il dibattito

2 SAVIGNONE/1
Quei dipendenti pubblici

da venti miliardi all’anno
Caro Massimiliano, devo dire che sei veramente straordinario e farti i complimenti non solo per la capacità catalizzante di tante teste diverse ma anche per la sottigliezza provocatoria con cui riesci ad estrarre il meglio di tutti noi.
Puntualmente ci caschiamo e il naufragar c’è dolce nel dibattito.
La più divertente è proprio l’ultima secondo cui io vorrei licenziare metà dei dipendenti pubblici. Nientemeno! Magari a partire proprio da Alessandra, vecchia amica da 30 anni, o Enrica, più recente, di cui però ben conosco la passione e l’indefessa vocazione al sacrificio lavorativo. Bell’amico! Ma in Sicilia ci sono 352.153 dipendenti pubblici, uno ogni 14 abitanti, neonati inclusi, per una spesa di 20miliardi di euro l’anno. Non lo dice La Padania ma un articolo di feroce accusa del Quotidiano di Sicilia che trovi sul mio sito marcomarchionni.org. Ci sono un minimo di 300.000 dipendenti in eccesso nella Pubblica Amministrazione. Non lo dice questo lazzarone ma la fondazione PromoPA e l’associazione giovani dirigenti pubblici. Altri 20 miliardi. All’anno, non una tantum.
Bornacin, da vecchio An, mi parla di macelleria sociale nel pubblico come Vendola me ne parla nel privato. Ma i 13.000 forestali calabresi, il doppio del boscoso Canada, cosa che ci fa canzonare da mezzo mondo, sono stati assunti col placet proprio di An. Suggerisco poi un viaggio tra le pagine del libro di Mario Giordano sulla scuola o il servizio delle Iene aggredite da nullafacenti barellieri del 118 campano.
Non sono un pasdaran. Se qualcuno spiega, posso cambiare idea. Ma tutto ciò premesso dov’è la giustizia sociale nel mettere in cassa integrazione un operaio di Termini Imerese, poi in mobilità infine in strada, svenando di tasse lui e la sua impresa, che poi chiude, per mantenere la sua quota di statalità e non farlo con qualche usciere di Montecitorio a 146.000 euro medi di stipendio annuo, come ci riporta il Giornale?
O pensionare a 57 anni la mia amica insegnante di ginnastica, che da tre anni in piena salute sta sulla sdraio 4 mesi l’anno e ad oltre 60 la mia barista che fa 6 giorni di ferie?
Credo che alla fine, Alessandra ed Enrica, che non temono il lavoro, avrebbero uno stipendio migliore, lo Stato funzionerebbe meglio e non servirebbe la Gestapo.
2 SAVIGNONE/2
La politica sana e il dovere

