il dibattito

2 DOPO SAVIGNONE
Il «pensatoio» dimostra

che c’è voglia di partecipare
Caro direttore, riprendo la proposta che ho fatto alla riunione, cordiale e assai approfondita, di ieri sera a Savignone e colgo l’occasione per ringraziare te e l’amico Marco Marchionni. In sintesi tutti registriamo come dato di fatto un corale allontanamento della gente genovese e ligure dalla politica e dai politici, anche se non si dovrebbe fare di tutto un fascio. Ma a mio avviso c’è ancora tanta gente con volontà di intervenire, proponendo contributi, idee e proposte ed in fondo il «pensatoio» ne è la conferma. Allora saltiamo il fosso con decisione ed il tuo giornale si appropri di questo serbatoio sotto traccia dando spazio a chi, giovane o meno giovane, voglia dire e dirci che vuole essere ancora un ligure vivo e pieno di speranza, un portatore di idee giovani e/o mature ma idee che se sono buone non hanno età, di proposte di miglioramento che i politici possano cogliere e fare proprie e cercare di portare nelle stanze laddove si decide. Uno spazio non «contro» qualcosa o qualcuno ma «pro» verso Genova e la Liguria, un far vedere che la voglia di fare politica non è morta, una richiesta a chi la fa per ruolo o professione di tornare finalmente in quella che in fondo dovrebbe essere la propria casa, fra la gente che tutte le mattine si alza e lotta con i propri problemi della quotidianità, per ascoltarla. Io sono convinto che sarebbe un buon lavoro, utile alla politica e quindi a tutti noi.
Francesco Tappani
2 CANDIDATURE
I cittadini vogliono

vedere facce nuove
Siamo giunti quasi a fine legislatura, e sulle candidature del centro destra per comune e provincia regna la più nebbia fitta. Si parte dal programma, dalle primarie, dall’accordo tra i partiti? Che si parta dal programma i cittadini non ci credono più, basti pensare che alle regionali del 2010 i così detti programmi del centro destra e del centro sinistra gli abbiamo visti solo a trenta giorni dal voto, mentre candidati e supporter inauguravano point e tenevano convegni rimestando l’acqua nel mortaio da almeno sei mesi. Quanto alle primarie, tutti le vogliono, ma solo il giorno dopo in cui si è persa la competizione; sotto elezione fanno invece paura a tutti: far decidere al popolo non va bene. Esiste poi il candidato di bandiera, che è quello che non rischia niente perché già eletto altrove o che avrà posto altrove, ossia quello che sa di perdere ed è contento di perdere, e come premio gli sarà concesso un paracadute ampio; infine esiste il paperon de paperoni di turno che potrà permettersi quello che altri onestamente non potrebbero fare e si autocandida tirando per se e per gli altri: forse il più onesto di tutti perché ci metterà del suo e non dovrà riverire politicamente nessuno.
Alla terza tipologia appartengono gli accordi tra i partiti: scatoloni vuoti ed impolverati distanti mille miglia dalle persone e che si auto celebrano davanti ai soliti cinquanta supporter in convegni semi deserti. In mancanza di qualcosa di veramente serio e radicato sul territorio costoro riescono comunque a portare al voto quei cittadini che desiderano esprimere il loro indirizzo pur turandosi il naso, ma qui tocchiamo davvero il fondo. Quali sono questi accordi tra partiti? Sono una poltrona a me ed una a te da buoni amici senza pestarsi i piedi, ossia il classico modo per perdere la fiducia dei cittadini e soprattutto perdere le elezioni. Lasciatemelo dire: Il cittadino e la politica sono un'altra cosa. Per questo nascono nuovi movimenti politici, ed è per questo che le persone sono alla ricerca disperata di nuove proposte. Perché i cittadini non ne possono più di vedere sempre le stesse facce riciclate da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro, senza nessuna motivazione plausibile se non il loro desiderio di resistere, resistere, resistere. Sì ma, a che titolo?
Massimo Pernigotti
2 CONSIGLI
Tre questioni da discutere

