E il marchese rosso sale sulle barricate per difendere l'Imu

(...) pure per l'abolizione dell'Imu sulla prima casa, reintrodotta dal governo «Tassa Italia e Salva privilegi» di Monti e odiata da tutti i genovesi: «L'importante è che il governo chiarisca quali risorse avranno a disposizione i comuni per erogare i servizi. Ci levano un'entrata, ma ce ne devono dare delle altre».
A storcere il naso contro l'abolizione dell'Imu, ieri è stato pure il vicesindaco Stefano Bernini (sinistra Pd) che quando si tratta di tartassare i cittadini e di non tagliare costi e privilegi dell'inefficiente mostruosa macchina pubblica, rivela l'unica vera politica della giunta: «L'inciucio di governo tra Pd e Pdl finora ha prodotto l'abolizione dell'Imu che voleva Berlusconi. Occorre trovare le risorse alternative da dare ai Comuni perchè Letta deve recuperare le risorse senza incidere sui comuni, già profondamente toccati dalla finanziaria di Tremonti e che oggi a Genova viviamo in modo pesantissimo. Ci avevano tolto 40 milioni. Adesso ce ne tolgono altri 20. Non riusciremo a fare il bilancio. Se non si recuperano le risorse, saremo costretti a buttare via la chiave e ad andarcene tutti a casa». «Magari se ne andassero davvero a casa - replica il capogruppo Pdl Lilli Lauro - perché con questa antica mentalità stile anni Settanta e quindi l'assenza di equilibrio che ha invece dimostrato Letta nella composizione del suo governo, Genova non potrà mai andare da nessuna parte. Berlusconi aveva promesso l'abolizione dell'Imu e ha mantenuto la promessa. Con questi amministratori della sinistra genovese, che prima litigano sulla Gronda e poi si rialleano quando c'è da tassare i cittadini dando la mano ai grillini ormai isolati, lo sviluppo della città rimarrà sempre una chimera. In realtà, se i compagni e le loro caste non avessero bruciato risorse e combinato disastri negli ultimi 30 anni, saremmo un Comune virtuoso e non avremmo un debito di oltre un miliardo di euro».
Dalla delusione del sindaco e del vicesindaco per la vittoria politica del Cav al messaggio istituzionale, con cui ieri in Sala Rossa il presidente del consiglio Giorgio Guerello (centro Pd) ha dato inizio all'assemblea: «Ritengo doveroso fermarci un momento per una riflessione sul drammatico attentato di domenica davanti a Palazzo Chigi. È stato un atto gravissimo, che condanniamo in maniera totale, ferma e incondizionata. Nessuna giustificazione può essere ammessa per atti di violenza come quello compiuto l'altro giorno, che ci ha colpito e lasciato sgomenti. Desidero manifestare la piena solidarietà e vicinanza del consiglio comunale ai feriti, tra cui i carabinieri Giuseppe Giangrande e Francesco Negri. A loro e alle loro famiglie va il nostro commosso pensiero».
Ieri è stato approvato anche il nuovo regolamento sulle videolottery finalizzato a contrastare la proliferazione delle sale da gioco e la ludopatia.