il dibattito in redazione

2LA STORIA
Il mio portafoglio

perduto e ritrovato
Caro Massimiliano, vorrei raccontare una mia vicenda personale accaduta nel pomeriggio del primo dicembre. Non mi dilungherò in quanto si tratta sicuramente di déja vu, di situazioni che purtroppo possono accadere nella realtà quotidiana, soprattutto da chi vive la città attraverso i mezzi di trasporto pubblici.
Nell'arco di tre ore sono accadute repentinamente due fatti essenziali: mi è stato rubato il portafoglio su un autobus e mi è stato ritrovato successivamente.
Da una parte mi fa piacere segnalare a chi desidera leggere le mie parole che per una buona volta le famigerate linee n. 18 o 20 non sono coinvolte come invece spesso succede in questi casi, ma la causa scatenante è stata la linea n. 35 con direzione zona Principe - piazza Acquaverde.
Mi sono accorta dell'accaduto dopo circa una decina di minuti dopo lo scippo, in tempo per fare le dovute abituali operazioni del caso, ovviamente immersa nell'ansia che ti scuote assai. Telefonate, carabinieri, è stato uno dei pochi casi in cui ero orgogliosa di essere proprietaria di due telefoni cellulari per esigenze personali e soprattutto di averli carichi e coperti abbondantemente in quanto solo che un numero verde ti prosciuga parecchio credito. Adempiuto ai miei doveri sempre nell'agitazione torno a casa dove la nonna aveva già cercato di informare adeguatamente e nei limiti del possibile il mio piccolo bambino che la mamma sarebbe ritornata più tardi rispetto al solito per un grosso inconveniente, mi vede, mi abbraccia, rimane mogio e guardingo per un po’ di tempo come in segno di aver perfettamente capito, quindi rincuorandomi. Dopo poco squilla uno dei due cellulari, dall'altra parte la voce di un uomo, un proprietario di un bar del centro città, mi informa di aver appena trovato il mio portafoglio contenente, dalle sue spiegazioni, ogni ben di dio che per me significa la vita e mezza casa... tranne i pochi contanti per fortuna mia e per sfortuna del malcapitato, monetine incluse. Fatto mente locale, scaricata la tensione, la mattina successiva vado a ritirarlo, il barista mi offre persino il caffè, mi dirigo verso la mia banca per ultimare le pratiche e riesco ad entrare nel mio ufficio in tempo record.
Ebbene, mi si dirà, come mai questo racconto dettagliato, dove vuole arrivare, qual è il significato vero? Lo specifico subito, in quanto questa vicenda, oltre che ad essere un insegnamento di vita e di comportamento futuro, mi ha colpita nel cuore non tanto per la perdita del portafoglio, poi ritrovato, quanto appunto prima di tutto per la fortuna sfacciata, il caso, il destino che a volte non è poi così cinico e baro, ma soprattutto per aver scoperto in una situazione alquanto negativa esistere un risvolto positivo. Innanzitutto, è stato un incidente che non ha leso la mia salute né quella di altri e questa è la cosa più importante. Inoltre, ho riscontrato prima la preparazione, la gentilezza, la prontezza di chi lavora e che nell'eventualità di un imprevisto è pronta a darti una mano, e «last but not least» l'onestà, l'integrità, la bontà delle persone, per lo meno di alcune persone, e non è poco, e non è un caso, e non è retorica. I sentimenti devono essere considerati prima di tutto e sopra ogni cosa.
Con gratitudine ringrazio il Signore anche per avermi fatto scoprire questi aspetti umani degni di nota e di ricordo. Ringraziando per l'attenzione, porgo i miei più affettuosi saluti.
Roberta Bartolini
2LE PROTESTE
In piazza comunque

senza sapere perché
Caro Lussana, anche a Genova, quando si tratta di fare un po’ d'«ammuina», non ci facciamo mancare niente.
Giorni fa la manifestazione di protesta di studenti e lavoratori dalla delegazione di Sestri Ponente a Genova. Strada facendo, a Cornigliano, si è tenuto un incontro con i delegati di Fiom e Cgil (e te pareva...). L'«ammuina» (che qui da noi si esprime col nome di un noto politico che, dopo intensi ripensamenti, ha deciso di sfiduciare il Premier) si è conclusa alla Lanterna, simbolo di Genova, dove gli studenti hanno affisso due striscioni. Insomma, se oggi manifesti per qualcosa (molte volte non sai perché lo fai, come quegli anziani, in una celebre vignetta di Matt sul «Telegraph», che esibivano divertenti tazebao «Perché siamo qui?») ma non ti arrampichi su qualche struttura, la più alta disponibile, vedi il Bersani-cum-sigarum e il Di Pietro-affaticatuccio, issati con le corde sui tetti romani, non sei proprio «nisciuno»,come ebbe a dire il buon Pappagone!
Cordiali saluti.
Luigi Fassone -
2ROM A BRIGNOLE
L’accampamento rimosso fino a quando?
È stato rimosso l'accampamento dai giardini Brignole: luogo tristemente ormai noto come abituale zona di sosta per rom, zingari, romeni, nomadi e sbandati d'ogni genere.
Forse il mercatino natalizio della zona ha incentivato un intervento di sgombero. O qualcuno si è finalmente accorto che quei giardini ormai erano una sosta fissa per illegali?? (Penso di più alla prima ipotesi!) Vedremo quanto durerà...
Claudio Leonardi -
2RIFORMA GELMINI
Ottenuti risultati

molto importanti
È già stato raggiunto un importante risultato in Parlamento, ora aspettiamo il verdetto del Senato: resto fiducioso sul il prossimo passaggio al Senato. Sulla manifestazione svolta dagli studenti che hanno appeso striscioni sulla Lanterna ribadisco che ogni persona ha il diritto di far valere le proprie opinioni, ma senza violenza. Gli studenti e i lavoratori dovrebbero riflettere sulla riforma e sulle loro azioni, cercando pacificamente un punto di incontro con gli organi del settore. Escrementi, scontri e striscioni sul simbolo della nostra città non sono un buon mezzo per chiedere delucidazioni.
parlamentare Pdl
2CONSIDERAZIONI
Le coop rosse

e i subappalti
Scrivo con riferimento all'articolo apparso su un quotidiano in cui il dottor Frega (Vicepresidente di Legacoop Liguria) parla di cooperative illegali. Mi domando come possa accusare altri di fare contratti illegali quando ci sono cooperative rosse che gestiscono gli appalti della Regione Liguria e della Provincia di Genova in condizioni di palese subappalto. Mia figlia è una giovane e brillante laureata con Master che lavora nei corsi di formazione della Regione Liguria, ma i centri di formazione che hanno assegnati gli appalti relativi applicano poi ai lavoratori contratti di cooperative sociali in evidente regime di subappalto, e questo mi risulta vale per tutti i servizi offerti da Regione e Provincia in materia di formazione ad ogni livello e di uffici di collocamento (sia per «normali» che per «invalidi»). Mi domando ancora perché Regione e Provincia non tengono sotto controllo queste illegalità fatte da loro appaltatori, perché l'ispettore del lavoro non interviene, e cosa ne pensa il Pd (che a parole combatte il lavoro illegale) di questa gestione da parte dei loro «amici». E le opposizioni in Regione e Provincia non si sono accorte di questa situazione? E poi un'ultima domanda: in questa gestione degli appalti pubblici, chi ci guadagna? (Non certi i lavoratori come mia figlia. E poi si parla di fuga dei cervelli).
AB