il dibattito

2 POLITICI ANESTETIZZATI
Il centrodestra s’indigni

e si schieri a favore dell’Italia
Caro Massimiliano, ormai non bastano più neppure gli analgesici per fronteggiare la situazione surreale, che è venuta creandosi in questi giorni di proteste, a mio avviso, più che legittime nonostante i costi per la collettività. Dico surreale in quanto abbiamo perso di vista i parametri che regolano la vita pubblica: il governo non si confronta più neppure con il Parlamento, decide e agisce come gli pare, i partiti della sinistra additano con sdegno i lavoratori che protestano perché ormai sono alla fame, i sindacati non appoggiano più chi sciopera e anzi pendono dalle labbra dei banchieri ed il centrodestra dopo vent’anni di impegni e fatica per entrare in Europa e rimanerci, nonostante i continui assalti da parte della magistratura ad orologeria e oggi scippato della leadership, consacrata dalla maggioranza degli italiani, per volere della signora Merkel e del presidente Napolitano, che cosa fa? Butta lì qualche lieve critica ai manifestanti e abbozza qualche timida previsione di elezioni anticipate.
Ma sono cose da pazzi, siamo proprio in mano di nessuno! Possibile che nessuno riesca più ad indignarsi ascoltando questi snob con la puzza sotto il naso, che non si sono mai sporcati le mani lavorando, sempre avvolti nei loro bei cappottini di cachemire, mentre sbandierano le loro ricette salva Italia e, nella loro inadeguatezza a guidare un paese, quando sono in difficoltà riescono soltanto ad invocare l’intervento della legge? Quegli stessi rappresentanti della legge che sono stati bastonati, umiliati e sommariamente processati quando si sono trovati a fronteggiare i black bloc armati con ogni sorta di attrezzo, quando sono riusciti a portare a casa la pelle, nonostante il lancio di un estintore. Oggi vengono adoperati per placare le grida di disperazione dei pescatori, padri di famiglia che trascorrono le loro notti in mezzo al mare al freddo e che oggi non hanno più un euro per mettere il gasolio alle loro barche.
Sono questi i nemici dell’Italia dai quali le forze di polizia ci devono salvare? La ministra avverte che, nei prossimi giorni, verranno potenziati gli interventi contro le proteste dei lavoratori (una volta esisteva il diritto allo sciopero, oggi sembra di essere in Cina) e intanto una donna in bicicletta viene scippata in pieno centro a Milano e lotta tra la vita e la morte. È così che si governa una nazione? E il centrodestra che fa? Pensa ai congressi e al tesseramento? Ma ce l’hanno un po’ di amor proprio? Alla tv e sui giornali si leggono a caratteri cubitali i successi della lotta all’evasione, ebbene di chi è il merito?
Di quelli che a Natale hanno mandato i finanzieri a fare lo spot a Cortina o del governo Berlusconi, che ha investito anni in questo progetto arrivando infine ad un risultato? E allora, perché non s’indignano i parlamentari del centrodestra, perché non si distinguono dai voltagabbana della sinistra e si schierano apertamente, con coraggio a favore di quell’Italia di lavoratori, che sono ormai allo stremo delle forze? Che cosa aspettano, che ci scappi ancora qualche morto?

2 VERSO LE AMMINISTRATIVE 2012
Il diritto della base di sapere strategia e alleanze del Pdl
Caro Lussana, concordo con la sua analisi ed aggiungo che oltre al fattore tempo c’è anche un problema di strategia per le prossime elezioni comunali di Genova in quanto se i responsabili marketing e produzione di un’azienda del settore moda non avessero già organizzato la linea dei prodotti per la stagione invernale 2012-2013, forse farebbero meglio a cambiare azienda per tempo prima che il datore di lavoro gli chieda i «danni indiretti e consequenziali» analogamente a quanto avverrà per la ritardata consegna della nave da crociera in via di completamento a Sestri Ponente.
Per quanto riguarda il Pdl credo che gli iscritti e gli elettori abbiano diritto a sapere, a tre mesi dalla chiusura delle liste, qual è la strategia a livello di alleanze, di scelta dei candidati per cercare di ottenere un buon risultato pur in una situazione locale (ed ora anche nazionale) difficile e dove più passa il tempo, più c’è il rischio di veder aumentare l’astensionismo; meglio una decisione oggi, magari presentando una lista da soli, che una non decisione per un altro mese per arrivare con il fiatone il giorno prima della chiusura delle liste. Possibile che i responsabili organizzativi non sentano il «polso» della base elettorale che già teme un flop ben peggiore di quello del 2007 a cominciare dai Municipi? Qui non basta partire dal tetto con la scelta del candidato sindaco se prima non si parte dal basamento e cioè con un’idea di come strutturare la lista se da soli o se in coalizione.
Mario Lauro
2 PARAGONI STORICI
Quella corsa al tesseramento

che ricorda il defunto Pci
Caro Massimiliano, benissimo il tuo fondo del 26, pacchetti di tessere alla carlona o di soppiatto portati da questo o da quello per non essere da meno dei defunti Pci, Dc, Psi, nessuno sforzo di cambiamento, per la verità nemmeno dall’ineffabile Berlusconi, il quale si è limitato a dire «partito leggero» senza spiegare la traduzione di quell’aggettivo, bastava che aggiungesse che il partito politico non è un contesto per promuovere le carriere personali, ma dev’essere sostanziato da personalità lodevoli sul piano etico e umano, che interpretano la politica solo come servizio per una collettività e dunque niente burocrazia farraginosa, niente moltiplicazione di consessi o incontri inter nos, ma presenza costante nella società.
Nicla Ghironi
2 TURSI, FORSE UNA BATTAGLIA GIÀ PERSA
I nostri peggior nemici?

Quelli che credevamo amici
Caro Lussana, dopo il suo articolo sul Pdl a Genova credo che dovrebbe scriverne un altro intitolato «abbiamo già perso».
Quanti anni sono che predichiamo a quelli del Pdl di scegliere un candidato e sostenerlo fino in fondo?
Di non ridursi all’ultimo momento a fare il giro delle tre chiese promettendo il Terzo valico?
Invece sono lì a fare i soliti giochini delle tre carte con le tessere, non gliene frega assolutamente nulla di Genova, pensano solo alle faide interne e alle manovre di potere del dopo-Berlusconi avendo Monti e i suoi vampiri, tutto sommato la Vincenzi sarà un male secondario o un semplice effetto collaterale; peggio di così sarà difficile.
Un detto inglese dice: «Con amici così non c’è bisogno di nemici» (With friends like that who needs enemies).
Ecco, i nostri peggiori nemici sono proprio quelli che credevamo amici.
Abbandoniamo la nave, senza rimpianti.
Marina Mascetti