negli incontri del «Giornale»
Egregio dottor Lussana, eccomi ancora una volta a romperle le scatole. Non sono stato con voi a Savignone per tre ragioni: primo ho una certa età, secondo non ho una preparazione al vostro livello, terzo sono timido. Dalla mia ho soltanto una lunga presenza nel mondo del lavoro da 17 a 70 anni sempre a Genova anche se piemontese. Mi permetto di insistere su due quesiti da inserire nel vostro futuro dibattito. Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni comunali, è indispensabile chiarire ai genovesi: 1° Dove la sinistra (comunisti) hanno sempre pescato i voti. 2° Quanti e quali sono le attività che a Genova hanno prosperato o prosperano ancora oggi come «LAVORI FINTI». Voti e lavori finti sono intrecciati in modo indissolubile e in certi ambienti lo sanno benissimo, tanto che li hanno utilizzati per ben 60 anni.
Francesco Lattuga
2 CAV PERSEGUITATO DAI GIUDICI
Il filosofo Buttiglione

stavolta l’ha fatta grossa
Oggi Rocco Buttiglione l’ha fatta proprio grossa. E dire che lo chiamano filosofo. Non solo ha ammesso che Berlusconi è perseguitato dalla Magistratura (cosa che tutti, a sinistra, sapevano, anche se nessuno osava riconoscerlo), ma ha addirittura rivelato che la persecuzione era telediretta dall’Opposizione e che, quindi, così come era iniziata, poteva anche terminare. Sono curioso di vedere come andrà a finire. Prevedo che Buttiglione sarà costretto a dire di non essersi spiegato bene o di essere stato frainteso.
Genova
2 NELLA MANOVRA
Sarebbe stato utile

abolire le prefetture
Nella manovra economica sarebbe stato bene, secondo la mia opinione, che le Prefetture fossero state chiuse, perché già con l’istituzione delle Regioni, nel 1970, non avevano più nessuna funzione sul territorio, rappresentando solo il governo e non i cittadini, con costi altissimi dei quali sarebbe meglio ricordarsi alla prima occasione e operare quindi in direzione della loro abolizione, con un enorme risparmio di danaro.
Bruno Ravera
2 A GENOVA
I politici per ottenere voti

hanno dimenticato i doveri
A Genova la parola «lavoratori» è abusata, è sempre sulla bocca di politici e sindacalisti. Lavoratore è colui che lavora la maggior parte al massimo li definirei «dipendenti». I «lavori finti» sono quelli dove il dipendente porta a casa 1200/1300 euro al mese ma il suo rendimento è pari a 450/500 euro. Tutti gli stabilimenti chiusi (almeno quindici) erano lavori finti e voti veri altrimenti sarebbero ancora aperti.
Regione, Provincia e Comune e tutte le controllate es. (Aster - Amga - Amt - Amiu), una gran parte dei portuali (Culmv), parte della sanità, scuola indottrinata ecc... Anche le false pensioni di invalidità, la cassa integrazione a vita, l’amianto, le liquidazioni milionarie. Tutto quanto sopra sono cose false e voti veri. In questa città disastrata dove da 60 anni sono stati dimenticati i doveri, ritti sul Titanic che affonda, i politici nostrani chiamano a raccolta i genovesi a dibattere per una settimana sui DIRITTI al suono della «Notte Bianca».
S.B.
2 IN PIENO CENTRO
Troppi disagi in città

per girare il film sul G8
Signor Direttore, ormai le lamentele per l'organizzazione cittadina si moltiplicano giornalmente e tutti, anche quelli che non scrivono mail, si lamentano e mugugnano più del normale. Stamane un'altra invenzione. Girano, alle 07.30 del mattino, in una via Archimede compresa in un nodo centrale del traffico cittadino, il film sul G8!!! A parte l'ora di punta e la zona, si potrebbe almeno organizzare una viabilità diciamo più controllata, o controllata seguendo delle regole. Invece ci si trova davanti dei vigili tristi e poco mobili oppure, come ho sentito io, in piena piazza giusti con un piccolo intreccio di veicoli urlare... VAADAAAA... Ma un tempo il vigile... o cantuné.... non stava ben visibile in mezzo al traffico e non distratto o con le braccia conserte?? Poco rispetto, disciplina e menefreghismo che incombe... ovunque
Buon lavoro Direttore
Marco Duma
2 DEGRADO A SAVONA
Ex ospedale S.Paolo in malora

