il dibattito in redazione

2 BUONA SANITÀ

L’alta professionalità

di Chirurgia all’Ist
Caro dottor Lussana, rimango sempre sbalordita dall'atteggiamento di molti che, di fronte a fenomeni di malasanità, e purtroppo talvolta accadono, tendono a generalizzare incolpando non solo gli operatori direttamente interessati ma anche l'intero Sistema Sanitario. Desidero invece segnalare che, essendo stata di recente ricoverata per quindici giorni all'IST di Genova, reparto Chirurgia toracica del prof. Ratto, ho potuto constatare di persona, con mia grande soddisfazione, l'altissima professionalità, umanità, efficienza dei medici, degli infermieri e di tutto il personale che opera in quell'Istituto. A tutti loro un grande ringraziamento e l'espressione della mia più profonda gratitudine
Elsa Lucifora Collerio
2 IL DEGRADO DI NAPOLI

I rifiuti in strada:

una vecchia abitudine
Carissimo Lussana, stavolta non riesco a trovare un'oncia di ironia, ma provo solo sdegno, rabbia e un prepotente senso di ribellione/repulsione verso Napoli e tutto ciò che Napoli rappresenta, e non me ne può importare di meno della sua storia, delle sue cosiddette bellezze ( che comunque i napoletani stanno finendo di distruggere), delle sue tradizione della sua ex cultura e tutto quello che vuole. Fui a Napoli, per lavoro, a meta' degli anni 60, per quattro anni, e la «monnezza», già allora, arrivava talvolta ai primi piani delle case: non è cosa di oggi, quindi, o di quindici anni fa. Ma vedere i soldati italiani messi a fare gli spazzini perché i locali non vogliono farlo e stanno a guardare a braccia conserte (pagati coi nostri soldi, peraltro) non mi fa venire l'orticaria, ma ondate di furore. Fosse per me lascerei Napoli esattamente cosi com'è, coi napoletani immersi nella loro sozzura sino agli occhi ( come in inglese recitano i giornali australiani e sudafricani sputtanandoci in tutto il mondo). Sono stufo di dover pagare di tasca mia l'inefficienza, la protervia e il parassitismo napoletano, e non solo per quanto riguarda la spazzatura: «chillo chiagne fotte» sarà anche un bel modo di dire, ma non mi diverte più. Ora, davvero, basta. Con stima e simpatia e amarezza.
Cesare Simonetti
2 NO AL GASSIFICATORE
«La soluzione più seria

l’ha indicata Pernigotti»
Egregio Direttore Massimiliano Lussana, Le scrivo come portavoce del Comitato per Scarpino che da 15 anni si batte contro ogni amministrazione che vuole proporre come sistema di smaltimento dei rifiuti l'obsoleto e criminale binomio DISCARICA + INCENERITORE. Sono amareggiato a riguardo delle scelte fasulle effettuate da nostri rappresentanti politici nei tre enti; soprattutto coloro che si fingono nostri amici ma sono i responsabili diretti della mancata attuazione della raccolta differenziata e della conseguente necessità di attuare un grande inceneritore a sostituzione di una mostruosa discarica a cielo aperto quale è quella di Scarpino, la seconda più grande del paese. Noi che abbiamo la sfortuna di essere nati e di vivere in questa zona di Genova da 42 anni siamo vittime non più silenziose di un ingranaggio perverso che bada solo al profitto e al mantenimento di un giocattolo infernale dalle uova d'oro. In questi lunghi anni di lotta abbiamo partecipato, studiato, imparato, alle conferenze dei maggiori esperti mondiali, dal Prof. Paul Connet, candidato al Nobel a David Ciplet il creatore di Gaia (Global Anti-Incinerator Alliance) ci siamo confrontati con i migliori patologi come la Dott.ssa Patrizia Gentilini e nanoricercatori, prof. Stefano Montanari, siamo venuti a conoscenza di numerose moderne tecnologie per la riduzione dei rifiuti con trattamenti «a freddo», cioè senza ricorrere alle ormai superate e nocive tecnologie di incenerimento. In questo contesto solo il Consigliere Provinciale Massimo Pernigotti si è contraddistinto proponendo un idea seria e attuabile per scongiurare il trattamento del ciclo dei rifiuti attraverso un sistema di incenerimento, che sostituisca tout-court la discarica a cielo aperto, una cosa è proporre un sistema moderno a bassissimo impatto ambientale di separazione idro meccanico che arrivi a differenziare fino all'85% dei rifiuti (la reale percentuale di raccolta differenziata nella nostra regione è appena al di sopra di un misero 20%) così come propone Pernigotti, tutt'altra cosa è dare vita nel 21° secolo ad un gassificatore, terminologia fuorviante e ingannevole per definire un inceneritore a tutti gli effetti, propagandata da vecchie e nuove aggregazioni politiche che nel loro simbolo hanno la sfacciataggine di scrivere ECOLOGIA. Sarebbe necessario che centro destra e soprattutto centro sinistra che fino ad oggi ci ha ingannato, convergesse sulle idee sensate, razionali e ripeto moderne.
P.S. mi sono deciso a scriverle visto il grande risultato che l'Arch. Pernigotti sta ottenendo nel sondaggio del vostro giornale, viene naturale pensare ad un uomo nuovo, con idee nuove.
Felice Airoldi

