«Ecco come la Liguria ha saputo sfidare la crisi»

Il momento più difficile della crisi, l'Italia l'ha vissuto nel dicembre scorso quando alle banche sono mancati circa 100 miliardi di euro di entrate da parte del mercato internazionale e, contemporaneamente, c'erano 75 miliardi di obbligazioni in scadenza. A salvare il sistema fu la Banca centrale europea, immettendo circa 140 miliardi di denaro fresco. Questa è l' analisi della crisi spiegata ai rotariani dal direttore della filiale ligure di Bankitalia Letizia Radoni. Ora la crisi è tornata quasi agli stessi livelli di allora, il fondo salva Stati dell'Unione europea difficilmente partirà prima di settembre ed è quindi fondamentale che i mercati tornino ad avere fiducia: «Fiducia per la quale - dice Radoni - sarebbe necessario garantire una stabilità a medio termine, cioè quattro o cinque anni. I mercati si interrogano sulla possibilità dell'Italia di portare avanti le riforme progettate dal governo Monti anche dopo il 2013».
Il direttore di Bankitalia ha ripercorso - assieme ai soci del Rotary Club Golfo Paradiso presieduto da Mauro Ferrando - le tappe della crisi che ha investito l'Occidente e soprattutto l'Europa. «A giugno la situazione era senza precedenti, con la crisi greca che si è approfondita. Ora la produzione industriale nel nostro Paese è scesa di un quinto rispetto al 2008, le famiglie hanno un 5% in meno di reddito disponibile rispetto al giugno scorso. Le esportazioni, che all' inizio sembravano reggere, sono in calo del 2,2 per cento. Gli investitori stranieri non comprano più i titoli di Stato». Secondo Radoni bisognerebbe reagire rafforzando il patrimonio delle imprese evitando una pressione fiscale eccessiva, che metterebbe a rischio ogni prospettiva di crescita. E bisognerebbe soprattutto riuscire a creare una vera unità europea.