il dibattito

2CONDANNA EQUANIME
Vandalo chi sfregia la targa a Giuliani,

e chi imbratta i muri di corso Gastaldi
Egregio Direttore Massimiliano Lussana, nella giornata del 18 luglio, ben tre quotidiani locali hanno evidenziato, mediante la pubblicazione di un articolo lo «sfregio» che ha subito la targa installata in Piazza Alimonda in ricordo di Carlo Giuliani. È pacifico che un atto vandalico, nella specie l'uso di vernice, è sempre uno sfregio e deve essere denunciato e condannato sia se viene perpetrato sulla targa di Carlo Giuliani sia se è l'intero Corso Aldo Gastaldi ad essere imbrattato.
Capisco che essere vicini all'anniversario della morte del ragazzo faccia notizia ma credo che lo stesso diritto di cronaca lo meritino anche i marmi che «vestono» Corso Aldo Gastaldi.
A onor del vero Corso Aldo Gastaldi ha, in passato, ottenuto un interessamento pro-pulizia grazie ai famosi tagliandini che si è «inventato» come strumento di «pressione» su Tursi che alla fine si è mosso ed ha provveduto alla cancellazione delle scritte sui muri dei caseggiati.
Credo che i tempi siano nuovamente maturi per ripetere l'iniziativa e ridare ai cittadini voce e modo per denunciare le deturpazioni che quotidianamente sono costretti a subire al pari della targa in Piazza Alimonda.
Vincenzo Falcone
2 LA LIBERTÀ DELLA VERITÀ
Non dobbiamo dimenticare

i tanti facinorosi dei giorni del G8
In questi giorni che ci ricordano con profondo dolore ed amarezza quanto successo a Genova nel 2001 in occasione del G8, non possiamo dimenticare quello che i nostri occhi hanno visto e che tutti hanno vissuto con paura ed impotenza di fronte a tutta la violenza ingiustificata e distruttiva che ha provocato un morto, molti feriti e assurde devastazioni. Vogliamo essere partecipi di questa memoria ma nel contempo ci dissociamo dal pensiero «politicamente corretto» in voga e riteniamo doveroso sottolineare che in quella circostanza sono accaduti fatti ed avvenimenti gravissimi provocati ed organizzati da frange di facinorosi che sono poi sfociati in gravi ed ingiustificate reazioni della P.S. Ma mentre il corpo di Polizia è stato riconosciuto colpevole e duramente punito, abbiamo assistito alla vigliacca fuga di altri soggetti ben più colpevoli e condannati dalla giustizia. Nel pieno rispetto delle sentenze pronunciate dalla Magistratura, fare memoria e ricordare vuol dire operare per la libertà, la verità e la giustizia ed anche impegnarsi istituzionalmente affinché questi fatti non accadano più. Occorre vigilare e denunciare qualsiasi tentativo di cavalcare e strumentalizzare violenze, sangue e vite umane.


Consiglieri comunali Pdl
2CONTRO L'APOLOGIA DEI NO GLOBAL
Piena solidarietà a poliziotti e Coisp

per l'iniziativa «rimorchio itinerante»
Esprimiamo la nostra solidarietà e apprezzamento al Coisp per l'iniziativa del «rimorchio itinerante» in occasione delle celebrazioni del G8 2001. Riteniamo giusto che i mandanti e gli esecutori dei disordini, dei saccheggi messi in atto preordinatamente ricordino che per colpa loro tutti i cittadini genovesi sono stati costretti a subire violenze fisiche e psicologiche inaudite. Condanniamo la rappresaglia compiuta dai no global contro la targa intitolata alla piazza Alimonda, la presenza del Sindaco Doria alla manifestazione che ha dimostrato di essere UOMO DI PARTE e lo invitiamo a rimuovere la targa abusiva e illegale in memoria di Giuliani voluta da un patteggiamento tra l'ex sindaco, i no global con in prima fila don Gallo e la famiglia Giuliani.
dr. Mario Troviso
Coordinatore provinciale Forza Nuova Genova
2LE PAROLE «A SENSO UNICO» DEL SINDACO
Giusto deplorare la violenza,

ma anche chi l'ha usata per primo
Caro Dott. Lussana, il sindaco Doria ha fatto benissimo, per motivi «personali» e di solidarietà coi genitori di Carlo Giuliani, a partecipare alla celebrazione per l'anniversario della sua morte, anche se il povero giovane, purtroppo, se l'è voluta. Ha fatto anche bene a dire «basta con la violenza in ogni sua forma». A cominciare da quelli che la violenza l'hanno usata per primi, pròdroma di altre violenze, condannate o perdonate, ma soprattutto di una morte. Poteva mancare il contributo di Don Gallo? Il tuttora sacerdote se n'è uscito così: «Vedo morire la democrazia». Non capisco perché l'84enne presule insista a stare a Genova. Venga in pensione qui, a Camogli, nell'antico convento olivetano di San Prospero potrebbe trascorrere quel che gli resta da vivere, che gli auguro lungo e soprattutto sereno, siamo o no nel Golfo «Paradiso»? Sono certo che si pentirebbe per tutte le espressioni «sciolte» che è uso urlare a vanvera da decenni...
Luigi Fassone - Camogli