il dibattito

2IL TEMPIO AL LAGACCIO
Ma quale pubblica utilità: la moschea

alletta soltanto gli islamici
L’assurda determinazione della giunta genovese di voler edificare ad ogni costo una moschea in opposizione con la volontà della maggioranza degli abitanti di Oregina/Lagaccio, mi fa sorgere alcuni interrogativi.
È ovvio che tale costruzione non può rappresentare un’opera di pubblica utilità perché alletta solo gli islamici che, com’è noto, ne proibiscono l’accesso ai credenti di altre religioni.
È quindi facilmente intuibile che tale manufatto può favorire solo l’impresa costruttrice che ne trarrebbe sicuri vantaggi economici. Infatti, il comitato cittadini centro est, del cui direttivo mi onoro di far parte, non avrebbe mai avversato la costruzione di un’opera come: ospedale, scuola, strada ecc. perché, in tal caso, sarebbe stato molto semplice comprendere ed invocare tale esigenza per fini collettivi.
Mi pare anche onesto rilevare che a Genova esistono numerose chiese non cattoliche quali: Valdesi, Israelitiche, Ortodosse, Sale dei Testimoni di Geova senza che queste siano mai state osteggiate «Quid iuvat o prodest?».
È completamente priva di fondamento la giustificazione dell’amministrazione circa avversioni di tipo politico, razzista, religioso o altre. Noi viviamo in un quartiere con strade strettissime, privo di aree verdi, senza spazi per bambini/anziani e con posteggi insufficienti. Conseguentemente aneliamo l’utilizzo dell’unico spazio esistente per indispensabili scopi ricreativi. In caso contrario saremo ghettizzati per sempre con quelle inevitabili ripercussioni sociali facilmente arguibili.
Costantino Corda
2IL DISCORSO DI BAGNASCO
Quel monito troppo severo

rivolto a comportamenti privati
Sono rimasta sconcertata e in un certo modo scandalizzata leggendo le severe parole di monito di un altissimo prelato, parole che chiaramente alludevano a determinati comportamenti di nostri politici.
Considerando che a casa propria ciascuno - purché non delinqua - può fare quello che vuole e che detti comportamenti - sono sempre stati nell’ordine dei naturali rapporti tra uomo e donna, non dimentichiamoci che il nostro grande Papa Benedetto decimosesto ha saputo dire cose molto pesanti su gravissimi rapporti contro natura di molti appartenenti al clero, stigmatizzandoli e chiedendo - in tutta umiltà - perdono ai bimbi violati.
Eminenze, la frase evangelica «Chi è senza peccato...» ve la siete dimenticata?
2LA DEMOCRAZIA DELL’OPPOSIZIONE
Chi minaccia il premier, dimentica che

per governare deve vincere le elezioni
Caro dottor Lussana non ha idea di quanto spiaccia sapere che questo «Popolo Sovrano» non possa decidere da chi farsi governare, senza l’imprimatur dell’opposizione. Una opposizione che si autoproclama «democratica» (tanto per dire, poiché non ne conosce il significato), composta da sopravvissuti ai vari naufragi elettorali; schegge di partiti politici esausti, utili solo a se stessi che, per inettitudine congenita, sono rimasti ancorati al sovietismo di fine guerra. Gli stessi che inneggiavano al tanto peggio, tanto meglio, in attesa che l’agognata Armata Rossa ci potesse ridurre in schiavitù. Povera Italia e povero Popolo Sovrano.
Sembra ci vogliano riportare al tragico periodo del triangolo della morte, quando la giustizia veniva esercitata dai rancori del singolo.
Siamo tornati agli avvertimenti, diffide, intimidazioni. Ultima in ordine di tempo, la minaccia rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri. «Vattene prima che ci scappi il morto». Minaccia profferta da un parlamentare che dovrebbe rappresentare tutta l’opposizione (ancorché democratica).
Cosa dire? La tragicità di tale avvertimento non permette di profferire parola ma attendiamo con ansia che il superpartes intervenga prontamente e con la sua innata saggezza redarguisca adeguatamente (con note di biasimo e non con il solito buffetto) il disattento onorevole che, occupato in molte altre faccende, si è permesso di minacciare il Presidente Berlusconi (eletto democraticamente dalla maggioranza degli italiani) ricordando all’opposizione (sempre democratica) che, per governare il Paese, è necessario vincere le elezioni e non infangare chi attualmente lo rappresenta. Perché il Paese siamo noi e l’attuale inetta opposizione ci ha infangati. Vergogna!
Buon lavoro a lei ed alla sua redazione. Ciao.
Enea Petretto
2VERSO LE COMUNALI 2012/1
L’entusiasmo a senso unico di don Gallo

