senso del dovere!
Molto cordialmente.
Gian Giacobbi
2 SUL SINDACO
Ormai la Vincenzi

fa una dittatura rosa
Oggi ho letto i due pezzi, il tuo e quello di Diego Pistacchi. Questa volta sono più dalla parte di Diego. Ho letto inoltre un accenno nella lettera di Aldo Cravasco, in cui cita giustamente l'appartenenza di questo sorridente ed amichevole imam Hussein Salah all'Ucoii. Bene, avendo letto tutta la produzione letteraria di Magdi Cristiano Allam, ho la certezza che l'Ucoii non solo è strettamente legata ai fondamentalisti, ma che, come appunto citato dal «collega» era stata cacciata dalla Consulta islamica, non tanto per divergenze, ma semplicemente perché si è rifiutata di firmare il patto fondante della Consulta stessa, che in buona sostanza (cito a memoria) diceva: rispettare le leggi italiane, rifiutare la subalternità della donna, rifiutare la violenza, tentare una strada di vera integrazione. L'Ucoii ha detto no e continua a mentire, dicendo di rappresentare la maggioranza dei musulmani, quando invece rappresenta la maggioranza dei musulmani fondamentalisti. La nostra cara sindaca, con spregio assoluto del Consiglio Comunale, va avanti (con infinita rapidità rispetto, per esempio, al progetto degli Erzelli, per cui ci siamo ammazzati di pastoie burocratiche per quasi 10 anni). Io suggerirei ai signori consiglieri di opposizione, come suggeriva oggi Alessio Piana, Capogruppo della Lega, di non presentarsi più. A mio avviso dovrebbero per dignità dimettersi in massa, per dare un segno concreto che a Genova viviamo in una dittatura. Dittatura rosa, dipinta, musicale, trionfalistica, plateale, blaterona, ormai insopportabile. Ma quando finisce il mandato di questa signora?
Alberto Clavarino
2 INTERNET
Le persone chattando

a volte perdono la testa
Egregio direttore, l’altro giorno sentii dire da sua Santità Benedetto XVI la sua riflessione su YouTube (via Internet). Ma lo sa il Papa che su questo diabolico sistema, migliaia e migliaia di persone perdono la testa per la curiosità di «chattare» via Internet? Quanti giovani maschi e femmine - giornalmente - si rovinano l’esistenza, il fisico, la moralità se non la salute per gli incontri con persone di dubbia moralità? Quante persone, uomini e donne (in costante aumento) rovinano le proprie famiglie così che si trovano costretti al divorzio portando ad un trauma psicologico che i figli nella loro innocenza si trascineranno per tutta la vita? Si offenderà il papa per questa mia modesta riflessione da vecchio pensionato?
Io credo da cattolico praticante che il papa è un essere umano perciò soggetto ad errare innanzi a Dio come tutti gli uomini.
In quanto al Vaticano perché non fa una protesta contro-Mediaset per lo sconcio (e diseducativo) programma Grande Fratello così come l’Isola dei famosi? Possibile che nel 2009 non riescono a trovare un programma serio ed educativo, che i giovani attuali ne hanno assai bisogno? Caro Lussana aggiungo come nonno di vari nipotini che vanno nelle scuole di Prà. Ma è mai possibile quasi tutte le settimane - decine - di bambini si trovano i pidocchi in testa perché vicino ai loro banchi ci sono bambini (soprattutto zingari) che vivono in famiglie in cui c’è carenza (per abitudine) di pulizia e igiene? In questo, giorno 27, nelle scuole di Prà giunsero quelli dell’Asl in cerca dei bambini con i pidocchi. Come mai che martedì 27 gennaio in classe non c’erano zingari? Tengo a ricordare caro direttore che il personale dell’igiene (da informazioni avute) non sono andati a controllare le roulotte degli extracomunitari sulla fascia di rispetto ma... rigorosamente hanno ispezionato le teste dei nostri nipoti infliggendo loro (per l’ennesima volta) 3 giorni di fermo a casa per... spidocchiamento! Quando rientrano in classe perdendo 3 giorni di scuola i nostri bambini (italiani) si riprendono nuovamente i parassiti degli zingari. Di chi la colpa? Delle autorità sanitarie ovviamente... perché il primo a essere visitato è il nomade che non si lava mai. Costoro si sentono sicuri nella Comunità europea e vogliono vivere a loro modo mentre comandassi io li manderei al loro paese. Invece alla Vincenzi interessano più le moschee!
Carlo Valle
2 CONTROCORRENTE
Deve essere costruita