Portavoce del Comitato per Scarpino
2 DISCRIMINAZIONE

Assurdo «prenotare»

i posti in Cattedrale
Chissà se quando nacque Gesù a Betlemme, nelle prime 6/7 file, c'era su scritto «Prenotato o Riservato»? E chissà se quando avvenne l'adorazione dei pastori che, avvertiti da un angelo, essi si siano dovuti mettere nelle file susseguenti per potergli rendere omaggio? Lasciandovi in questo dilemma che tanto amletico o machiavellico non è, vi vorrei raccontare della notte del 24 dicembre 2010. Abito in S. Lorenzo già da tempo e con mia moglie s'è deciso di andare alla messa di Natale nella Cattedrale che dista circa 20/30 metri da casa mia e che è la sede della Curia di Genova, la mia bella e adorata città; ma ahimè, mal gestita. Quale miglior occasione per poter seguire «da vicino» una funzione religiosa celebrata da Angelo Bagnasco, l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei. Solo che eravamo in netto anticipo e i pochi presenti, 100/120 prs., in un contesto così grande appaiono più come un albero non sempreverde nei mesi invernali, ci avvicinammo alle prime file, ma venni «stoppato» da un signore con un perentorio: «No, qui non si può, questi posti sono riservati per altri». Beh, che male c'è, subito pensai, se nel caso fossero «riservati» alle alte cariche ecclesiastiche, quindi più vicine a Dio e pertanto meritorie; d'altronde è pur sempre la loro casa, no? E invece, dei presenti nelle «file d'elite», nessuno portava vesti sacerdotali o abiti talari, ma gli alcuni che c'erano avevano quelli borghesi. Che siano in incognito? Comunque tento un: «Siffatta è la chiesa che mi ha visto addirittura prendere la prima comunione, e questa è la messa di Natale, mica una parata dei notabili della città. Sono forse i Re Magi? Ma non ce l'hanno la loro chiesa?». Risposta: «Anch'io sono di via S. Lorenzo e come vede sono in piedi qua a fare il servizio d'ordine». Il che è come chiedere l'ora a qualcuno e sentirsi rispondere; domani piove! Sorrido, giro i tacchi e quatto quatto mi avvicino all'uscita. Poi, prima di lasciare quel luogo che credevo «il più giusto», l'ovvio inchino a Dio e alla Madonna, il segno della croce e... ciao ciao, buonanotte al secchio. E mentre cammino per raggiungere casa, penso che non avrei mai voluto che mi si prenotassero i primi posti in chiesa in un'occasione così, e mi convinco che io so io e quelli non sono... proprio l'opposto di come invece m'appariva ad un primo esame. Perché non saranno certo quei posti in prima fila a dar loro il Paradiso eterno, anzi. Poi ho pensato alle funzioni di San Padre Pio e a quelle della Beata Madre Teresa di Calcutta avvenute tra i fedeli senza distinzioni classiste. Scusa Gesù, noi ieri sera non s'era presenti ma ti pensiamo sempre. Si, però dagli ultimi posti se c'è concesso; se no di fuori. Ma a noi va bene lo stesso.
Luciano Ardoino
2 RISCHI DI INCIDENTI

