Don Giovanni bello e sfacciato con la voce di Alberghini

Bello e sfacciato. A Simone Alberghini i panni di Don Giovanni calzano a pennello: perfettamente a suo agio in scena, dotato di una voce calda e potente, ha dato un'ottima interpretazione del personaggio più affascinante del teatro musicale, unendo la solidità tecnica ad una raffinatezza non comune, anche e soprattutto nei recitativi. «Don Giovanni» di Mozart è la seconda opera del cartellone estivo dell'Opera Giocosa: in scena martedì sera al Priamàr di Savona con l'anteprima «Due generazioni a teatro», lo spettacolo ha avuto grande successo in platea e promette una «prima» (sabato 14 con replica domenica, sempre alle 21.15) di tutto rispetto. Inguaribile seduttore, dissoluto mangiafemmine, Don Giovanni però va oltre, sfida l'assoluto e acquista quei tratti demoniaci che lo portano a confrontarsi con il divino senza schermi e senza paura: il mondo ruota intorno a lui, lo cerca, lo serve; e senza di lui si ferma, perde la ragione di esistere, muore. La regia di Elisabetta Courir bene ha marcato tutto questo, scegliendo come motivo conduttore la morte, senza tuttavia appesantire lo spettacolo e dando anzi il giusto risalto alla vena giocosa - il «Don Giovanni» è per definizione «dramma giocoso» - muovendo e utilizzando con arguzia le bare onnipresenti e con momenti di grande impatto scenografico. Qualche perplessità sulla testa del commendatore sospesa, posizione a parer nostro poco indovinata, che smorza e alleggerisce eccessivamente la tensione della tragedia finale; e una nota sulle armi «moderne», un tantino fuori posto in un contesto chiaramente settecentesco. Ma sono gocce nel mare in uno spettacolo davvero riuscito, con un gioco cromatico di scene e costumi (Guido Fiorato) molto suggestivo e che accanto ad Alberghini può vantare un cast di alto livello, a partire da Irina Dubrovskaja (Donna Anna), musicale, solida, con una voce dal timbro molto delicato ed avvolgente, e da Francesco Marsiglia (Don Ottavio), che ha regalato momenti di intensa drammaticità. Bravo e simpatico Simone Del Savio (Leporello), passionale Anna Maria Chiuri (Donna Elvira) anche se non sempre impeccabilmente «mozartiana», molto bene anche Linda Campanella (Zerlina); buone infine le prove di Matteo Peirone (Masetto) e Manrico Signorini (il Commendatore). Molto bene l'esecuzione musicale dell'Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, attenta e sentita la direzione di Giovanni Di Stefano. Brava Amelia Saracco, mandolino in scena, direttamente al servizio di Don Giovanni. Info www.operagiocosa.it e 019821490.