il dibattito in redazione

2 FINI E MUSSO
Hanno due facce

ma la stessa medaglia
Caro Lussana, dopo il voto di fiducia al Governo una cosa non ho digerito affatto: il senatore Musso, votato da noi liguri, non da me che da tempo vedevo in lui una persona attenta soprattutto ai propri interessi, si è astenuto al Senato ma per fortuna la sua astensione, che al Senato corrisponde ad un no, non ha influito sull'esito della votazione. Ancora una volta, ancora una persona votata col simbolo di Berlusconi presidente, ha tradito il suo mandato elettorale. Un piccolo Fini che in Liguria non deve esser lasciato libero dal Pdl di fare quello che Fini ha fatto in Parlamento: una pugnalata al cuore per i tanti elettori che credono nell'unico e vero centrodestra, che vogliono esser governati da gente seria. Altra cosa sono la vigliaccheria e l'utilitarismo di uomini come Fini e Musso, assuefatti al potere che noi cittadini abbiamo dato loro, ma che presto, spero, torneranno a casa, chi a Genova, chi a Montecarlo!
P.S.: Vorrei approfittare del suo Giornale per ringraziare L'assessore Scidone e i vigili che hanno provveduto a porre fine alla triste vicenda del lavavetri bambino costretto a stazionare in via Cadorna.
2 PDL SENZA PIÙ ALIBI
Chiusa pagina piena

di ipocrisia e falsità
Caro Massimiliano, Silvio Berlusconi batte Gianfranco Fini non solo numericamente, come da qualcuno erroneamente sostenuto, ma nell’intimità della politica più vera e brutale.
Bene hai fatto a sottolineare la grande valenza politica che ha per la nostra regione e per Genova in particolare, quanto è accaduto in questi giorni.
La battaglia da noi vissuta ha avuto il Grande Merito di mettere a nudo le ipocrisie e le falsità «operative e relazionali» di persone che hanno mangiato e bevuto alla nostra fonte.
Tra loro anche di alcuni personaggi in cerca d’autore che sotto le mentite spoglie del diritto di dover rispondere alla propria coscienza in «coerenza» con l’articolo 67 della costituzione sull’ assenza del vincolo di mandato hanno sputtanato il legame con gli elettori e la «riconoscenza» con chi li ha nominati per il viaggio «premio» a Roma per una legislatura.
Mi scuso con il lettore per il linguaggio. Mi scuso con il lettore per i concetti non propriamente politicamente corretti qui formulati. Mi scuso con tutti coloro che «non» credono nell’onestà intellettuale come principio primario nella vita di una persona.
Purtroppo in Italia la realtà è questa. Ci sono persone che credono che il mondo giri intorno a loro. Ci sono persone che ritengono «giusto» e doveroso essere premiate perché si ritengono più brave degli altri. Ci sono persone che fanno finta di proclamare i valori della libertà e della fratellanza fra le persone per poi mettere loro al centro dell’universo politico e sociale.
Bene, oggi si è chiusa, spero definitivamente, la fase dell’ipocrisia e della falsità. Il Pdl genovese ora non ha più alibi. Bisogna tirare diritto senza incertezze e soprattutto con voglia e decisione nelle idee e nei contenuti.
La linea politica sul territorio vive sulla condivisione di un progetto politico con i nostri alleati, certo. Ma non può non avere una sua autonomia e forza tra la gente su argomenti e concetti che fanno capo «solo» a noi.
Silvio Berlusconi lo ha dimostrato, ancora una volta, con i fatti. Dal cielo non piove nulla se non ci si rimbocca le maniche per raggiungere l’obiettivo prefisso.
Il Pdl a Genova non deve più essere elitario per diventare finalmente un movimento popolare.
Dobbiamo brillare di luce propria, questo è l’insegnamento che ci regala Silvio Berlusconi nell’ azione politica di questi giorni. Questa è la strada che ci ha indicato Claudio Scajola a Palazzo Ducale in un bagno di folla di gente vera e pronta all’azione politica. La palla ora passa al partito, per Genova e per la Liguria ora o mai più.
Gian Luca Fois
2 RISVEGLIO
Il pieno del Ducale

e lo spirito ritrovato
Caro Massimiliano,
complimenti per l'articolo a proposito della festa genovese del Popolo della libertà che si è svolta sabato a Palazzo Ducale, hai interpretato in pieno lo spirito di questa memorabile giornata.
Una sala bellissima piena di persone perbene di ogni età, gente di sani principi che non urla slogan per far passare le proprie idee, ma che si è messa in auto o in pullman all'alba soltanto per partecipare, per ascoltare ciò che i propri eletti avevano loro da comunicare. Il resto è venuto da sé, spontaneamente sono uscite le parole di bentornato all'ex ministro Scajola, con disappunto è stato espresso il no forte ad una eventuale sfiducia al governo Berlusconi, con orgoglio gli elettori hanno applaudito e dimostrato tutto il loro calore ai loro rappresentanti liguri.
Proprio una bella festa, anche se io non avevo dubbi sulla riuscita: quando Berlusconi chiama il popolo risponde sempre! Un po’ meno sicuri, mi sono apparsi gli organizzatori, quasi a temere un insuccesso, che non c'è stato. Ebbene sappiano, i politici del Pdl anche ligure, che se continueranno a esserci e a coinvolgere la gente come stanno facendo da poco tempo in qua, i risultati saranno questi.
Un saluto.
Brunella Maietta
da poco leghista, ma nel cuore per sempre Berlusconiana