Il dibattito in redazione

2SEGNALE IMPORTANTE
Il governo si è schierato

a favore della vita
Caro Massimiliano, il segnale che il Governo ha dato sul caso Eluana è un qualcosa di nuovo per la politica italiana. Per una volta si è messo da parte il «politicamente corretto» e si è andati al centro del problema. Possiamo dire che si è fatta una scelta e si è abbandonato il sistema delle «non scelte». Una scelta che è un «no» ad un vero e proprio omicidio. Molti enfatizzano lo «scontro istituzionale» senza capire che qui non si sta parlando di sbarramenti elettorali o di strategie economico sociali ma si sta parlando dell’attuazione di una sentenza di condanna a morire di fame e di sete. Una sentenza che se fosse passata nell’ignavia generale avrebbe avuto effetti concatenanti a livello siderale. Per capire questo basta pensare a quante Eluana ci sono nel nostro mondo e a quanti anziani malati abbiamo nelle nostre famiglie. Il centro del problema ruota intorno alla scelta di schierarsi o no a favore della vita. Una Vita che ha lo stesso valore sia in un malato, sia in uno scienziato che in un disabile o in un malato mentale. Se si mette in discussione questo principio, aspettiamoci tanti provvedimenti con cui i «sani» interpreteranno le volontà di chi è più debole e indifeso.
Capogruppo Lista Biasotti
Municipio 1 Centro Est
2QUESTIONE DI PAROLE
Eluana non è morta

Eluana è stata uccisa
Ebbene sì! Quando leggo quotidiani che a caratteri grandi come scatole da scarpe titolano «Eluana è deceduta» mi sento preso per i fondelli.
Quella povera, sfortunata figliola è stata uccisa e la sua morte programmata in ogni minimo particolare. È agghiacciante pensare che certi costituzionalisti domenicali sbandierando ciò che forse non hanno mai letto o compreso, si siano opposti al salvataggio della povera ragazza. Eluana non poteva difendersi o manifestare dissenso a quanto l’intellighenzia nostrana proponeva. Si dirà che per vivere in quelle condizioni, forse è meglio sia finita così. Ma se la soluzione doveva essere questa, perché hanno atteso tanti anni?
E perché farla morire di fame e di sete dopo 17 anni di sofferenza? Si dirà «l’eutanasia in Italia non è prevista. Le leggi italiane non la contemplano».
Di leggi (necessiterebbe di elle maiuscola. Vero?) me ne intendo poco e di costituzioni intoccabili ancora meno, però mi è sembrato assurdo contrastare tanto vilmente Berlusconi (molti Paesi ce lo invidiano) che tentava di salvare da orribile morte la povera Eluana.
Ancora più assurdo e triste è il silenzio che le stessi menti superiori chiedono dopo aver impedito di salvare quella povera sfortunata creatura. D’altra parte, cosa si può pretendere dalla politica politicante. Avete letto la risposta che il dottor Granzotto da ad un lettore (il Giornale di martedì 10 febbraio 2009) che gli chiede: «...ma se l’europarlamento non conta niente, perché tanto interesse?..» ed il buon Granzotto elencando i troppi privilegi dei nostri europarlamentari, elenca anche le eurofurbate che alcuni integerrimi rappresentanti (ma non dovrebbero essere tutti al servizio del cittadino elettore?), mettono a segno nel fine settimana (leggere per credere).
Stando così le cose ed avendo tra i piedi politici di questa fatta, quale morale si può trarre dalla triste vicenda Eluana?
Enea Petretto
2STRUMENTALIZZAZIONI
Il signor Englaro è finito

nelle mani della sinistra
Quando il signor Englaro si renderà conto di come sia stato, e fino a che punto, strumentalizzato dalla sinistra, capitanata dai radicali, forse sceglierà di sottoporsi alla stessa agonia della sua figliola, smettere di bere e di mangiare.
Cordiali saluti.
Armanda Costantini
2TESTAMENTO BIOLOGICO
Fu azzardato ricostruire

