«Ecco cosa significa “Non rubare”»

Settimo comandamento «Non rubare». È il tema della iniziativa «Dieci piazze per dieci comandamenti» organizzata da Rinnovamento nello spirito che toccherà Genova nella giornata di sabato in piazza Matteotti, argomento sul quale ieri è intervenuto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Per affrontare il fenomeno «nuovo e grave» dell'aumento dei furti «per fame» è fondamentale «l'organizzazione di catene tempestive perché questa piaga sia opportunamente affrontata, in attesa di risolverla in modo più definitivo», ha detto Bagnasco. Per l'arcivescovo quello dei furti per fame, soprattutto nei supermercati, «è un fenomeno nuovo per i nostri tempi ed è qualcosa su cui riflettere». «Mi pare, però - ha proseguito - che molti si interrogano su queste cose e di aver colto, pur nella fermezza del principio, un atteggiamento non immediatamente aggressivo, di prudente giudizio, di comprensione e attenzione».
Ma Bagnasco è tornato anche sulla crisi economica e cronica assenza di lavoro. Il cardinale ha affermato che, senza lavoro, «si rischia il suicidio non parlo di quello personale, spero, ma di quello sociale». Tra i temi trattati, non solo i furti materiali, ma anche quelli immateriali come il furto della speranza per le nuove generazioni. Un furto, ha spiegato, che «certamente si identifica soprattutto, ma non solo, con il tema del lavoro perché senza lavoro non c'è progettualità nella vita di un giovane». E una riflessione sulla «pressione fiscale» chedeve essere «equa e proporzionata, altrimenti si può incentivare il malaffare e l'evasione fiscale. Basterebbe che tutti pagassimo il giusto delle tasse e non esisterebbe assolutamente il debito pubblico, tutto sarebbe risanato e quindi anche l'economia potrebbe avere più respiro e più agio per riprendersi e rilanciarsi».