il dibattito in redazione

2 LA SPEZIA MALE AMMINISTRATA

Tante promesse vane:

il degrado è ovunque
Caro Direttore, qui alla Spezia, ai tempi delle festività natalizie, senza che il sindaco ci racconti che quello nuovo sarà decisivo per gli inediti collegamenti viari, per il water front, per il nuovo ospedale, per i parcheggi, per l'università, insomma per una città più funzionale e moderna, capace di garantire ai suoi cittadini maggiore benessere e una migliore qualità della vita.
Molti anni sono trascorsi all'insegna di questo ritornello e, intanto, la città si è sempre più trasformata in una sorta di refettorio-dormitorio in cui, periodicamente, sulle sue piazze dai lastrici scassati e deteriorati, la principale piazza Europa in testa, compaiono e si esibiscono complessi musicali spaccatimpani che si illudono di rivitalizzarla scuotendo le mura dei palazzi circostanti e mettendo a dura prova il sistema nervoso dei cittadini la cui sventura è quella di abitarvi.
Una città dominata dal degrado, caratterizzata da opere di ripristino permanentemente incompiute, i materiali impiegati scadenti al punto da renderle scalcinate e impresentabili già dopo poche settimane, come ben testimoniano le zone centrali di più recente ristrutturazione, già ora incredibilmente deteriorate, via del Prione, piazza Cavour e dintorni ed altre, al punto da chiedersi quali siano i cervelli che presiedono alla scelta di simili materiali e con quali dissennati criteri vengano impiegati i denari che i contribuenti versano lacrime e sangue.
Una città a brandelli, cui si sommano i danni dell'inclemenza climatica e le permanenti condizioni di generale abbandono, da sempre, del territorio urbano centrale e periferico, di piazze, di strade e di marciapiedi, da sempre identificabili come rischiosi trabocchetti per i cittadini che li percorrono.
L'esempio più eclatante perviene dall'area di viale Amendola, una importante zona di circonvallazione completamente abbandonata al degrado, all'isolamento, alla morte economica e urbanistica, analogamente allo squallido viale San Bartolomeo, dove rari fantasmi languono e si dissolvono, oltre ad intere zone di periferia, i cui abitanti protestano invano.
La Spezia è stata condannata dai suoi carnefici all'insediamento di industrie ad altissimo rischio ed inquinamento, come Enel, Snam e porto container a ridosso del centro urbano, con la promessa mirabolante di migliaia di nuovi posti di lavoro.
Le sue spiagge dalle incomparabili bellezze naturali sequestrate, devastate e vietate alla presenza dei cittadini e a qualsivoglia iniziativa delle piccole e medie imprese locali, edili, turistiche, nautico diportistiche, balneari, commerciali e residenziali, con il de profundis per edilizia e commercio, la fuga dei giovani, il catastrofico calo demografico, la disoccupazione imponente, con il porto container che tira, ma solo per i cospicui profitti che entrano nelle tasche degli azionisti.
Ecco come La Spezia, in potenza una miniera d'oro che richiedeva di essere trasformata in fonte di ricchezza turistica, è stata trasformata in un cesso, unica città al mondo, tra quelle collocate sul mare, dove i suoi abitanti il mare non vedono, non toccano e non godono.
- La Spezia
2 CHI PESCA NEL TORBIDO

L’Italia ha altri problemi

ma tutti spiano il premier
In un Paese (l’Italia) dove non funziona quasi più nulla, dove il 98% dei reati restano impuniti, dove i trasporti sono pessimi, dove la disoccupazione e la povertà sono in continuo aumento, dove la sanità, specie al Sud, è a livelli di stati molto più arretrati del nostro, dove la criminalità appare inarrestabile ed incontenibile, cosa turba di più i nostri politici? Dove impegnano tutte le residue energie? Dove focalizzano le loro preoccupazioni? Leggendo i giornali o guardando i telegiornali pare che in cima alla lista delle priorità da risolvere ci siano le attività sessuali del nostro premier. Ho la vaga sensazione che, ancora una volta, qualcuno cerchi di farci un robusto e profondo lavaggio del cervello.
Costantino Corda
2 L’OPINIONE