la volontà della ragazza
Egregio dottor Lussana sul doloroso caso Englaro è in pieno svolgimento l’indegna sagra dell’ipocrisia e della codardia. Il Tribunale di Milano condanna praticamente a morte, malgrado la pena capitale non sia prevista dalle nostre Leggi, una giovane donna rea di essere caduta in coma profondo irreversibile a causa di un tragico incidente automobilistico. Poiché la Legge italiana non prevede tale condanna, i magistrati milanesi, a richiesta del padre della vittima, si sono «limitati» ad autorizzare il distacco del sondino che permette di alimentare e tenere in vita la giovane Eluana. Si sono convinti della volontà «eutanasica» della povera Eluana sulla base delle testimonianze di alcuni amici che circa vent’anni fa l’avrebbero sentita manifestare, con incredibile preveggenza, questo desiderio. Posto che ciò risponda a verità, quanti sono i giovani che a vent’anni, pieni di voglia di vivere ed in buona salute, di fronte ad un caso di coma irreversibile non avrebbero affermato «Meglio morire!» (magari facendo nascostamente i debiti scongiuri)? Dedurne una specie di testamento biologico, mi sembra azzardato!
Olimpio Parodi
2CORSI E RICORSI
La stessa «condanna»

che fu del conte Ugolino
Caro Direttore se ho ben capito è la prima volta dal dopoguerra che un tribunale italiano commina la pena di morte ad una persona, per di più innocente. E la condanna è la stessa a suo tempo comminata dai pisani al conte Ugolino della Gherardesca: morire di fame e di sete, lentamente. Forse Napolitano sbaglia. D'altra parte, che dire di una persona che per quasi tutta la sua vita ha creduto in una ideologia sbagliata, dannosa e sempre ripudiata da tutto il mondo libero di scegliere da chi e come farsi governare?
R. Alibeni
2POLEMICHE POLITICHE
Gasparri ha ragione

sul peso di quelle firme
Caro Direttore, Eluana è stata uccisa per disidratazione. Ho letto che l’hanno trovata in posizione fetale, con gli occhi già incavati e le labbra arse. Ma se il capogruppo alla Camera Gasparri si azzarda a dire che peseranno, in questa vicenda, le firme messe e non messe, apriti cielo!
Il presidente della Camera Fini lo zittisce, definendolo irresponsabile. In realtà, Gasparri ha perfettamente ragione e quelle firme prima o poi peseranno eccome! Magari di fronte ad un Giudizio superiore al quale nessuno potrà sottrarsi alla fine della vita. Il caso ha lacerato le coscienze, ha tenuto banco per settimane, si è concluso con l’applicazione di un protocollo di morte che ha imposto la fine fisica di un essere umano per fame e sete e pretendono pure che non se ne parli più? In quanto al conflitto tra istituzioni, mi sembra che il Giornale abbia dato voce a fior di costituzionalisti che hanno sostenuto con cognizione di causa l’iniziativa del premier Berlusconi, spiegando anche i motivi per i quali il presidente Napolitano poteva firmare tranquillamente il decreto del governo, lasciando Eluana in vita.
Non facendolo, ha avuto il plauso di laicisti e girotondi ma temo abbia incrinato in modo irrimediabile il buon rapporto fin qui creato con gran parte degli italiani. Inoltre, non capisco l’atteggiamento dell’onorevole Fini, sempre più laicista e misterioso da qualche anno a questa parte, e in aperto contrasto con la base del suo partito. Credo che la vicenda avrà più strascichi di quel che si pensa.
Cara Eluana, per essere stata considerata un «vegetale» hai scatenato un bel terremoto, paradossalmente salutare in una tragedia come questa, una preghiera per te e riposa in pace, in un Mondo infinitamente migliore di questo.
Edoardo Musicò