Doria, esordio con cravatta blu in Curia, Regione e porto

«Rain man» ha lasciato lo zainetto sulla banchina per tenere in mano il regalo dell'ammiraglio Felicio Angrisano: una bella cravatta di seta con l'effigie della Guardia Costiera. Poi il neosindaco Marco Doria si è fatto prendere per mano dal governatore Claudio Burlando e dal presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo, che lo hanno accompagnato a bordo della pilotina. Gli hanno fatto il saluto militare i marinai e sottufficiali della Capitaneria genovese.
Quello di ieri non poteva essere pomeriggio più azzeccato per una gita in barca. Quattro ore nella «maccaia» per scrutare la Superba dal mare, osservare i lavori nello scalo, incontrare terminalisti e lavoratori durante il tragitto dall'Expo a Voltri e ritorno: «C'è piena sintonìa con il sindaco - ha precisato Merlo - ma il Piano urbanistico comunale e quello portuale sono due progetti normativamente ben separati. Noi lo presenteremo a fine giugno. Ci sarà poi il confronto con gli operatori e quindi contiamo nell'approvazione definitiva entro giugno 2013. Il nostro è serio, studiato e preparato anche da tecnici di altissimo livello».
Per il numero uno di Palazzo Tursi ieri è stata una giornata di presentazioni ufficiali «molto importante perché ho incontrato pure l'arcivescovo cardinale Angelo Bagnasco e il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone». Così importante che a mattina inoltrata Marco «Forrest» Doria si è tolto pigiama e babbucce, le ha riposte ordinatamente ai piedi del letto e si è alzato con un dubbio: «Che cravatta mi metto?». Ai cronisti che ieri non ce la facevano a non ghignare, ha detto: «Davvero. Voi ridete. Mi sono svegliato e non sapevo quale cravatta fosse quella più adatta».
Subito risolto: «Alle 9 ho aperto l'armadio della camera da letto - ha continuato a raccontare il sindaco - ho quindi scelto una cravatta blu scuro con gli stemmi dell'Università, ma anche della nostra città. Mi è sembrata quella più adatta per far visita al cardinale e alle altre istituzioni. Ci sono affezionato. È una vecchia cravatta che mi aveva regalato tanti anni fa una mia cugina».
Sulla gita in barca con la nuova compagnia di amici, Doria ha continuato difendendosi così: «Non è stato un giro banale. È servito davvero, per vedere da vicino il porto e i lavori in banchina. Ho incontrato anche il signor Spinelli e il signor Messina, che mi hanno fatto i complimenti per l'elezione. Sono stati tutti educati e gentili».
Per il sindaco di zainetti e stemmini il futuro della città passa anche per «uno scalo che funzioni e che deve funzionare meglio. Genova è la porta naturale del Mediterraneo verso l'Europa, il suo scalo è unico in Italia per caratteristiche economiche intrinseche perché è un porto passeggeri di cantieri navali e traffici commerciali. Occorre sviluppare la città intorno ai moli che sono uno sbocco alle potenzialità enormi che l’intero Nord Africa oggi pone. Sta solo a noi dimostrare l'intelligenza per cogliere le opportunità che verranno».