Il presidente Napolitano

sui rom sbaglia. Molto
Egregio direttore siamo alle solite in riguardo al rogo dei Rom dove morirono bruciati quattro bambini, così come successe a Livorno un anno fa, come tanti episodi in tutta Italia. Il Capo dello Stato attribuisce la colpa al popolo italiano? E no, egregio Napolitano! La colpa è da attribuire a tutta l’etnia Rom, considerando che i figli servono a loro, soprattutto perché li mandano ad accattonare per la strada dove iniziano una vita «agra» piena di umiliazioni e di botte. Si è mai chiesto Napolitano, come mai che nella maggioranza dei casi nelle baraccopoli muoiono bruciati innocenti bambini e «raramente» i genitori? Gli italiani sono razzisti? Errore! Chi rifiuta l’integrazione sono gli zingari che delle nostre leggi ne se fanno un baffo. Napolitano è andato a baciare i genitori dei bimbi, quando c’era da incolparli per la loro grave negligenza condita di una profonda ignoranza, non considerando che non si può lasciare dei bambini dormire soli in baracche di legno e cartone con il fuoco acceso. Ma perché egregio Napolitano sul suolo della nostra bella Italia dobbiamo ospitare persone che vivono di accattonaggio, rubano, scippano, svaligiano numerosi appartamenti in lungo e in largo per la Penisola ammucchiando rumenta, spazzatura in ogni posto dove si fermano? A Genova parecchi anni or sono un «ingenuo» sindaco fece un campo attrezzato per i Rom con i dovuti lavandini e gabinetti, ma... come andò a finire! In pochi mesi spaccarono tutto togliendo anche i tubi dell’acqua, e tutto questo a spese nostre! L’onorevole Napolitano, vorrebbe costruire case per gli zingari? Che baggianata! Eppoi a spese del popolo italiano considerando che costoro continueranno a sporcare le nostre città. Non pagheranno mai i biglietti sui mezzi pubblici e dilagherà sempre più la delinquenza e noi italiani doc dovremo stare zitti e soccombere e vedere per le strade dei recidivi perché dei compiacenti giudici li lasciano irresponsabilmente e inconsciamente fare gli accattoni, se non parassiti a spese nostre! Egregio Napolitano costoro vogliono fare tutto quel che vogliono senza lavorare? E allora senza peli sulla lingua, come italiano doc. Molti italiani vorrebbero che costoro se ne ritornassero al loro paese così possono fare i cavoli propri. Egregio Napolitano gli italiani di questo andazzo sono stufi. Stufi di rimanere cittadini di serie B. Sbaglio? Non credo. A proposito, ma nell’Italia lanciata nel 2011 c’è più ragione che ci sia il Capo dello Stato, mentre in altri Stati hanno seguito il presidenzialismo francese e americano? Il Capo dello Stato dovrebbe essere garante di tutto il popolo, ma... vedo che molte volte le promesse di democrazia se ne vanno al vento!
Celso Vallarino
2 TAGLI O NON TAGLI?

Il «Milleproroghe»

e la tassa sui cinema
Non alziamo le tasse. Bene! Ma non ci sono soldi. Risparmiamo! Allora facciamo i tagli. Benissimo! Cominciamo dal cinema che, a parole, va sul mercato ma nella realtà succhia quattrini dalla grande madre Russia (o Italia, fa lo stesso tanto il governo è socialista ugualmente). Fantastico! Proteste. Chissenefrega? Non ci sono soldi! Meraviglioso! Viva Tremonti che resiste! Poi arriva il milleproroghe ed ecco comparire una nuova tassa. Sui cinema. Un euro a biglietto per coprire i tagli sul...cinema. Insomma: lo vogliamo vedere sì o no che la fregatura non è Ruby?
Marco Marchionni