il dibattito

2ISPIRAZIONI MUSICALI

Il «Nabucco» di Verdi

e l'attacco alle Torri Gemelle

In materia di studio della storia antica da noi in Italia si è soliti dare maggiore importanza a quella che riguarda il periodo di Roma dalle sue origini in poi. È naturale che altri paesi privilegino lo studio delle loro vicende passate e la conoscenza di coloro che ne sono stati protagonisti.
Si vuole portare come esempio quello di luoghi di antichissima civiltà, anche ben anteriore alla fondazione di Roma, come lo sono state le regioni attraversate dai grandi fiumi il Tigri e l'Eufrate. È da presumersi che in quei paesi si valorizzi la storia dei popoli che vi sono stati presenti portandovi gloria e prosperità. Popoli come sono stati gli Assiri, i Medi, i Babilonesi, i Caldei e i Persiani. Di satrapi e monarchi ce ne sono stati alla guida in varie epoche, anche presso di noi europei se ne è tramandato il ricordo. Pensiamo a Dario, a Serse e Sardanapalo e ai due Nabucodonosor, l'ultimo dei quali è passato alla storia per la distruzione di Gerusalemme e la deportazione degli ebrei dalla Palestina.
Come è a tutti noto, la figura del re Nabucodonosor ha ispirato Giuseppe Verdi, il grande musicista di Parma, per la composizione di una sua opera lirica dal titolo «Il Nabucco» di cui resta memorabile il famoso coro. Questo inizia con la frase: «Va pensiero sull'aure dorate» e prosegue più avanti con la strofa: «Del Giordano le riva saluta, di Sionne le torri atterrate». Ahi, ahi! a questo punto non si può non essere assaliti da un tremendo dubbio che così può essere espresso: «col nostro cantare questo coro (che è per noi quasi un inno nazionale) poiché vi si parla di torri atterrate, per giunta di Sion, cioè ebraiche, non saremmo per caso stati noi, pur inconsapevolmente, a mettere la classica pulce nell'orecchio a quei terroristi islamici autori dello scellerato, attacco alle Torri Gemelle in quell'11 Settembre a New York?».
Con l'aria che tira di questi tempi nel Medio Oriente, fra le varie iniziative di pacificazione alle quali in campo internazionale lodevolmente si dà vita, non crediamo che, nel nostro piccolo, un modesto contributo aggiuntivo, potremmo darlo con la cacellazione di quella frase nel coro del Nabucco, sostituendola con un'altra meno tragica? Questo sarebbe da farsi anche nel presupposto che non si individuino nel frattempo altre torri da buttare giù da qualche altra parte.
P.S. La cosa non sarebbe per nulla da sottovalutare anche in considerazione del fatto che per isterismo iconoclasta, il fondamentalismo islamico porta ad abbattere anche i propri monumenti oltre agli altrui: lo si è visto a Timbuctu e anche a Tripoli, per non dire in Afghanistan con le grandi statue di Buddha. Altro che moschea! Per favore!
Luigi Mori
2LETTERA A GIAMPEDRONE (PDL)

È più semplice parlar

di salamelle che del partito
Gentilissimo dottor Raul Giampedrone (coordinatore provinciale Pdl La Spezia, ndr), capisco che è più semplice parlare di feste e di salamelle, come leggo nel suo intervento del 26 agosto, dove la disputa è sul filo di chi organizza la festa più bella, ma le sembra serio che in un momento di gravità inaudita per la nostra vita sia sociale che di partito, questo sia l'argomento principe?
Noto che le sconfitte ricevute dal Pdl nel nostro territorio durante la sua gestione, non le hanno insegnato nulla, e che se il nostro partito continua a perdere qualche domanda più seria io me la porrei. Un territorio in cui la sinistra governa da sessantanni, in cui scandali come i veleni di Pitelli, la collina devastata di Lerici, e mi fermo qui per amore di patria, non hanno saputo costruire un gruppo dirigente all'altezza del compito tale da mandarli a casa, una domanda andrebbe posta. Chi ha deciso le liste, gli apparentamenti e le strategie?
In particolare le faccio alcune domande sul territorio di Lerici in cui la sua responsabilità a me è molto nota e le chiedo: da dopo la sonora sconfitta a Lerici come mai non ha riunito il coordinamento comunale per analizzare il voto?
Chi ha voluto l'accordo con il dottor Sammartano (peraltro che io stimo), bruciando negli ultimi 60 giorni il nostro candidato l'avvocato Paoletti, costringendolo ad una retromarcia mortificante?
Quante manifestazioni del Pdl di appoggio ai nostri candidati lei ha promosso? Mi fermo qui con le domande!!!!
Nell'incontro a Pozzuolo prima delle elezioni, a cosa era dovuto il suo silenzio di fronte ad una aperta campagna di distinguo da Berlusconi?
Durante il congresso provinciale, vista la sua giovane età, ed avendo vissuto prima di tanti, molte esperienze negative in questo partito a cui voglio bene, io la invitai ad essere coraggioso e indipendente da tutto quel sistema locale che inesorabilmente ti chiede di essere pro o contro non sulle idee, bensì sugli schieramenti interni.
Lasci perdere di schierarsi difendendo questo o quel leader, difendi la volontà di noi iscritti trasparenti e finiti nel nulla dopo l'iscrizione a PdL.

