E Tursi cancellò gli agenti marittimi

(...) a tratti paradossali come Doria (Marco) che elogia pubblicamente il terzo valico e chiede al ministro Lupi di accelerare l'opera, mentre Doria (lista) parla di «buon senso» per il definanziamento dell'opera, sulla cui utilità esprime forti critiche: «Occorre mettere da parte la mitizzazione acritica delle grandi opere - spiega il capogruppo del partito del sindaco Enrico Pignone - per tornare a ragionare del beneficio collettivo».
E poi, c'è il «martedì di Tursi», il simpatico appuntamento del consiglio comunale in cui comitati, comitatini e centri sociali - quasi una base elettorale doriana - si esercitano ogni settimana a urlare, insultare e contestare. Contribuendo ad abbassare il già basso livello di delibere approvate. Fortunatamente, anche martedì scorso, ci ha pensato il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello a sminare la situazione, con il suo solito ottimo aplomb, educazione, cortesia e rispetto di tutti. Anche della legge, però. Guerello, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, è un genio della mediazione e della gestione dell'assemblea, il vero valore aggiunto del consiglio comunale e, con la sua sottile ironia e il suo fare sornione, riesce a far perdere la pazienza persino agli urlatori più indefessi che, alla fine, tacciono.
Doria, invece. Doria, fino ad oggi, al massimo ha inarcato il sopracciglio, ed ha firmato la dichiarazione più infuocata sulle prepotenze dei contestatori del martedì, dicendo: «Penso che diventi pericoloso trasformare il consiglio comunale, l'assemblea che affronta i problemi, solo in un'occasione per ptotestare. C'è un livello che bisogna stare attenti a non superare». Il che, nella dialettica doriana, è una specie di bomba atomica verbale. Ma, per centri sociali e comitati, azionisti di riferimento di una certa sinistra genovese, è solletico puro.
Eppure, a tanta cortesia ed attenzione del sindaco nei confronti di comitati e comitatini, tanta pazienza nel dialogare anche con i contestatori - come ha testimoniato personalmente anche sul palco del teatro della Tosse di fronte a coloro che lo attaccavano - non fa da contraltare altrettanta cortesia del suo staff nei confronti di alcuni ceti produttivi. Di quelli che fanno grande la città.
Succede, ad esempio con Assagenti, l'associazione degli agenti raccomandatari mediatori marittimi agenti aerei di Genova, che ha sede in via Cesarea e manda a un gruppo di destinatari selezionati la sua newsletter che informa sull'attività, sulle richieste e sulle scelte degli agenti. Essendo fra i destinatari, posso testimoniare personalmente che si tratta di uno strumento agile e non invasivo, non una di quelle mail che arrivano a decine a invadere le nostre caselle. Ci sono addetti stampa di locali latini che intasano le mail con decine e decine di allegati del tutto inutili. Ecco, gli agenti marittimi, no: la loro newsletter è utilissima per aprire una finestra su un mondo e i testi sono ben scritti, merito anche della loro responsabile della comunicazione Lara Tropia, capace di rendere affascinanti persino i dati sullo shipping.
Eppure, al gabinetto del sindaco (per la precisione la mail è gabsindaco@comune.genova.it), tutto questo non interesssa. E Sergio Tripodi, che invia la mail a nome della segreteria di Assagenti, si è visto recapitare al suo indirizzo telematico la scritta «REMOVE» per chiedere di non ricevere mai più le notizie sugli agenti marittimi.
Ora - a parte il fatto che l'attivissimo presidente Gian Enzo Duci, uno dei «giovani imprenditori» che dà un senso a questa endiadi, è un quasi-collega di Doria, essendo professore a contratto in università proprio in materie marittimistiche - è surreale che qualcuno nel gabinetto del primo cittadino faccia una scelta simile. Tranne che la scritta «REMOVE» sia solo l'esplicitazione della volontà di rimuovere tutta la Genova che produce.