dove è più comodo
Cari Amici de «il Giornale» genovese, a mio avviso il problema della moschea si limita ad una semplice domanda: ha diritto o no di sorgere? Se no, non se ne parli, sic et simpliciter, più; se sì, la si eriga dove i fedeli della Religione Musulmana possano recarsi senza troppi disagi per loro e per i residenti - a conti fatti, forse l'Acquasola non sarebbe poi così male: centrale, possibilità di parcheggio da realizzarsi sotterraneo, abbastanza tranquilla - e la si faccia funzionare come un normale luogo di culto; in fin dei conti mica nessuno protesterebbe se si volesse erigere una Chiesa Cattolica Cristiana al Lagaccio! Con marinareschi saluti.
Luigi Della Tonnara
2 I NOSTRI SOLDI
La moschea ci costerà

per strade e autobus
In merito al tema Moschea, più che mai «scottante» di questa settimana (la cui localizzazione decisa pressoché unilateralmente svilisce ancora una volta il ruolo del Consiglio comunale), leggo sui quotidiani odierni pubbliche dichiarazioni della signora Sindaco Marta Vincenzi: «Da Tursi nemmeno un euro per la costruzione». «Ci mancherebbe - dico io -. Come si potrebbe immaginare diversamente?». Ma il vero problema, secondo me, non sta nei finanziamenti dell’eventuale costruzione dell’edificio, quanto nell’indotto che gioco-forza ne deriverebbe propedeutico.
Mi spiego: l’Amt ha già pubblicamente dichiarato che la creazione di una nuova linea per la Moschea presupporrebbe nuovi finanziamenti da parte della Civica amministrazione; così come si può facilmente rilevare, compiendo un semplice sopralluogo, che la strada in quella zona è particolarmente stretta: il Comune dovrà allargarla...; e durante l’opera di allargamento della sede stradale si dovrà comprendere l’allestimento del sottosuolo, ovvero linee elettriche, tubature del gas e dell’acqua, cablaggio, rete fognaria, che alla bisogna dovranno essere potenziate; per non dimenticare l’arredo urbano della zona: illuminazione, marciapiedi, giardini, etc. etc.
È stata fatta una valutazione preventiva e circostanziata su queste spese che per forza di cose dovranno essere sopportate dal Comune? Ho la velleità di presumere che la risposta sia negativa e che, con l’entusiasmo di un decisionismo pressapochista e demagogico, la Giunta - già «nelle curve» in tema di bilancio - abbia evitato di porsi tale genere di problemi, attuando una perversa «politica dello struzzo» che inevitabilmente ricadrà su chi, al completamento dell’opera, governerà la città e dovrà opportunamente ed urgentemente intervenire...
E allora come spiegheremo ai cittadini che da anni, in tutta la città, necessitano di pari servizi ed auspicano migliorie (vedendosele - a turno - negate, per mancanza di fondi) che le loro imposte verranno destinate - con questi presupposti - al Lagaccio??
Cordinali saluti.
Stefano Balleari
2 ISLAM
Dobbiamo imparare

a mettergli la minuscola
Caro Lussana ti segnalo che - Magdi Cristiano Allan docet nel suo libro «Grazie Gesù» - ci invita ad osservare come quasi sempre scriviamo Islam con la I maiuscola anziché islam con la i minuscola. Inferiority complex?
Nelle tue splendide. Lasciamelo dire, pagine di Genova a pag. 46, 47 e 50 il detestabile islam è scritto con la maiuscola. Vedremo di sopravvivere egualmente!
Gianni Romolott