I cacciatori devono

rispettare la legge
Ancora una volta abbiamo la prova provata che i cacciatori non rispettano le normative vigenti in materia di caccia; si credono di essere ancora al tempo del far west e si sentono impuniti... per fortuna abbiamo evitato la tragedia! È mai possibile che una persona di minimo buon senso non si accorga di essere uscita dalla zona consentita alla caccia e giri armata, tra i palazzi e giardini, con un fucile per uccidere un cinghiale fatto uscire dal bosco vicino? Nell’auspicare che non abbia usato l'arma in quella zona densamente abitata, rilevo che - colmo dei colmi - il cacciatore abbia dichiarato alla stampa che preso dalla foga per inseguire il cinghiale non si era accorto di essere finito in un giardino... A questo punto mi chiedo dove abbia preso la licenza di caccia... forse con la raccolta punti della Centrale del Latte? Desidero Informare i Vs. lettori che, in qualità di Consigliere Provinciale, presenterò una richiesta d'informazione all'Assessore competente, chiedendo che al cacciatore venga sospesa definitivamente la licenza di caccia, mentre la squadra venga fermata per almeno sei mesi, logicamente da scontarsi con l'apertura della prossima stagione venatoria, sarebbe assurdo penalizzare lor signori in questo periodo, in quanto mancano pochi giorni alla chiusura della stagione 2010. Come mai il paladino dei cacciatori e Consigliere Regionale Sig. Bruzzone (Lega Nord), in questa circostanza non ha proferito parola ? Silenzio assoluto, ancora una volta si preferisce far finta di nulla, anzi si premiano i cacciatori... tra l'altro il Sig. Bruzzone è in compagnia (ottima!) anche di Sinistra Ecologia e Libertà; questo partito ha recentemente condiviso e votato in Consiglio Regionale una nuova legge sulle aree contigue ai parchi - stoppata in precedenza perché dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale - trovando un fasullo escamotage. A tale riguardo voglio assicurare i fautori di tale scellerata nuova legge che stiano pur certi che presenterò ricorso al TAR e alla Corte Europea e chi ha sbagliato, pagherà.
Consigliere Provinciale
Gruppo Verdi (Costituente Ecologista)
2 CIRCONVALMONTE

Marciapiede rotto

e molto pericoloso
Caro Lussana, visto che le istituzioni non si riescono a raggiungere provo a fare qualcosa attraverso il Giornale. Il marciapiede nella curva tra corso Paganini e corso Magenta (come dimostra chiaramente la foto) da mesi oramai ha le pietre che si sollevano ogni qualvolta ci si cammina sopra. Sono stati avvisati i vigili della stazione di Castelletto ma a tuttora dopo mesi nessuno è intervenuto e il pericolo rimane. Chissà se vedendo la foto sul Giornale chi di dovere si attiverà nella speranza che rimetta le antiche pietre al loro posto e non le sostituisca con l'asfalto come già successo in altre parti del centro città.
Ps. Buon anno a lei e a tutta la redazione del mio amato Giornale!
Dott. Antonio Figari
2 VOLTRI

Lavori interminabili

E i «Comitati» tacciono
Certi personaggi essendo seduti su una poltrona rotta, non fa nulla, è sempre una poltrona, anche se scricchiola, questi langaroli tartufati che con i loro titoli di prof., ing., dott., geom., non si rendono conto che il posto da padreterno è occupato da millenni. Questi langaroli tartufati ti prendono per i... fondelli (con l’aiuto di alcuni elementi di vari «comitati»(?)) i quali sono stipendiati con denaro pubblico, quindi, sono dipendenti dei cittadini. I quali a loro volta sono i loro datori di lavoro. Sbaglio? No! Hanno fatto passare un inverno bestiale (2009-2010) con il freddo polare che è piombato sulla città, come aprivi la porta di casa non ti trovavi nelle scale del tuo caseggiato ma bensì direttamente sulla strada per il semplice fatto che la temperatura e il vento gelido che c’era fuori lo avevi sull’uscio di casa. Ora sono partiti di nuovo all’attacco per farti passare un secondo inverno (2010-2011), hanno fatto installare dei serramenti, in un «tunnel» che non servono a niente e a nessuno, sempre con il beneplacito di coloro che si sono autonominati membri di un comitato che non hanno il coraggio di alzare la voce contro questi langaroli tartufati. Tutto questo succede a Voltri 2. Questi pseudo laureati o diplomati che alla fine dell’anno vogliono sapere quanto hai in tasca non ti dicono quanto hanno nei loro c/c. Sarebbe bello se la Guardia di Finanza mettesse il naso in quei c/c, così per pura curiosità. Sappiamo già in partenza che questo urlo sarà un urlo nel deserto, ma sognare ad occhi aperti non costa nulla. Qualche illuso aveva previsto «fine lavori» a giugno 2010, costui o coloro credono ancora a Babbo Natale. Altri a fine 2010. Molti vedono più distante, 2012, esattamente il 21 dicembre, così come hanno previsto i Maya. Fosse vero. Ma con la faccia di bronzo che si ritrovano, non gliene frega un c...avolo. Se poi un magistrato, per curiosità, sollevasse il coperchio della pentola per vedere cosa bolle, non dicano come un certo Claudio «io non sapevo nulla».
M.A.
2 TROPPI DISAGI IN CITTÀ

