il dibattito sugli studenti

2 POVERI DIAVOLI
La mia ricerca di lavoro

fatta senza urlare
Egregio direttore, ho pienamente condiviso il suo pensiero nel commento «Gli studenti e i poveri diavoli».
Sono fedelissima lettrice de il Giornale ed ho «soli» 23 anni. Da tre anni abbondanti non sono più studentessa. Mi sono diplomata al liceo artistico, ho una buona conoscenza dell'inglese e dello spagnolo. Un buon bagaglio culturale. La lingua madre, cioè l'italiano, la scrivo e la parlo correttamente, a differenza dei tanti studenti e non che obbrobriosamente la deturpano.
Non ho mai condiviso il «pensiero» dei centri sociali né i loro metodi di «espressione». Ho desiderio di trovare lavoro: lo sto affannosamente e disperatamente cercando da tre anni.
Qualche lavoretto qui e là, ma di concreto nulla (e può immaginare il morale dove finisce).
E quando mi trovo «imbottigliata» in un'onda manifestante come quella dell'altro giorno, tra studenti urlanti ma anche sorridenti, adulti infiltratisi nel corteo ma che penso che né di studio né di lavoro hanno mai caratterizzato le loro giornate, ma in compenso devastano i centri cittadini, imbrattano, incendiano cassonetti e molto altro, cercano lo scontro con le Forze dell'Ordine e bloccano le città per ore... non mi rende felice!
Io che giro Genova in lungo e in largo alla ricerca di un lavoro perché voglio darmi un futuro, fatto di legalità, di regole, di rispetto (come i miei genitori mi hanno insegnato e mi insegnano tutt'ora), trovarmi «bloccata» da tutto questo «mercato dell'urlo», capisce perché mi trovo assolutamente concorde con il suo pensare? Le vittime di tutto questo non sono di certo gli Assessori colpiti da secchiate di sterco e che peraltro hanno minimizzato anche il gesto stesso, ma i «poveri diavoli», nei quali mi ci inserisco anch'io, che davanti a queste «liberalizzazioni» del «tutto-è-lecito» saranno sempre più «poveri diavoli» schiacciati da violenza e illegalità.
... Ora riprendo la mia affannosa ricerca di lavoro, da «povera diavola»!
Con stima sincera.
Erica Leonardi
una giovane amareggiata
2 RIFORMA VINCENTE
In piazza solo piccole

parti di studenti
Sono pienamente soddisfatto dall'approvazione avvenuta alla camera della «Riforma Gelmini», un passo in avanti atteso da anni che finalmente mette al centro del nostro sistema universitario la meritocrazia, razionalizza un sistema nel quale clientelismi e sprechi sono all'ordine del giorno, elimina i privilegi inaccettabili dei baroni e soprattutto abbatte quei familiarismi che fino ad oggi hanno monopolizzato il nostro sistema formativo. Resto comunque perplesso del fatto che una parte di studenti, spinta da un'idea politica che mette il “NO” davanti ad ogni cosa, abbia manifestato il suo dissenso senza probabilmente nemmeno conoscere i reali interventi contenuti in questa riforma.
responsabile provinciale
Giovane Italia La Spezia
2 LETTERA ALL’ONDA
Cari ragazzi, ragionate

con la vostra testa
«...Fatti non foste a viver come bruti ma...» forza cari studenti completate la frase, dite chi la esclamò, da quale geniale mente fu pensata e scritta ed in quale contesto fu gridata ad alta voce.
Ovviamente è vietato l'uso del computer. Domanda facile perfino per uno studentello di terza media (ante sessantotto) ma per moderni dotti come voi?
Cari ragazzi della cosiddetta Onda, liberatevi dei numerosi no global che si insinuano numerosi tra le vostre fila, emarginate le menti politicamente plagiate, resettate i cervelli e comparate il modello Gelmini all'attuale situazione universitaria. Se rimarrete fermi nelle vostre convinzioni bisognerà ancora rifarsi al sommo vate e dire «fatti foste a viver come bruti».
Adolfo D’Alessandro