Domani il Pdl «salva» la Repubblica

Un 2 giugno sotto tono? Il Pdl non ci sta a far passare la Festa della Repubblica per un appuntamento di serie B. Ed è per questo che sia i deputati liguri, sia gli eletti nelle asseblee locali danno appuntamento ai cittadini per domani, dalle 9 alle ore 20 in piazza Galileo Ferraris, a Marassi. Sarà l'occasione per un'intera giornata di riflessione che prevede anche (ma non solo) un incontro pubblico sui temi riguardanti l'attualità politica ed in particolare le problematiche degli enti locali che hanno riflessi diretti sulla vita dei cittadini liguri. L'organizzazione dei consiglieri del Pdl Roberto Bagnasco e Guido Grillo prevede l'intervento di dirigenti, parlamentari e amministratori locali del Pdl. Ma oltre alla parte di approfondimento amministrativo ci saranno anche stand gastronomici ed artigianali e musica italiana dal vivo. Alla kermesse hanno già dato la loro adesione Augusto Minzolini, Sandro Biasotti, Luigi Grillo, Matteo Rosso e Gianni Barci.
Ad anticipare i temi sul tavolo è lo stesso consigliere regionale Roberto Bagnasco. «Sono già passati tre anni di amministrazione regionale, collegati ai 5 anni precedenti - sfoglia il calendariao -. I risultati sono totalmente insoddisfacenti. Tutto viene fatto passare come logica conseguenza della crisi economica, ma dove dovevano essere fatte delle scelte indipendenti dal fattore economico le divisioni interne e la confusione programmatica logica conseguenza di una maggioranza composita che comprende tutto ed il contrario di tutto costringono il presidente Burlando ad un immobilismo nascosto dalla sua indubbia capacità di trasformismo. Un esempio molto chiaro la recente votazione sul presidente della Repubblica dove Burlando in poche ore si è trasformato da affossatore di Marini, primo supporter di Prodi, scudiero di Rodotà, fautore di Napolitano e sostenitore del nuovo governo». Ovviamente si parlerà di scelte strategiche. «Sulle grandi opere è tutto ancora bloccato, l'aereoporto chiuso tra Pisa e Nizza, rimane tra gli ultimi scali del Nord Italia - incalza Bagnasco -. La disoccupazione, una delle più alte del Nord Italia, 2600 posto perduti quest'anno nell'edilizia, più alto della media nazionale il tasso di disoccupazione giovanile. La Sanità, al di là degli inevitabili ridimensionamenti, non è stata capace di esprimere una scelta infrastrutturale. Anche per quanto riguarda la gestione del ciclo dei rifiuti: si continua a modificare la metodologia e la tecnologia che si vuole utilizzare, se la termodistruzione o la termovalorizzazione o il gassificatore: il risultato è avere una bomba ecologica sul territorio qual è la discarica di Scarpino tra le più grande d'Italia. Il tutto accompagnato dalla pressione fiscale più alta d'Italia e la colpa in questo caso non è certo di Berlusconi».