per colpa della «solita» sinistra
Ex ospedale San Paolo di Savona: la sua ristrutturazione è una vicenda così lunga e intricata da far saltare i nervi ai Savonesi. In una riunione fiume che si è tenuta nell'aprile 2010 a Palazzo Sisto, sede del Comune, retto da una giunta di Sinistra da sempre, tranne la breve parentesi del compianto sindaco Gervasio erano presenti le tre parti in causa: Società San Paolo SpA, Asl 2 e Comune. L'allora assessore all'Urbanistica Livio di Tullio (Pd) ha abbandonato la discussione perché a suo avviso i soggetti coinvolti sembravano cercare cavilli anziché andare avanti nel progetto. Intanto informava il cartello sull'entrata dell'ex ospedale in Corso Italia, scrupolosamente aggiornato dal comitato: «Qualunque cosa, ma subito», «questo immobile è in stato di abbandono da 6992 giorni». Era il 17 aprile 2010. Siamo giunti al settembre 2011 e quel meraviglioso palazzo realizzato tra il 1850 e 1857 dall'architetto savonese Giuseppe Cortese, su disegno di Carlo Sada, e ubicato all'angolo fra Corso Italia e piazza Giulio II (il salotto buono della città) è ancora in stato di totale degrado ed abbandono.
Gianfranco Barcella
2 «FINANZIARIA»
Meno tagli, più concordia

per risollevare il Paese
Le finanziarie statali, utili per annientare i debiti, ma pochissimi sono disponibili a contribuire per il risanamento. Cosa succede in questi giorni, con proposte varie per eliminare spese gravose strutturali, ma altrettanti giri di valzer politicanti o categoriali per non contribuire assolutamente. E allora chi paga? Dicono sempre «pantalone» ma forse non è proprio così. Con alibi dalla parola magica odierna «tagli» si giustificano ogni ristrettezza (forse esagerata in realtà) negli enti pubblici e privati, in particolare la Sanità sui lavori programmati, in ritardo, in campo sociale si ricorre a manifestazioni di piazza con scioperi programmati, con richieste di risarcimenti in tutti i campi (difese del cittadino) ecc. Per ovviare ad ogni contenzioso pubblico e privato si ricorre alla parola tagli. Sarebbe auspicabile invece un clima politico finanziario e sociale rasserenato, con un clima pesante di contrapposizioni continue si danneggia l’intera nazione. La contingente crisi economica che incombe, di cui non è possibile configurare la fine, ma se tutti non sacrifichiamo qualche cosa, sull’altare dell’interesse generale al di là e al di fuori di ogni credo o interesse politico. In particolare bisognerebbe che la crisi economica sia superata con l’ausilio costante dei 27 dell’Europa e l’area del dollaro e delle economie più attive.
Remigio Vercellino
2 CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ
I calciatori troveranno

il modo di non pagare
Con gli ultimi aggiustamenti alla manovra anche i calciatori dovranno pagare il contributo di solidarietà (L’asticella a 300.000 Euro rappresenta un livello in grado di abbracciare molti dei nostri eroi della domenica). I calciatori sono furbi ed i loro procuratori ancora di più, ma il nostro paese, quando vuole, riesce nelle imprese più titaniche. Finta da una parte e palla dall’altra come neanche il miglior Bruno Conti sapeva fare. Si tornerà alla buffonata dello sciopero o pagheranno in silenzio? Conoscendo i miei polli i privilegi sono duri a morire(!) e non sarei così sicuro che la vicenda sia chiusa definitivamente con la partenza del campionato domenica prossima. Attenzione alle prossime mosse.
Gian Luca Fois