2PULIZIA NEL CENTRODESTRA

Senatori e deputati liguri:

nessuno di voi è candidabile!
La devastante sconfitta elettorale alla recente tornata amministrativa unitamente alla difficile estate che gli eventi, luttuosi prima e felici poi, della mia famiglia mi hanno riservato, sono state le principali ragioni che mi hanno persuaso a rimanere alla finestra per oltre quattro mesi. Pazientemente per lungo tempo ho seguito lo sterile cicaleccio estivo intorno al PdL che verrà, ho atteso parole di chiarezza e responsabilità pazientemente. Per un po' di tempo (non troppo ad essere sinceri) mi sono illuso che l'entità della sconfitta suggerisse a chi di dovere prese di posizione forti e coraggiose. Pazientemente. Ora, però, basta, la pazienza è terminata: comincia la campagna elettorale, come il sondaggio lanciato da queste colonne dimostra inequivocabilmente.
Dopo tre mesi di silenzio si erge anche la voce dei vertici cittadini del partito e dei big che invitano tutti all'unità e ad abbassare i toni, dopo che altri si sono scannati tutta l'estate dibattendo sul nulla. Si continua invece pervicacemente ad eludere il problema dei problemi, che non è l'agenda delle cose da farsi, le primarie delle idee, il programma, lo «spirito» di Varazze, l'essenza del PdL: tutte cose di cui non gliene frega niente a nessuno, ma gli uomini!
Le amministrative di maggio hanno sancito il fallimento, totale, di un'intera classe dirigente e politica che deve farsi da parte, tutta, integralmente, senza sconti e senza eccezioni. L'invito fatto da Gianni Plinio all'indomani della sconfitta, quello cioè che tutti facessero un passo indietro, ovviamente è caduto nel vuoto. E nel PdL di vuoto ce n'è da vendere! Tutti zitti per un po', profilo basso, qualche timida ammissione e nulla più per poi ricominciare alle porte dell'autunno come se nulla fosse accaduto. Roba da matti!
Ringrazio di cuore gli amici che inviano tagliandi indicando il mio nome, ma quelli che spedirò io suggeriranno l'unica dicitura ammissibile: «nessuno degli attuali»! Nessuno degli attuali senatori e deputati liguri deve essere ricandidato. Nessuno! Nessuno lo merita e tutti devono assumersi la responsabilità di una batosta elettorale che non ha eguali nella storia della città! Facce nuove, aria nuova, svecchiamento, pulizia: di questo ha bisogno il PdL ligure: le idee in astratto non esistono, esistono uomini che portano avanti delle idee, che incarnano delle idee, che vanno sui manifesti elettorali, che parlano in televisione. Le nostre idee sono le stesse - tradite - del 1994, quelle che oggi rilanciano Oscar Giannino, Vittorio Sgarbi e, almeno in parte, Enrico Musso e Alfredo Biondi: la «rivoluzione liberale» rimasta lettera morta, impelagata negli oscuri e spendaccioni meandri di Montecitorio e Palazzo Madama! Dei nostri politici di oggi la gente non ne può più. Mi pare che lo abbia dimostrato.
Io personalmente ho perso tra il 2007 e il 2012 il 20% delle mie preferenze, il PdL rispetto alla somma dei voti di Forza Italia e AN ne ha perso il 70%. È colpa mia?
Faranno quello che vorranno (come al solito): compreranno copie de il Giornale, andranno ad elemosinare posti blindati a Roma o ad Arcore, convinceranno i loro lacché a dargli ancora fiducia in cambio del nulla, faranno leva sui «poteri forti» con i quali ormai vanno a braccetto da tempo, ma non avranno il mio voto. Non voterò PdL se anche uno solo degli attuali parlamentari verrà ricandidato.
Parola d'ordine, pulizia!
Remo Viazzi