Strade poco illuminate

e prive di semafori
Mi è venuta in mente una battuta girando in questi giorni in auto per le strade della nostra Genova Alle future elezioni per il nuovo sindaco vincerebbe sicuro chi, al posto di tasse più sanità eccetera, promettesse strade migliori, asfaltate ben illuminate e segnalate. Gli asfalti, lavori in corso a bassa mano d'opera a parte, sono sempre peggio e forse i signori Vip non ci fan caso poiché girano tutti sugli inutili Suv. E che dire della segnaletica, quella verticale è una selva intricata mal comprensibile quando non arrugginita, quella orizzontale è trasparente quando c'è, e il peggio lo si raggiunge sulle strisce pedonali inesistenti, zero illuminate. Attraversamenti poi come quello di corso Torino all'altezza di Trebisonda-Comune è l'unico senza semaforo e molto pericoloso specie nelle prime ore serali o in caso di pioggia. Pioggia... avrà fatto caso che quando piove non si capisce più dove sono le righe vere da quelle antiche o cancellate Che vergogna signor direttore questa nostra vecchia cara città. Che si può fare? Nulla vero?
Marco Dutto
2 VANDALISMI NEI CORTEI

Assurde le accuse della Sindaca ai tifosi
Un tempo i russi morivano di fame, ma la propaganda del regime magnificava il tenore di vita in unione sovietica; sono passati trent’anni, e la sindaca Vincenzi propone i tifosi rossoblucerchiati quali autori dei vandalismi degli ultimi cortei; 'sti comunisti hanno proprio nel loro dna il distorcere sempre la realtà delle cose! Sono veramente squallidi.
Luigi Parodi
2 CARIGNANO

Multe incomprensibili

da vigili intolleranti
Gentilissimo Dr. Lussana, il nostro Giornale è l'unico che con grande sensibilità ha sempre ascoltato e coadiuvato chi si è trovato in difficoltà nell'affrontare l'arroganza delle istituzioni pubbliche della nostra città, città dei «diritti» a parole ma dei «dritti» e potenti nei fatti. Desidero pertanto informarla sul mio problema che non è solo il mio ma anche di altri condomini del mio civico - via S. Giacomo 18 - di cui alcuni per il disappunto hanno preferito cambiare casa e zona. Il sottoscritto per esigenze di carico e scarico spesso lascia il proprio mezzo, scooter su una piccola area antistate il civico, la cui proprietà privata è chiaramente indicata da piccoli marmi posti sull'area medesima che peraltro è delimitata, lato mare, da un alto muro. Ebbene per l'esercizio di questo mio diritto nell'arco di 2 anni mi sono state elevate 14 contravvenzioni così esplicitate. n° 10 per sosta vietata sul marciapiede n° 4 per divieto di sosta. Le 10 per sosta sul marciapiede sono state tutte annullate da diversi Giudici di Pace, perché hanno riconosciuto il mio diritto di proprietà, mentre le altre 4 sono state confermate, avendo i Vigili rappresentato una realtà diversa, contro cui agirò a mia tutela. Nel corso di questa vicenda ho avuto modo di contattare una pattuglia di vigili che mi ha riferito che questo loro modus operandi nasce da un esposto presentato da un cittadino/a, che li obbliga a venire tutti i giorni - due volte, al mattino ed al pomeriggio - per verificare lo stato dei luoghi. Ora mi domando con tutti i problemi che ha questa nostra disastra e sgangherata, amministrativamente, città si trova il modo ed il tempo per movimentare 4 uomini che potrebbero essere più utili altrove. Chi ha presentato l'esposto è persona potente, a cui nemmeno P.A. osa dire di no. Pertanto nella città dei diritti vi sono cittadini di serie A e di serie B - quelli vessati. La prepotenza paga a Genova, neanche di fronte a ben 10 sentenze di diversi Giudici di Pace non si deflette nel perseguitare cittadini che vogliono esercitare fino in fondo i loro sacrosanti diritti che peraltro non vanno ad inficiare quelli altrui. La città di Genova non si merita una PA disastrata e sgangherata come l'attuale.
Giuseppe Costa