per il candidato «indipendente»
Caro Lussana, don Andrea Gallo, sacerdote (non l’unico) innamorato della politica, stravede per Marco Doria, candidato «indipendente» a Sindaco di Genova, perché «è espressione di forze buone della nostra società». Subito, esclamo: «Bravo, don Andrea, il suo ragionamento non fa una piega!». Subito dopo, faccio una considerazione e, a me stesso, una domanda: «Vuoi vedere che se il dottor Matteo Rosso (lui si schermisce, ma in politica, mai dire mai...) dovesse candidarsi, il «nostro» sacerdote si entusiasmerebbe altrettanto?»
Poi continuo a leggere: «Apprezzo soprattutto il suo profondo e leale senso di appartenenza al centrosinistra» e scopro che il professor Doria è stato consigliere comunale del Partito comunista italiano. E concludo, sempre con me stesso: «Se è così, la partita con don Gallo è già bella che chiusa»...
Cordialmente.
Luigi Fassone - Camogli
2VERSO LE COMUNALI 2012/2
Il sindaco «bambino» che solo

Matteo Rosso può rappresentare
Carissimo dottor Rosso ho letto l’articolo sul Secolo XIX e mi unisco al coro delle 6.400 delle sue passate preferenze per optare oggi anche io per lei sindaco a Genova. Anche se so benissimo di non farle un regalo, ma sono anche certo che l’accetterà con quello spirito di civile servizio con cui ha da sempre affrontato l’impegno politico.
Non sarebbe un compito certamente facile, ma anzi molto oneroso, ma se bisogna cercare un sindaco di Genova «bambino» nel senso che ha dato all’espressione «bambino» l’amico Lussana giorni addietro sul giornale, penso che fra tutti lei possa essere il solo non solo per l’età, ma anche per essere come il grande Vittorio Pertusio. Creda ancora una volta in se stesso e cerchi di essere il nostro sindaco nel presente e in futuro.
Con viva cordialità e cari auguri
Giovan Cristoforo Becker
2DEGRADO A BRIGNOLE
Il chiosco di sudamericani?

Una vergogna per i cittadini
Desidero chiedere se il Chiosco (o meglio tendone), gestito a quanto pare da sudamericani o comunque extracomunitari, che vende alimenti in viale Caviglia (davanti a Brignole) è regolare dal punto di vista commerciale sanitario e tutto il resto che normalmente viene chiesto ad esercizi così.
Da parte mia come di molti altri cittadini è una cosa vergognosa che venga permesso tutto ciò...
In attesa di una cortese risposta porgo cordiali saluti
Mario Duma
2LA POESIA/1
La bellezza di Genova che si mostra

in primo piano dai colli al mare
Genova: / bella signora / austera, / lato b / in bella evidenza / tacco 12 / stiletto / d’ordinanza. / Dai Colli / al mare / l’immane / bellezza / di noi / liguri, / in primo piano. / Si vinca / la sfida e sarà / un’altra / estate ok!!!
Mario Sciacca
2LA POESIA/2
Il suono del vento, le libellule

e il respiro d’aria calda
Suona / leggero il vento / su una banderuola. / Banderuole di latta, / vessilli di pezza / e dolce musica di piano. Canta / canta forte il vento / sull’albero. / Simposio di libellule / sopra / i nostri sorrisi. / Il mio regno / è vicino al mare / e il mio destino / è respirare / aria calda.
MaSc