Diga blucerchiata per frenare la spinta del Bologna

Samp a secco di vittorie da cinque gare, Bologna da quattro: a giudicare dai precedenti, si annuncerebbe un pareggio, utile ad avvicinare entrambe le squadre alla spiaggia della salvezza, ma certe previsioni peccano forse di superficialità. Delio Rossi non si fida di un Bologna che mai nella sua storia recente è stato così prolifico in zona gol, almeno sul terreno amico, e invita i suoi a moltiplicare le attenzioni. Chiaro, il tecnico si attende uno scossone da una squadra, la sua, apparsa nell'ultimo mese con le ruote un po' sgonfie e con la lancetta della benzina prossima alla zona riserva e, alla luce di certi ragionamenti, forse non maledice la jella e… il Giudice Sportivo, che lo costringerà ad un profondo maquillage nella formazione base. In un sol colpo, ecco quattro novità forzate rispetto al derby: abbastanza logiche, a cominciare dal ritorno di Mustafi in difesa per rilevare lo squalificato Costa, con capitan Gastaldello spostato a sinistra. Praticamente scontato anche l'impiego di Sansone in avanti come partner di Icardi, data la defezione dello «stirato» Eder.
È nel reparto centrale, tuttavia, che si prospettano i cambi più significativi. Tocca a Obiang assumere la regia da qui a fine campionato, considerato il grave infortunio a Kristcicic: lo spagnolo potrebbe sembrare un adattato nel ruolo, ma almeno a livello di argine offre le più ampie garanzie. Al suo fianco, ecco il rilanciato Munari, che mister Delio continua a preferire a Renan, rimasto, assieme all'oggetto misterioso Rodriguez, il solo elemento della rosa mai utilizzato. Neppure stavolta, con la squalifica di De Silvestri - salvo clamorose sorprese - l'argentino godrà di una chance. L'inquilino di fascia sinistra torna ad essere Berardi, sostituto naturale e sempre autore di prestazioni all'altezza. Dopo quattro variazioni obbligate, una scelta tecnica pura: riguarda Christian Poulsen, che è titolare della Nazionale danese ma con Delio Rossi ha sempre faticato a trovare spazio. Il mister l'ha seguito con particolare attenzione durante la settimana, stimolandolo costantemente. Con lui potrebbe avviare la fase di sperimentazione nella parte finale di campionato, in ottica futura, anche se ieri nella rifinitura ha schierato fra i titolari Estigarribia.
Il match, comunque, resta irto di insidie: non fosse altro che per il potenziale offensivo dei petroniani, che vantano quattro rispettabili bocche da fuoco, a partire dal bomber principe Gilardino, supportato dal trio Diamanti, Gabbiadini e il recuperato Kone. Personaggi che obbligheranno non solo il tridente difensivo doriano ma anche i centrocampisti a un superlavoro. Ovvio, un punto varrebbe moltissimo in prospettiva salvezza, soprattutto se conquistato in uno stadio che ai tifosi blucerchiati rinnova pessimi ricordi. Nel 1977 una tripletta di Clerici spedì la Samp all'inferno e 22 anni dopo ci fu l'exploit alla rovescia del fischietto torinese Trentalange, che regalò agli emiliani un rigore scandaloso, rivelatosi decisivo per i destini degli ospiti. Stavolta arbitra il veneto Peruzzo, che deve farsi perdonare l'espulsione, parsa assolutamente esagerata, di Romero al Tardini di Parma. Allora casa Samp imperava Ciro Ferrara, che si stava avvicinando ad una solenne bocciatura personale. Sembra passata, da quel giorno, un'era geologica. Intanto, la dirigenza doriana ha fretta di voltare pagina e di immergersi nella stuzzicante vicenda dello stadio. Domani sarà a Genova il presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò, che avrà un colloquio col sindaco Doria sull'iniziativa blucerchiata, da lui appoggiata senza remore, e nel corso della giornata incontrerà i massimi esponenti del club di Corte Lambruschini, nel segno di una comune visione di certe delicate problematiche.