«Ecco come salveremo tutti gli scoiattoli di Nervi»

(...) anche nel mio, che pure sono un suo amico, in una sorta di Crudelia Demon di Nervi, pronta a sterminare qualsiasi simpatico scoiattolo che avesse la sciagurata idea di passare dalle sue parti. A un certo punto, veniva da pensarla in uno dei suoi elegantissimi completini, magari un po’ fetish, nascosta dietro un albero ad adescare simpatici scoiattoli con l’inconfondibile rumore delle noci che fa la gioia dei bambini da generazioni e generazioni ai Parchi.
Invece, non è proprio così. E Renata Briano spiega, cortesissima e con la competenza tecnica che le viene riconosciuta anche dagli avversari, per filo e per segno cosa succederà agli scoiattoli. Partendo dalla notizia principale: nessuno scoiattolo verrà portato nelle camere a gas e lei non è un’Eva Braun di Cip&Ciop.
Assessore, parola d’onore che non li gassificherete?
«Parola d’onore. Ma le dico di più, non abbiamo mai nemmeno pensato a sterminare gli scoiattoli grigi con il gas».
Ma come, gli ambientalisti che hanno denunciato il tutto hanno allegato chili di protocolli europei dove si parla esplicitamente di gas.
«Nel progetto finanziato dall’Unione Europea per l’eradicazione dello scoiattolo grigio, a cui noi abbiamo aderito, questa possibilità effettivamente c’è...».
Ah, confessa!
«...ma la Regione Liguria, non ha mai preso in considerazione questa parte del protocollo, a differenza, ad esempio, di quanto hanno fatto Lombardia e Piemonte. Quindi, niente gas».
Significa che lascerete stare per sempre gli scoiattoli grigi?
«No, non sarebbe giusto».
E perchè? Non è che volete tutelare i «rossi» per motivi politici? Ma, battute a parte, cosa fanno di male i poveri «grigi»?
«Molto semplicemente, è una legge della natura. Essendo più forti, tendono ad imporsi e a non permettere agli altri di svilupparsi. Per questo motivo nasce il progetto europeo».
Quindi, come farete ad evitare che siano dominanti?
«Stiamo ragionando sulle varie possibilità. Uno degli strumenti potrebbe essere la sterilizzazione. Li potremmo catturare, magari con un sistema ad ultrasuoni, e poi sterilizzarli».
Ma, una volta sterilizzati, cosa ne fareste?
«Da quando è iniziata tutta questa vicenda, abbiamo visto che c’è un grande interesse alla permanenza degli scoiattoli ai Parchi e alla salvezza anche di quelli grigi. Il nostro obiettivo finale potrebbe essere quello di immettere ai Parchi di Nervi gli scoiattoli rossi, quelli originari, che ci sono anche a Villa Pallavicini a Pegli, e di portare altrove i grigi...».
Dalla gassificazione alla deportazione. Lei è una sadica!
«Macchè deportazione. Pensiamo di individuare un’area all’interno dei Parchi di Nervi o un altro parco dove i grigi possano vivere in pace, ma senza impedire ai rossi di prosperare».
È la sua risposta definitiva? La accendiamo?
«Stiamo valutando con i tecnici tutte le possibili soluzioni. E, proprio perchè si tratta di una questione molto sentita dai cittadini, pensiamo anche a convocare assemblee pubbliche con tutti i portatori di interessi sul tema, fra cui ovviamente anche le associazioni ambientaliste e i frequentatori dei Parchi di Nervi, per spiegare tutte le possibili soluzioni e scegliere, insieme a loro, la migliore».
Ma tutto questo costa milioni di euro!
«Anche qui si è fatta molta confusione fra il costo del progetto per tutta Italia e quello ligure. La spesa che ci riguarda è il circa 240mila euro, 140mila dei quali finanziati dall’Europa e 100mila da noi, comprendendo però il costo dei dipendenti regionali che già paghiamo».
Insomma, lei non è una sterminatrice di scoiattoli? Sicuro?
«Sicuro, parola d’onore».