di pensare al bene del Paese
Ho accettato volentieri l’invito del direttore Lussana all’incontro di Savignone di venerdì scorso perché ritengo che avere l’occasione di ascoltare i ragionamenti di tutti e confrontarsi apertamente valga il «rischio» di contestazioni e di ascoltare lamentele sul nostro modo di governare. Vorrei prima di tutto ringraziare coloro che erano presenti per l’accoglienza gentile che mi hanno riservato e per avermi fatto sentire comunque a mio agio anche nella «diversità» di vedute.
Serate come questa dovrebbero farci riflettere tutti, sia a destra che a sinistra. Uno dei sentimenti più diffusi che ho notato è stata l’amarezza con cui persone appassionate denunciavano la distanza siderale esistente tra di loro (e quindi i cittadini nel loro complesso) e i loro rappresentanti politici. Si tratta di un sentimento purtroppo diffuso, tanto a destra quanto a sinistra ed è uno dei mali più subdoli che possono esserci in democrazia, perché può avere delle conseguenze devastanti sulle istituzioni.
D’altra parte la colpa principale, non possiamo nascondercela, è della parte politica: ormai nella foga calcistica dello scontro (a tutti i livelli, mica solo in Parlamento) prevale la volontà della vittoria ad ogni costo, indipendentemente dall’interesse collettivo.
Mi permetto due esempi a livelli completamente differenti per rendere l’idea: le ultime intercettazioni a Berlusconi sulla Merkel e la questione della farmacia comunale di Santa Margherita Ligure. Nel primo caso, assai più rilevante per la nazione, alcuni giornali e l’opposizione non hanno esitato a cavalcare una intercettazione su di un commento reso dal Premier sulla Cancelliera tedesca nell’ambito di una conversazione con un conoscente, incuranti delle implicazioni economiche e diplomatiche, e quindi dei potenziali danni per l’Italia, che sarebbero potuti sorgere dal divulgare un commento reso in privato e non costituente per certo reato, il tutto al solo fine di indebolire ulteriormente la figura del Presidente del Consiglio per invocarne l’immediata caduta. Speriamo solo che in Germania siano più accorti di noi e che tutto si chiuda nel silenzio e senza danni...
Nel secondo caso, quello di Santa Margherita, le opposizioni, unite in una Santa Alleanza viaggiante incredibilmente dal PdL sino al Partito Comunista dei Lavoratori passando per UdC e Pd, hanno appoggiato un ricorso contro la privatizzazione della farmacia comunale che aveva consentito l’avvio di un progetto per la realizzazione di 18 appartamenti di edilizia pubblica riservati ai cittadini meno abbienti, festeggiando alla sentenza del Tar che dava loro ragione. In questo caso, fortunatamente, il Consiglio di Stato ha accolto le istanze del Comune definendo corretto l’operato di questi, cosicché il problema è rientrato e le famiglie bisognose potranno avere 18 appartamenti a disposizione in più.
Come si nota le due questioni hanno in comune il concetto del «tanto peggio, tanto meglio» volte solo alla caduta del Governo in carica. Cambia solo il numero dei soggetti danneggiati, in un caso praticamente tutti gli italiani, mentre nell’altro circa diecimila persone, ma rimane costante il disinteresse generale della politica per il bene dei cittadini, sacrificato al (superiore?) interesse di vittoria politica sul nemico.
Proprio l’etichetta di nemico in luogo di avversario che ormai in politica si attribuisce a chi appartiene ad una diversa coalizione è un male da sradicare.
Bisogna tornare a confrontarsi e bandire decisamente frasi troppo spesso udite quali: «non diamo buone idee al nemico che se no poi fa bella figura!».
In una politica sana e matura sarebbe dovere di ciascuno di noi dare buone idee al governante di turno per il bene comune di tutti i cittadini, incuranti del fatto che questo possa dare un vantaggio a tizio o caio.
D’altra parte, se si sa comunicare bene, il fornire soluzioni a vantaggio di tutti diviene automaticamente una promozione per chi l’idea l’ha elaborata!
Bisogna cambiare passo e cambiarlo subito: ne ha bisogno l’Italia e ne hanno bisogno gli italiani. La politica deve crescere e ritrovare il contatto con i cittadini, affinché possa tornare la fiducia in un futuro migliore per tutti, senza che persone appassionate come quelle presenti a Savignone, senza distinzione di colori, debbano più lamentarsi della nostra sordità e possano invece contribuire fattivamente per il bene comune.
Giovanni Battista Raggi
2 SAVIGNONE/3
Centrodestra senza idee

per un candidato sindaco
Caro dottor Lussana ho partecipato alla serata a Savignone e data la mia impreparazione a partecipare con idee valide, ho preferito ascoltare.
Sono rimasto veramente deluso da quanto ho sentito: nessuna idea su candidati e programmi eppure basta programmare, realisticamente tenendo conto delle possibilità economiche, di fare quanto agli occhi di tutti è necessario per rimettere in sesto Genova.
Possibile che anche i «vecchi» del centrodestra non siano in grado di capire che non hanno più seguito nella popolazione e non concordino di convergere su di un giovane che abbia voglia di farsi il mazzo andando ogni dove, ma fra la gente, per ascoltare e di conseguenza programmare. La candidatura di Musso porterebbe ad una sicura sconfitta, quella di un nuovo candidato potrebbe perlomeno dare qualche speranza e una buona visibilità per il futuro.
Spero che la prossima riunione porti qualcosa di più valido al di là di una pur piacevolissima riunione tra amici.
Cordiali saluti.
Eugenio Carlisi